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Cividate Camuno è stato classificato Comune montano

Dopo le polemiche degli scorsi mesi sono stati rivisti i criteri; restano esclusi Iseo e Roè Volciano

CIVIDATE CAMUNO (Brescia) - Riclassificati i Comuni montani: dopo le polemiche degli scorsi mesi per l'esclusione di alcuni Comuni della Valle Camonica (Cividate Camuno) sono stati rivisti i criteri per la classificazione dei Comuni montani anche per la provincia di Brescia. Con la nuova formulazione trasmessa dal Ministero per gli Affari regionali e le autonomie ed esaminata dalla Conferenza Unificata, il Governo ha corretto in modo significativo l’impianto iniziale del Dpcm, ampliando l’elenco dei Comuni riconosciuti come montani sulla base dei dati Istat e del confronto con le Regioni.
Nel Bresciano, la quasi totalità dei Comuni inizialmente esclusi rientra ora nella classificazione montana, scongiurando il rischio di perdere risorse, agevolazioni e strumenti considerati centrali per le aree interne. Restano però fuori Roè Volciano e Iseo.

Con il passaggio da 522 a 539 Comuni montani riconosciuti dal Ministero, la Lombardia ottiene una mappa più aderente alla realtà. Durante la seduta odierna della Commissione speciale “Valorizzazione e tutela dei territori montani”, i consiglieri regionali di Fratelli d'Italia, Diego Invernici e Carlo Bravo, hanno commentato l’attuazione della nuova Legge Montagna (L. 131/2025), sottolineando l'importanza di questo ampliamento che vede Bergamo con 134 comuni, Brescia 98, Como 100, Lecco 54, Pavia 16, Sondrio 77 e Varese 60.

“La montagna è un organismo vivo che necessita di risorse proprie per non spegnersi”, ha dichiarato Invernici. “Abbiamo impresso una svolta storica: oggi i canoni idroelettrici restano interamente sui territori montani, superando il vecchio limite dell'80 per cento.
Grazie a un mio ordine del giorno al Bilancio, abbiamo portato dal 5% al 10% la quota minima obbligatoria dei proventi dell'energia gratuita da destinare alle RSA e ai Centri Diurni Integrati (CDI) per i Comuni che ricevono contributi superiori a 20.000 euro. È un atto di giustizia che garantisce cura immediata alle fasce più fragili”.

Invernici ha tuttavia evidenziato alcune criticità nella nuova mappa: “Sebbene il riconoscimento dei capoluoghi sia un segnale di attenzione, resta il rammarico per l’esclusione di realtà come Montisola, comunità turistica fondamentale, e Iseo, capitale del lago. La nostra sfida sarà lavorare sui criteri futuri affinché queste realtà non perdano i necessari presidi territoriali e i servizi associati”. Il consigliere regionale ha inoltre richiamato i 2 milioni di euro destinati al campus di Unimont a Edolo, pilastro per la formazione di competenze locali.

Invece Il consigliere Bravo ha focalizzato l'attenzione sull'economia reale: “Vivere in valle deve essere una scelta sostenibile e competitiva. Importiamo l’80% del legno dall’estero mentre i nostri boschi restano incolti: invertiremo la rotta incentivando la filiera corta e la cura delle malghe. La nuova classificazione è lo strumento per attrarre risorse e potenziare i servizi. La presenza dell’uomo in quota resta la prima forma di prevenzione contro il dissesto idrogeologico e di tutela dell'ambiente”.

La strategia di Fratelli d'Italia punta ora all'adeguamento della normativa regionale per uniformarla a quella nazionale. L'obiettivo è superare i limiti dimensionali e i vincoli attuali, permettendo ai nuovi comuni montani e ai capoluoghi di entrare a pieno titolo nelle Comunità Montane, rafforzando la progettualità condivisa e la capacità di intercettare finanziamenti per il rilancio delle valli lombarde.
Ultimo aggiornamento: 06/02/2026 17:38:50

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