TRENTO - Anche l’Università di Trento aderisce alla campagna di proiezione negli atenei italiani del documentario "Giulio Regeni. Tutto il male del mondo", che ricostruisce la tragica vicenda del ricercatore torturato e ucciso in Egitto. La proiezione speciale all’Università di Trento si terrà domani, martedì 26 maggio alle 16, nell’auditorium di Palazzo Prodi (Trento, via Tommaso Gar, 14) e sarà rivolta alla comunità universitaria. Il documentario, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, sarà accompagnato da un dibattito dedicato ai temi della libertà di studio e di ricerca.
La campagna è stata promossa dalla senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore nell’ambito dell’iniziativa "Le università per Giulio Regeni". Ad aderire, ben 76 università italiane con 15mila tra studenti e studentesse, docenti e personale universitario, coinvolti fra aprile e maggio con incontri e proiezioni sulla libertà di ricerca.
«Nell'attuale scenario globale, segnato da tensioni geopolitiche e improvvisi mutamenti negli assetti internazionali, è fondamentale porre l’accento sulla cultura, sulla produzione del sapere e sulla piena circolazione delle idee» afferma il rettore dell’Università di Trento, Flavio Deflorian. «Imprescindibili sono la tutela dell’autonomia della didattica e della ricerca, del diritto allo studio e del pluralismo dei saperi – aggiunge –. Il nostro Ateneo, da sempre orientato a questi principi, promuove la libertà accademica attraverso progetti a sostegno di studiosi e studiose, studenti e studentesse a rischio e rifugiati o rifugiate. Con l’obiettivo di garantire loro la possibilità di apprendere, fare ricerca ed esprimersi in un ambiente sicuro. In questo impegno si colloca il ricordo di Giulio Regeni, riflessione sull’importanza del libero sviluppo della conoscenza».
L’evento a Trento vedrà i saluti istituzionali del rettore Flavio Deflorian, un’introduzione della prorettrice alle politiche di equità e diversità Barbara Poggio, la proiezione del documentario di Simone Manetti e, a seguire, un momento di confronto. Sono previsti gli interventi dei docenti UniTrento Rachele Nieri (Consulta della componente dottorale e titolari di contratti di ricerca), Marta Tomasi (Comitato etico per la ricerca), Simone Penasa (co-titolare del Corso Jean Monnet “Academic Freedom and Human Rights”) ed Ester Gallo, delegata del rettore alla solidarietà accademica e internazionale e Scholars at Risk Italia.
L’iniziativa – È stata presentata a marzo in Senato durante una conferenza stampa a cui hanno preso parte la senatrice Elena Cattaneo, i genitori di Giulio Regeni, l’avvocata Alessandra Ballerini e il regista del documentario Simone Manetti, gli autori Emanuele Cava e Matteo Billi. «La storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia – ricorda la senatrice Elena Cattaneo – non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa: al contrario, Giulio continua a vivere e a 'fare cose' attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studioso».
«Siamo onorati e grati per questa iniziativa – sono le parole dei genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni – che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato che la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui».
L’iniziativa "Le Università per Giulio Regeni” è sostenuta dalla Fondazione Elena Cattaneo ETS, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni.
Ultimo aggiornamento:
25/05/2026 16:45:09