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Martedì 13 gennaio 2026
In Quinta Commissione il tema è la scuola trentina
La Quinta Commissione permanente di Christian Girardi si è riunita nel pomeriggio presso la sala Lenzi di Palazzo Trentini per la discussione di due disegni di legge in materia di scuola, incentrati in particolare sul sistema di recupero delle carenze, ma non solo: il ddl 22 "Modificazioni della legge provinciale sulla scuola 2006" del consigliere Filippo Degasperi (Onda), già “aperto” e per il quale erano state già stabilite le audizioni e il ddl 75 "Sistema provinciale di recupero delle carenze formative e delle capacità relazionali degli studenti nel secondo ciclo di istruzione e carta delle studentesse e degli studenti" dell’assessora di Fratelli d’Italia Francesca Gerosa, che sarà discusso in abbinata al testo del consigliere di Onda.
La proposta Degasperi: 4 i temi chiave
Il consigliere Filippo Degasperi, che già aveva aperto il suo documento, ha ribadito che la proposta origina all’inizio della legislatura. L’esame non è poi proseguito proprio in attesa del deposito della proposta di Giunta. Accanto ad alcuni aspetti più marginali, ci sono 4 temi principali: il primo riguarda la questione dei crediti e propone un modello flessibile che mantiene in parte il buono dell’esperienza trentina (debito con una sola insufficienza, dalla seconda sarà il Consiglio di classe a decidere in base all’ampiezza della carenza per il debito o per l’esame a settembre); il secondo aspetto si occupa della formazione professionale e propone l’inserimento della riprogrammazione dei percorsi del quarto e quinto anno in funzione della maturità con l’eliminazione degli esami intermedi: al terzo punto Degasperi propone la revisione della composizione e il chiarimento delle funzioni del sistema educativo; infine il tema del riconoscimento della parità del trattamento economico del personale delle scuole paritarie e l’applicazione dei criteri di rotazione dei ruoli di gestione.
Il disegno di legge della Giunta
L’assessora Francesca Gerosa ha premesso che il ddl nasce dalla consapevolezza su una serie di criticità rilevate all’interno del sistema di recupero delle carenze. Un sistema che presenta delle difficoltà nel conseguimento degli obiettivi e comporta il rischio di accumulo di lacune e disomogeneità tra scuole. In ragione di ciò, nel 2024 è stato istituito un gruppo di lavoro con il compito di studiare il sistema e di formulare proposte di riforma. L’intenzione, non era quella di reintrodurre gli esami a settembre, ma di individuare una via innovativa che portasse il Trentino ad essere laboratorio di idee e di approcci nuovi. L’obiettivo non era solo colmare le lacune, ma anche sostenere le competenze puntando su consapevolezza ed impegno con attenzione al benessere e alla partecipazione dei ragazzi alla vita della scuola, con l’educazione relazionale come parte sostanziale dell’apprendimento. Il modello è stato strutturato su cicli biennali chiusi con il quinto anno di completamento; sono stati definiti gli strumenti di intervento e sono state previste linee guida, procedure e tempistiche di documentazione e di verifica. Il focus è la personalizzazione e infatti il piano di recupero è elaborato individualmente e prevede anche tutoraggio e supporto didattico. L’ammissione al terzo e al quinto anno sono subordinate al superamento di tutte le carenze, ferma restando la libertà del Consiglio di classe di analizzare la situazione e ammettere comunque lo studente. Fino al quarto anno le capacità relazionali sono allineate alle altre materie e sono dunque un elemento altrettanto giudicabile e recuperabile. Il nuovo sistema partirà da settembre per tutte le prime classi e sarà oggetto di monitoraggio per cinque anni da parte della Provincia e dalle realtà scolastiche formative.
Le riflessioni dei consiglieri
La consigliera Lucia Maestri (PD) ha chiesto in che quadro si inseriscono i due testi in relazione alla legge 5 e se si stia già pensando ad una revisione di quella legge in che forma la si immagini.
Maestri ha anche chiesto chiarimenti sulla questione delle competenze relazionali che ha considerato di per sé un arricchimento: si è interrogata però sulla misurabilità e sulla valutazione delle stesse.
Eleonora Angeli (Lista Fugatti) ha chiesto se la proposta abbia già riscontrato la possibilità di una concreta messa a terra presso gli istituti scolastici e ha osservato che, se si intende prendere in mano il sistema scolastico nel suo complesso, forse sarebbe opportuno fermarsi e fare un elenco delle cose da cambiare ragionando a tutto tondo.
Filippo Degasperi ha obiettato che il sistema descritto è molto articolato e complesso (sopratutto nell’individuazione di percorsi personalizzati) e comporta un pesante lavoro aggiuntivo per gli insegnanti senza una previsione di risorse espressamente destinate a questo scopo. Inoltre, nel ddl della Giunta c’è a suo parere un’enfasi eccessiva sull’aspetto della comunicazione con una responsabilizzazione pesante a carico della scuola.
Per Mirko Bisesti (Lega nord) il tema è importante, ci sono aspetti da valorizzare, mentre altri riflettono delle criticità organizzative che nell’applicazione vanno corrette, pena il caricamento delle scuole di troppe responsabilità. Va a suo avviso meglio approfondito e dibattuto anche il tema della valorizzazione e del recupero delle capacità relazionali. Per una questione di chiarezza occorre valutare bene questi aspetti.
La replica di Gerosa
Nella sua replica ai consiglieri, l’assessora Gerosa ha chiarito che il ddl di Degasperi è totalmente inserito nella legge 5, mentre quello di Giunta è un testo autonomo e con un suo percorso indipendente. La legge 5, ha osservato, è in parte appesantita, ma non la si vuole smantellare: c’è tuttavia la necessità di rimettere ordine, di aggiornare, di introdurre qualche aspetto innovativo, partendo da un percorso partecipato sul territorio e inclusivo di tutta la maggioranza, ma anche della minoranza. Quanto alla valutazione non ci può essere un metro oggettivo e questo è uno dei motivi che hanno spinto verso un approccio personalizzato nel recupero. Il sovrintendente scolastico Giuseppe Rizza ha aggiunto che nel ddl si sviluppa un’idea di valutazione concentrata sul processo che porta a certi esiti: ciò che è importante è quello che lo studente impara. In secondo luogo va sottolineata la dicotomia tra la dimensione di tipo quantitativo e quella di tipo descrittivo: è importante che la scuola individui delle dimensioni osservabili che contribuiranno all’elaborazione di una valutazione: tutto si gioca nel rigore di elaborazione di descrizioni osservabili. Uno dei principi è comunque l’omogeneità, ha ribadito Gerosa: saranno definiti criteri validi per tutti. Sicuramente ci sarà un impatto sull’organizzazione, ha detto rivolta a Degasperi: tuttavia già oggi ci dovrebbe essere una sorta di personalizzazione in base alla quale avviare i percorsi di recupero. L’enfasi sulla comunicazione non concorre a rendere più responsabili le scuole, al contrario vuole rafforzare i canali di fatto già attivati. La fase di monitoraggio sarà preziosa nel misurare la bontà del provvedimento nella sua messa a terra. Alla scuola si chiede solo di fare la scuola e di concorrere alla crescita dei ragazzi.
Una riforma a zero euro non è una riforma, ha osservato Lucia Maestri che ha notato che il ragionamento sulle capacità relazionali dovrebbe coinvolgere il ragionamento sull’educazione all’affettività.
La consigliera Eleonora Angeli ha sottolineato che in situazioni particolarmente critiche intervengono anche i servizi sociali e l’azienda sanitaria, con il coinvolgimento di psicologi, di assistenti sociali ecc. Ad oggi non è previsto nulla in questo ddl, ma se si toccano gli aspetti relazionali, è opportuno fra presente che l’istituto non è solo.
La Commissione ha stabilito un articolato calendario di audizioni nel pomeriggio di mercoledì 21 gennaio.
Ultimo aggiornamento:
13/01/2026 18:52:46