BRESCIA - Nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, mentre l’ombra del nazismo avvolgeva l’Europa, Giovanni Palatucci, giovane Commissario di Polizia, scelse di essere luce nel buio. Alla guida della Questura di Fiume, in una terra segnata dalla violenza e dall’oppressione, si mise in prima linea per salvare centinaia di ebrei perseguitati, rischiando ogni giorno la propria vita per proteggere quella degli altri.
Il suo coraggio lo condusse fino al sacrificio estremo: arrestato e deportato a Dachau, si spense il 10 febbraio 1945, lasciando in eredità un esempio indelebile di altruismo e giustizia.
Nel 1990 Giovanni Palatucci è stato riconosciuto, alla memoria, “Giusto tra le Nazioni”. Il 17 aprile 1955 l’Unione delle Comunità Israelitiche d’Italia gli conferì la Medaglia d’Oro alla memoria, ricordando il suo instancabile operato a favore degli ebrei perseguitati.
Il 15 maggio 1995 anche la Repubblica Italiana ne ha onorato il valore, assegnandogli la Medaglia d’Oro al Merito Civile.
"Ricordare Giovanni Palatucci oggi non significa soltanto celebrare una figura storica, ma rinnovare un impegno collettivo: quello di scegliere, sempre, la dignità umana e la giustizia, anche quando farlo richiede coraggio", sostiene il questore Paolo Sartori.
Questa mattina, nel cortile della Questura di Brescia, un mazzo di fiori è stato deposto ai piedi dell’ulivo, simbolo di memoria e speranza, per rendere omaggio a lui e a tutti coloro che hanno dato la vita per un mondo migliore.
Alla Cerimonia hanno preso parte il Questore della Provincia di Brescia Paolo Sartori, Dirigenti e Funzionari della Polizia di Stato, il Cappellano della Polizia di Stato Don Roberto Ferrazzoli, oltre che una rappresentanza dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, i Rappresentanti Sindacali, uniti nel ricordo di chi ha lottato, senza esitazione, per la libertà e la dignità umana.