VILLA LAGARINA (Trento) - Dalle “intercettazioni” lungo le principali vie di comunicazione all’accertamento del primo piccolo focolaio sul territorio: nel 2026 la presenza di Popillia japonica, conosciuta come scarabeo giapponese, è stata accertata anche in un’area del Comune di Villa Lagarina, a ridosso dello svincolo autostradale di Rovereto Nord. Un passaggio significativo per la sorveglianza fitosanitaria provinciale, che negli ultimi anni aveva già registrato diverse catture dell’insetto lungo l’asse dell’A22, senza riscontrarne la presenza nell’ambiente. Il ritrovamento risale all’inizio di agosto e riguarda esemplari adulti e sintomi compatibili sulla vegetazione in un’area di circa tre ettari, prevalentemente coltivata a vigneto. La presenza accertata ha comportato la notifica del focolaio all’Unione europea e la delimitazione dell’area interessata.

Popillia japonica è un organismo nocivo da quarantena prioritario per l’Ue, per il quale sono obbligatorie misure di prevenzione, eradicazione e contenimento. Il coleottero è particolarmente temuto per la sua capacità di danneggiare oltre 300 specie vegetali, sia coltivate sia spontanee, comprese piante agrarie, forestali e ornamentali. Gli adulti si alimentano della vegetazione durante l’estate, mentre le larve vivono nel terreno e si nutrono delle radici delle piante erbacee.
Una volta insediato, l’insetto può richiedere interventi di gestione molto onerosi.
Le attività di sorveglianza sono condotte dal Servizio Fitosanitario provinciale in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach, con particolare attenzione ai siti a rischio di introduzione attraverso il trasporto passivo. Le precedenti catture nelle trappole a feromoni installate lungo l’autostrada del Brennero avevano infatti evidenziato questo rischio: un individuo nel 2023, sette adulti nel 2024 e nove nel 2025. In tutti questi casi, le indagini non avevano rilevato la presenza dell’organismo nocivo nell’ambiente né danni alla vegetazione compatibili con la sua attività, consentendo di classificare i ritrovamenti come incursioni.
Anche nel 2026 sono state registrate nuove catture nei siti già interessati, alle stazioni di servizio Nogaredo e Paganella lungo l’A22. Altri esemplari sono stati individuati all’Interporto di Trento Nord, con due catture e di fronte alla stazione ferroviaria di Trento, con un individuo. Il ritrovamento a Villa Lagarina rappresenta tuttavia un elemento nuovo, perché documenta la presenza dell’insetto sulla vegetazione e rende necessaria l’attuazione di specifiche misure di contrasto.
Il Servizio Fitosanitario provinciale sta predisponendo un Piano di Azione per la gestione, il contrasto e l’eradicazione di Popillia japonica. Il documento definirà le misure da adottare, il calendario degli interventi e la programmazione delle indagini sul territorio. Nel frattempo, nell’area in cui la presenza dell’insetto è stata accertata, sono state attivate in questi giorni alcune misure fitosanitarie urgenti. Tra queste è in corso un intervento di difesa biologica con nematodi entomopatogeni, organismi utilizzati per colpire le larve nel terreno. Si tratta di una delle soluzioni più efficaci e sostenibili per ridurre la popolazione larvale. L’intervento è eseguito direttamente dalla Provincia, attraverso personale del Servizio Foreste già formato e dotato dei mezzi necessari, mentre il Servizio Fitosanitario garantisce la supervisione tecnica e il coordinamento delle operazioni.