TRENTO - Un piano ambizioso di investimenti e un bilancio più che solido tracciano l’immagine di un gruppo societario in salute. E’ questa in estrema sintesi la linea su cui si è sviluppato il confronto tra i vertici del Gruppo Dolomiti Energia, presenti la presidente Silvia Arlach e l’amministratore delegato Stefano Granella, e le sigle sindacali. L’incontro è stata anche l’occasione per discutere dei piani futuri della società, a partire dalla possibilità di una quotazione in borsa. Scenario su cui la Filctem Cgil ha chiesto chiarimenti e rassicurazioni, con l’intento di avviare un percorso di approfondimento su un tema molto delicato per l’intero trentino.
“Il gruppo archivia in bilancio positivo, e soprattutto ha in programma per il prossimo periodo un piano di investimenti di 2 miliardi di euro da qui al 2030. Somma che potrà raddoppiare in vista della partita delle concessioni idroelettriche, che andranno a gara nel 2029 e di una possibile strategia di completamento, sul versante occidentale, dell’anello di distribuzione del gas – hanno dichiarato al margine dell’incontro il segretario generale della Filctem, Franco Weber, e Federica Dalsass, che per la sigla sindacale Cgil segue il comparto -.
Abbiamo chiesto anche spiegazioni sul progetto di quotazione in borsa. Riteniamo importante e dirimente per una discussione serena su questo tema l’aver avuto conferma dalla presidente e dall’amministratore delegato che la scelta non porterà ad un allontanamento del gruppo dal territorio. Ci è stato spiegato che la quotazione resta uno strumento importante per favorire la crescita del gruppo e dunque degli investimenti anche in Trentino. Gli azionisti potranno aspirare solo ad una parziale distribuzione dei dividendi, visto che la parte più consistente di questi dovrà essere destinata a finanziare gli investimenti per sostenere la crescita e ulteriore strutturazione della società. Dal canto nostro approfondiremo il tema, ma il legame con il territorio e l’uso della risorse del nostro territorio per la crescita del Trentino restano un punto fondamentale. Per noi è importante anche il controllo pubblico nelle scelte strategiche e anche su questo abbiamo ricevuto rassicurazioni. Faremo tutte le riflessioni del caso per conoscere l’entità della partita e le sue reale implicazioni. La quotazione non dovrebbe avere alcuna ripercussione negativa sul personale, ma anzi favorirne un ulteriore espansione. Anche su questo ci riserviamo di approfondire”. Attualmente il gruppo occupa 1687 dipendenti. Il 2025 si è chiuso con un incremento di 50 unità.