SAN CANDIDO (Bolzano) – Un'improvvisa telefonata, la voce ferma di un sedicente appartenente all’Arma dei Carabinieri e la minaccia implicitamente evocata di un grave problema imminente sul conto corrente bancario: è il collaudato copione della "truffa del finto carabiniere", un fenomeno purtroppo sempre più diffuso in tutta Italia e che, di recente, ha fatto registrare diversi casi anche in Val Pusteria. Proprio con questa ingannevole modalità, nei giorni scorsi si è consumato un vero e proprio raggiro ai danni di un residente di San Candido.

Una vicenda amara che ha visto la vittima cadere nell'insidiosa trappola orchestrata dai truffatori. Manipolato psicologicamente e indotto a credere di dover risolvere un'urgenza indifferibile, l'uomo si è visto sottrarre complessivamente oltre ventimila euro, trasferiti tramite una serie di bonifici.
Tuttavia, l'illusione di impunità per gli autori del colpo è durata poco.
Allertati dalla denuncia della vittima, i carabinieri della Stazione di San Candido si sono messi immediatamente sulle tracce dei responsabili. Attraverso un capillare lavoro di ricostruzione dei flussi finanziari e dei contatti, i militari sono riusciti a chiudere il cerchio attorno ai presunti autori dell'inganno: ben quattro persone sono state individuate e deferite in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria per il reato di truffa in concorso.
L'operazione testimonia ancora una volta l'impegno costante dell'Arma dei Carabinieri nella tutela del territorio e dei cittadini contro i reati predatori e le insidie dei raggiri informatici e telefonici. A questo proposito, l’Arma rinnova l'invito alla massima prudenza, raccomandando di diffidare anche di chiamate o messaggi provenienti da numeri di telefono che all'apparenza sembrano appartenere ad autorità ufficiali, come la propria banca, servizi finanziari o persino le stesse forze dell'ordine. Si ricorda che nessun ente o istituzione richiede il trasferimento urgente di denaro tramite bonifico o la consegna di codici personali via telefono.