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Statale 42, la battaglia su guard-rail di Darfo Boario e strettoia di Lorengo

giovedì, 17 maggio 2018

Darfo Boario Terme – Il guard-rail tra Esine e Darfo Boario tiene ancora banco. Dopo la lettera al Prefetto di Brescia da parte del sindaco di sindaco di Breno, Sandro Farisoglio, che ha segnalato l’assurdità delle irrazionali e pericolose barriere, che rischiano di trasformare la statale 42 in una pista di birilli, con tragiche conseguenze e il fermo dei lavori tutto tace ma il pericolo resta senza alcun intervento per garantire la sicurezza nelle more dell’adeguamento alle norme delle barriere e della strada.

Sulla questione viabilità ecco l’intervento del professionista Santo Spavetti su due questioni importanti: guard-rail tra Darfo Boario ed Esine e strettoia di Lorengo tra Berzo Demo e Malonno.

GUARD-RAIL DARFO/ESINE
In merito alle barriere metalliche posate tra Darfo ed Esine, il professionista segnala che il restringimento di 0,80/1 metro sui due lati, eliminando la banchina laterale, causa l’impossibilità per gli autoveicoli di spostarsi a lato in caso di sinistro, consentendo nella zona centrale il passaggio dei mezzi di soccorso, nonché di accostare a lato in caso di sorpassi azzardati, impedendo sinistri, inoltre in caso di sinistro le nuove barriere fanno rimbalzare nella carreggiata il mezzo, causando il coinvolgimento di altri veicoli (nel caso di motociclisti con conseguenze serie), un veicolo in panne rimarrebbe in mezzo alla carreggiata, eliminando lo spazio di emergenza laterale, in tratto dove nemmeno ci sono le piazzole di sosta, nonché gli inconvenienti segnalati opportunamente al Prefetto dal sindaco di Breno le nuove barriere pertanto, visti i pericoli conseguenti, andavano e vanno posate nella stessa posizione delle preesistenti per non restringere la sede stradale, visto poi anche le numerose buche che si creano nel tratto di strada per la pessima consistenza del fondo stradale, che causano numerosi sinistri, barriere come quelle posate, restringendo la strada, non sono accettabili.

IMBUTO DI BERZO DEMO
Per ora resta la pericolosa strettoia e nulla è stato fatto. Ecco le considerazioni dell’architetto Santo Spavetti in merito a Lorengo: “Se l’Ente Anas dorme sarebbe opportuno un intervento per sollecitare la messa in sicurezza dell’imbuto subito visti i pericoli.

La risposta di Anas trasmessa al Comune ed al Prefetto, dove è stato coinvolto il sindaco mi lascia alquanto perplesso, in quanto sé è pur vero che il muro è instabile e va demolito è altrettanto vero che, a causa della strettoia sono successi parecchi incidenti (e non a causa del muro instabile) e se non ci sono stati lutti è  stato veramente un miracolo, anche se si demolisce il muro tale pericolo inaccettabile permane se non si allarga la strada. Vista la modesta spesa necessaria, l’intervento risolutivo ritengo vada eseguito da Anas, è illogico che il sindaco abbia la responsabilità di far demolire il muro pericolante, in questo caso invece è evidente, dovrebbe essere Anas, secondo il buon senso, ad intervenire immediatamente sia per demolire il muro pericolante e allargare contestualmente la strada. Vista la pericolosità dello spigolo di immobile diroccato che entra nella strada, per impedire altri incidenti, occorre intervenire tempestivamente. I pericoli sono da risolvere immediatamente e contestualmente, anche perché se il muro cade nella sede stradale Anas ha l’obbligo di garantire la sicurezza, atteso che il muro è pericolante, come ammesso anche da Anas, se cade una parte di muro nella sede stradale e causa un incidente con vittime, ci sarebbero estremi per indagare per non aver rimosso il materiale crollato dalla sede stradale o non essere intervenuti ad eliminare il pericolo segnalato. Penso ci siano nel caso in esame, tutti i presupposti giuridici per chiamare in causa il gestore della strada, in caso di lacune nella sua manutenzione. L’articolo 14 del Codice della Strada, stabilisce gli oneri di Anas: “Gli enti proprietari, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono: a) alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi; b) al controllo tecnico della efficienza delle strade e relative pertinenze; c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta”. Nel caso della strettoia di Lorengo appare evidente che, nella probabile impossibilità della proprietaria ad intervenire con la celerità richiesta dal caso (per esigenza di permessi), debba essere l’Ente gestore della statale 42, a dover intervenire con sollecitudine a rimuovere l’incombente pericolo per tutelare l’incolumità degli utenti della strada statale 42, perché di fatto il manufatto pericolante invade la sede stradale, il crollo può avvenire in qualsiasi momento  la strettoia non è idoneamente segnalata e la possibile area di crollo del muro è la carreggiata,dove circolano i veicoli, pertanto o Anas, se non vuole rimuovere il pericolo costituito anche dalla strettoia, deve impedire il possibile crollo nella sede stradale del muro, tramite idonea barriera protettiva, oppure transennare l’ area di possibile crollo per il tempo necessario ad eseguire l’ intervento di demolizione e allargamento urgenti, in caso contrario ritengo che in caso di sinistro i danni sarebbero imputabili all’Ente strade. L’articolo 14 comma 4 inoltre cita: “Per le strade vicinali di cui all’articolo 2 comma 7, i poteri dell’ ente proprietario previsti dal codice della Strada sono esercitati dal comune”, la statale 42 è statale, non vicinale, pertanto è Anas che deve adottare le misure necessarie per garantire la sicurezza della circolazione”.


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