TRENTO - Fino al 1° marzo
Palazzo Trentini ospita
"Cogito E#go Sum", progetto espositivo promosso dalla
sezione FIDA Trento - Bolzano (Federazione degli artisti) nell’ambito della loro VIII Biennale d’Arte. La
mostra riunisce
36 artisti di Trento e Bolzano, invitati a interrogarsi sul significato attuale dell’“Io” nell’epoca dell’
intelligenza artificiale.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato anzitutto il
presidente del
Consiglio provinciale di Trento,
Claudio Soini, che ha voluto promuovere e accogliere questa collettiva in coerenza con la linea di apertura del palazzo alle più originali espressioni dell’arte del territorio. Soini ha evidenziato che mentre gli strumenti elettronici più moderni rischiano di dividerci e di renderci soli con noi stessi, l'arte ha ancora lo straordinario valore di connetterci e farci stare insieme.
Ha portato un caloroso saluto anche l
’assessore regionale Angelo Gennaccaro, che è anche vicepresidente del Consiglio provinciale di Bolzano, soprattutto per annunciare che da luglio a settembre la rassegna sarà proposta proprio nel capoluogo altoatesino nella Galleria Civica. Gennaccaro ha sottolineato la valenza di questa bella interazione fra le due città in spirito regionale, auspicando che possano prendere esempio da questa rassegna altre iniziative di respiro regionale.
Il
titolo della VIII Biennale Fida nella sede del Consiglio provinciale di Trento — una reinterpretazione della formula cartesiana — è stato presentato da
Barbara Cappello, presidente della Federazione artisti, appassionata curatrice della mostra, oltre che espositrice ella stessa. «Le opere che vedete – ha detto ad una sala Aurora al completo - parlano tra loro, trovano accordi e contrapposizioni, mantenendo una visione comune».
E' stata poi
Nicoletta Tamanini, autrice dei contributi critici, a sviscerare il significato della scelta intenzionale di fondo: togliere la “R” da ergo, in quella che ha definito "una delle frasi più abusate al mondo", per lasciare emergere l’Ego, trasformando l'operazione in una riflessione estetica, filosofica e sociale. L’esposizione indaga infatti come algoritmi, identità digitali e creatività assistita stiano ridefinendo i confini dell’individualità contemporanea.