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Breno, inaugurato il santuario protostorico di Spinera

domenica, 19 giugno 2022

Breno – E’ stato presentato all’alba l’intervento di riscoperta e valorizzazione dell’altare del santuario protostorico di Spinera. E’ stato riportato alla luce dai rifugiati accolti a Breno (Brescia).

La presentazione dell’opera riportata alla luce è stata a cura di Serena Solano, archeologo SABAP e direttore del Parco, e Carlo Cominelli, presidente della cooperativa K-Pax. All’inaugurazione erano presenti i rappresentanti delle principali fedi religiose attive sul territorio: il parroco di Breno, il presbitero della Chiesa ortodossa, rappresentanti della comunità islamica e una delegazione dei rifugiati politici accolti nel progetto SAI del Comune di Breno che hanno attivamente partecipato alla rimessa in luce dell’altare.

E’ un nuovo e importante elemento che va ad arricchire il percorso di visita del Parco Archeologico. Si tratta di un altare dell’età del ferro usato per i culti degli antichi camuni e dai romani. Un recente intervento ha rimesso in luce i resti di un grande altare, in uso dal VI secolo a.C. alla fine del I secolo d.C., parte del santuario dell’età del Ferro che si estendeva nell’area prospiciente l’edificio romano dedicato a Minerva.
L’altare, scoperto nel 2003 e allora per esigenze conservative reinterrato, è stato riportato alla luce nel marzo 2022 come testimonianza del contatto culturale nel mondo antico. Infatti, alla fine del I secolo a.C., con la romanizzazione del territorio e la fondazione di Cividate Camuno, quando a Spinera venne costruito un primo edificio monumentale, il culto indigeno per quasi 100 anni continuò a essere praticato accanto a quello romano e sull’altare continuarono a essere accessi fuochi rituali.
La straordinaria coesistenza di diverse culture religiose, quella camuna e quella romana, rappresenta l’elemento peculiare e caratterizzante oggi il sito archeologico nel suo complesso.
Il messaggio di questo incontro di culture riaffiora nella contemporaneità e fa diventare questo luogo un simbolo del rispetto reciproco e della tolleranza fra i popoli. L’intervento si muove nel solco del progetto “Intorno a Minerva“. Il contatto culturale fra mondo antico e contemporaneità avviato nell’ottobre 2021.



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