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In Valle Camonica resiste l’antica lavorazione delle castagne

martedì, 7 dicembre 2021

Berzo Demo – E’ una delle antiche tradizioni della Valle Camonica, in particolare di alcune frazioni di Berzo Demo, Malonno ma anche Santicolo di Corteno Golgi e della Val Saviore. Parliamo delle castagne e della sua lavorazione.

I castagneti che ricoprono gran parte del territorio camuno, Val Saviore, ma anche di Berzo Demo, Malonno, Edolo e Corteno Golgi, hanno fornito per secoli un sano e nutriente alimento per la popolazione tanto da guadagnarsi l’appellativo di “alberi del pane”. Le castagne note anche come “pane dei poveri”, erano e sono tutt’oggi ampiamente consumate in una moltitudine di varianti: crude, cotte, essiccate.

Lino Balotti, studioso degli antichi mestieri della Valle Camonica, ha raccolto una ricca documentazione sulla lavorazione delle castagne, in particolare a Moscio di Malonno, Monte di Berzo Demo e Val Saviore. Anche il veterinario Arturo Turetti ha raccolto del materiale, in particolare di donne che lavorano le castagne a Moscio frazione di Malonno, passate sul “Val” e poi ripassate sul “Grei”.

Secondo la tradizione nel mese di ottobre – dopo la raccolta – vengono posizionate sul “Grat”. La “pòsta da le castògne”, ossia lavorazione delle castagne, è uno degli antichi mestieri che sono stati tramandati da generazione in generazione. Secondo la tradizione di alcune aree delle Valle Camonica la lavorazione delle castagne inizia in autunno e termina a dicembre.

Anzi proprio in questi giorni vengono tolte dalla “Grat”, quindi lavorate per togliere eventualmente il guscio rimasto e infine vengono portate al mulino per essere macinate, ricavando farina che poi viene utilizzata per dolci e altri piatti tipici.



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