MILANO – “La salute deve diventare una delle grandi sfide dell’Europa del futuro. Prevenzione, innovazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale sono le leve su cui costruire sistemi sanitari più forti, accessibili e capaci di affrontare le crisi. Ma l’Europa deve ‘fare meno, fare meglio’: programmazione e coordinamento a livello comunitario, mentre a Stati e Regioni deve restare il compito di costruire risposte concrete e vicine ai cittadini. La Lombardia, con le sue eccellenze nella ricerca, nella medicina e nell’innovazione, è pronta a fare la propria parte. Le differenze tra i sistemi sanitari europei non vanno cancellate, ma messe in rete e trasformate in una risorsa. Perché un’Europa più forte è anche un’Europa capace di prendersi cura dei propri cittadini”.
Lo ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Federico Romani aprendo questa mattina al Belvedere Berlusconi di Palazzo Lombardia il convegno “Diseguaglianze nei servizi per le fragilità giovanili: buone prassi per superarle”, promosso dal Gruppo di lavoro CALRE (Conferenza delle Assemblee Legislative Regionali Europee) “Disuguaglianze di Salute nei Sistemi Socio-Sanitari europei”.
L'evento ha acceso i riflettori su una vera e propria emergenza sociale ed educativa.
In Europa, l'isolamento post-pandemico, le difficoltà economiche e l'impatto dei media digitali hanno accentuato l'insorgere di nuove fragilità nei minori e nei giovani nativi digitali.
La risposta delle istituzioni si fonda sulla Strategia dell’UE per la gioventù (2019-2027), in particolare con gli Youth Goals #5 (Salute, benessere e salute mentale) e #3 (Società inclusive), integrati dall’“Approccio globale alla salute mentale” adottato dalla Commissione Europea, che equipara formalmente la salute mentale a quella fisica, unitamente alle raccomandazioni sul contrasto all'isolamento da schermo e al cyberbullismo.
Tuttavia, sul territorio permangono divari significativi: chi risiede nelle grandi aree metropolitane dispone oggi di maggiori opportunità di ascolto e presidio sociosanitario rispetto a chi vive in contesti rurali, in periferie degradate o in zone interne.
A confermare la dimensione quantitativa della sfida sono i dati presentati durante la giornata: in Italia, il 25% degli studenti tra i 15 e i 19 anni (circa 590.000 ragazzi) dichiara di aver utilizzato una sostanza illecita, mentre ben 280.000 studenti (12%) sono entrati in contatto almeno una volta nella vita con le Nuove Sostanze Psicoattive (NPS). A questi fattori si affiancano i comportamenti a rischio digitali, con il 17% degli studenti che presenta un profilo di gaming a rischio. Il ritardo nell'intercettare il problema rappresenta una delle criticità principali: trascorrono infatti dai 4 ai 9 anni tra l'inizio del consumo e l'effettiva presa in carico presso i servizi, e la fascia di utenti under 25 rappresenta oggi il 10% del totale dei SerD.
Anche sul fronte scolastico emerge una forte disomogeneità nella presenza dei presidi psicologici e psicopedagogici, con importanti differenze territoriali tra i diversi ambiti provinciali.
“Il nostro obiettivo principale, come gruppo di lavoro europeo, è individuare e mettere a fattor comune le migliori prassi legislative e socio-sanitarie attuate nei diversi territori per superare la frammentarietà dei servizi - ha evidenziato il Consigliere Carlo Borghetti, Coordinatore del Gruppo di lavoro CALRE “Disuguaglianze di Salute nei Sistemi Socio-Sanitari europei” e promotore dell'iniziativa -. Le fragilità giovanili richiedono una risposta di sistema che sappia integrare sanità, scuola e terzo settore. Non possiamo permettere che il luogo di nascita o di residenza determini la qualità o la tempestività del supporto psicologico ed educativo a cui un giovane può accedere. Dobbiamo costruire reti territoriali solide e capaci di intercettare precocemente il disagio”.
Nel corso dei lavori si sono confrontati esperti accademici, dirigenti sanitari e rappresentanti delle assemblee legislative regionali. Tra i relatori anche Riccardo Bettiga (Garante per la tutela dei minori e delle fragilità di Regione Lombardia), Corrado Celata (DG Welfare Regione Lombardia - ATS Città Metropolitana di Milano), Alfio Lucchini (Direttore del Dipartimento gestionale di Salute Mentale e delle Dipendenze presso l'ASST Melegnano e Martesana) e Markus Krienke (Professore ordinario di Filosofia moderna ed Etica sociale presso la Facoltà di Teologia di Lugano e Direttore della Cattedra Rosmini).
Al dibattito istituzionale e al confronto sulle buone prassi regionali hanno contribuito inoltre Sarah Bistocchi (Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria), Roberto Paccher (Vicepresidente Vicario del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige) e Marcella Zappaterra (Consigliere del Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna).