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Trentino, i dati economici del primo trimestre 2021

mercoledì, 2 giugno 2021

Madonna di Campiglio – Il primo trimestre del 2021 è stato segnato ancora una volta dalle misure di lockdown anche in Trentino. In termini economici, i dati dell’indagine congiunturale di questo periodo – curata dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio, in stretto collegamento con ISPAT-Istituto di statistica della Provincia – registrano un accentuarsi dell’asimmetria tra l’andamento dei vari settori. Per alcuni la crisi si è ulteriormente aggravata, divenendo di fatto drammatica, come per il comparto turistico che ha perso completamente l’intera stagione invernale e anche il periodo legato alle festività pasquali. 

In questo primo trimestre i settori che hanno manifestato le maggiori contrazioni di fatturato su base tendenziale, con riduzioni prossime o superiori al 50%, sono i ristoranti-bar, le attività sportive-ricreative-di intrattenimento, il ricettivo e il settore degli impianti a fune, che ha perso quasi la totalità del fatturato (-98,9%). Meno marcata la perdita per i servizi alla persona (-14,1%), che non sono stati interessati da provvedimenti restrittivi così severi. 

I settori tradizionalmente indagati dall’indagine congiunturale presentano invece variazioni in aumento, ad eccezione del commercio al dettaglio (-6,3%). I trasporti si connotano per una dinamica pressoché stagnate (+0,4%), mentre gli altri comparti presentano variazioni positive più sostenute; di particolare rilevanza quella che riguarda il manifatturiero (+9,2%), che risulta essere già in piena ripresa. Complessivamente, considerando tutti i settori investigati nell’indagine, la stima della variazione tendenziale del fatturato trimestrale è pari a -9,0%.

Anche in questo trimestre, l’occupazione denota differenze percentuali più contenute, determinate dai provvedimenti governativi che di fatto hanno impedito i licenziamenti. Tuttavia, nel ricettivo gli occupati si contraggono del -55,6%, nei ristoranti-bar del -26,8%, nelle attività sportive-ricreative del -13,0% e negli impianti a fune del -69,2%. Tutti gli altri comparti esaminati presentano invece delle variazioni più moderate, comprese tra -4,4% per i trasporti e +3,2% per i servizi alle imprese. Riveste inoltre particolare rilevanza la crescita occupazionale nei settori del manifatturiero (+1,5%) e delle costruzioni (+3,0%).

Per il complesso dei settori esaminati, si stima una perdita occupazionale pari a -6,2%.

Il giudizio dato dagli imprenditori trentini sulla redditività e sulla situazione economica delle proprie aziende è lo specchio dell’andamento del settore di riferimento. Tra le imprese del ricettivo e dei ristoranti-bar si rileva una percentuale di giudizi insoddisfacenti pari a circa il 90%. Migliora appena quello legato alle attività sportive-ricreative e di intrattenimento con oltre il 64% delle imprese insoddisfatte della loro redditività. In una situazione intermedia si collocano i settori dei trasporti, del commercio al dettaglio e dei servizi alla persona, con circa un terzo di giudizi negativi. I restanti settori esaminati esprimono commenti più positivi, come le costruzioni, i servizi alle imprese e il manifatturiero.

Le prospettive per i prossimi mesi sono senza dubbio favorevoli. L’evoluzione della campagna vaccinale e l’arrivo del caldo hanno sensibilmente ridotto la diffusione del virus favorendo riaperture sempre maggiori e generalizzate. Da qui a un anno, il 30,9% degli imprenditori ritiene quindi che la situazione economica della propria azienda sarà in miglioramento, il 55,3% reputa che sarà stazionaria, mentre il restante 13,8% prevede che peggiorerà. 

“Questa crisi – ha spiegato Giovanni Bort, Presidente della Camera di Commercio di Trento – sta producendo ulteriori danni, contingenti e strutturali. Mi riferisco in primis alla forte riduzione della manodopera stagionale disponibile per i settori ricettivo e della ristorazione, in parte riconducibile allo spostamento su altri comparti di lavoratori stagionali, rimasti precedentemente disoccupati, e in parte collegato alle difficoltà di spostamento del personale dagli stati esteri.

Un ulteriore elemento di incertezza è legato alla disponibilità di materie prime. Lo stop del 2020 e la repentina ripresa della domanda di una parte del settore manifatturiero hanno innescato forti tensioni sui prezzi dei beni energetici, dei metalli e di altri materiali per le lavorazioni di base, creando forti disagi soprattutto presso le imprese del settore edile.

Infine – ha concluso il Presidente Bort – preoccupa l’asimmetria degli effetti della crisi, che una parte del mondo produttivo ha patito in maniera più severa, e che potrà essere sanata solo a fronte di un sensibile supporto garantito soprattutto dalle amministrazioni pubbliche e dal mondo del credito”. 

“Con la Legge provinciale 7/2021 – ha commentato Achille Spinelli, Assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento – sono stati stanziati i fondi necessari a sostenere settori, come il turismo e tutte le attività collegate, che più di altri hanno patito le conseguenze della crisi pandemica. Ci auguriamo che si sia trattato dell’ultimo intervento di ristoro dei danni subiti e che il prossimo sia di rilancio e di investimento, per favorire la ripresa economica e la crescita dimensionale delle imprese trentine. I segnali positivi dell’indagine, presentata oggi dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio di Trento, ci permettono di pianificare in questo senso e ragionare in termini di prospettiva”.

La pubblicazione integrale ”La congiuntura economica in provincia di Trento e gli effetti dell’emergenza Covid-19” e le slide sono disponibili sul sito della Camera di Commercio di Trento.

Spinelli: “L’economia trentina ha retto. Prossima sfida gli investimenti”

“Ci sono segnali positivi che colgo più forti in questa indagine. Il sistema economico trentino ha tenuto alla pandemia grazie alla sua diversificazione e alla performance del manifatturiero. Conosciamo le difficoltà dei nostri settori più esposti, turismo, ristorazione, commercio nelle aree turistiche, servizi collegati. La Provincia di Trento è in campo per intervenire sulle criticità con la legge provinciale 7 e i suoi aiuti. Ci auguriamo però che questa sia l’ultima manovra che si concentra sul sostegno e che le prossime possano essere concentrate su rilancio e investimento. Per mirare alla crescita dimensionale delle nostre imprese, affinché riescano sempre più a competere, esportare, assumere dando salari migliori ai propri dipendenti”. Achille Spinelli, assessore provinciale allo sviluppo economico, ha commentato così i dati per il primo trimestre 2021 presentati oggi presso la Camera di commercio di Trento, alla presenza del presidente Gianni Bort. Un’analisi, quella di Spinelli, che valorizza gli elementi positivi contenuti nel report congiunturale e che proietta lo sguardo sul prossimo piano strategico per il “sistema Trentino”.

I dati congiunturali sul periodo gennaio-marzo di quest’anno fotografano una situazione in cui in Trentino perdurano gli effetti dell’emergenza Covid-19. Il fatturato complessivo delle imprese esaminate, precisa il report presentato nella sede dell’ente in via Calepina a Trento, si riduce del 9,0%. Con un impatto in termini di occupazione contenuto dal blocco nazionale dei licenziamenti. Alla caduta dei ricavi per ristoranti-bar e quasi totale per il ricettivo e gli impianti a fune, fa da contraltare il buon andamento del manifatturiero (+9,2%) e delle esportazioni trentine tornate a crescere (+8,6%).

Incoraggianti anche le opinioni degli imprenditori intervistati sulle prospettive nel prossimo anno. Giudizi che sono destinati a rafforzarsi ora con il miglioramento per il quadro pandemico, l’avanzamento della campagna vaccinale e i segnali di ripresa per tante realtà.

Tutti elementi considerati dall’assessore. “La diversificazione – ha aggiunto – è una caratteristica che il Trentino vuole mantenere. Abbiamo visto quanto sia utile sostenere tutti i settori, un insieme che ci dà segnali di crescita e positività per il futuro. Anche il turismo e il settore ricettivo, fortemente colpiti dalla pandemia, stanno attualmente registrando un livello di prenotazioni per luglio e agosto superiore a quello del 2020 quindi le prospettive sono migliori”.

L’esame delle criticità connesse alla ripartenza nei diversi settori – a partire dal reperimento dei lavoratori stagionali del turismo, obiettivo a cui mira la raccolta delle candidature lanciata dall’Agenzia del lavoro – si accompagna alle valutazioni strategiche. Un cambio di prospettiva per l’intervento della Provincia a favore del tessuto produttivo trentino è valutato positivamente dall’assessore. La speranza, ha concluso Spinelli, è poter intraprendere nel prossimo futuro un percorso decisamente a favore degli investimenti e della crescita dimensionale delle imprese trentine.



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