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Tragedia Crans Montana: morto la promessa del golf Galeppini

Mobilitazione di Regione Lombardia e cordoglio di Laria Magoni

CRANS MONTANA (Svizzera) - Proseguono le ricerche per individuare i dispersi, tra cui lombardi, e c'è la prima vittima italiana: Emanuele Galeppini, giovane promessa del golf italiano ed internazionale è scomparsa a soli 16 anni in seguito all’incendio di un locale del comune svizzero di Crans-Montana che ha coinvolto tragicamente ragazze e ragazzi impegnati nei festeggiamenti per il nuovo anno. Nato a Genova ma residente a Dubai dove viveva con la famiglia.

Regione Lombardia, in coordinamento con le autorità sanitarie svizzere e la Farnesina, ha attivato un articolato dispositivo sanitario e logistico con Areu che ha già consentito il ricovero a Niguarda di tre pazienti nella serata di ieri e che prevede ulteriori trasferimenti nella giornata odierna, compatibilmente con le condizioni cliniche e meteorologiche.

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha fatto il puinto sulla situazione all’ospedale Niguarda per aggiornare sulle condizioni cliniche e sulle operazioni di trasferimento di altri giovani italiani feriti nella tragedia di Crans-Montana. Con Bertolaso erano presenti anche Alberto Zoli, direttore generale dell’ASST Ospedale Niguarda, Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, direttore del Centro Ustioni dell’Ospedale Niguarda di Milano, e Filippo Galbiati, direttore della Medicina d’urgenza e Pronto Soccorso dell’Ospedale Niguarda di Milano.

Fondamentale il contributo del team specialistico del Centro Ustioni del Niguarda, inviato in Svizzera per valutare direttamente i pazienti ricoverati nei diversi ospedali e definire, caso per caso, la trasportabilità in sicurezza.

"Come sapete - ha detto l'assessore - nella serata di ieri abbiamo già ricoverato qui a Niguarda tre ragazzi: una giovane di circa trent’anni e due quindicenni. Oggi stiamo organizzando il trasferimento degli altri giovani italiani, attualmente ricoverati nei diversi ospedali della Svizzera. Un passaggio fondamentale è stato l’invio, ieri sera, di un nostro team di specialisti del Centro Ustioni del Niguarda, tutti esperti nelle problematiche legate alle ustioni. Hanno visitato durante la notte i vari ospedali svizzeri e questa mattina siamo stati in grado di avere le cartelle cliniche di tutti i ricoverati italiani.
Questo ci ha consentito di stabilire chi fosse trasportabile, e chi invece, per le gravissime condizioni cliniche, non può essere trasferito in sicurezza".

"Oggi contiamo di riuscire a trasferire a Niguarda quattro giovani feriti, condizioni meteorologiche permettendo. In questo modo, entro la serata di oggi, potremmo avere sette dei nostri ragazzi ricoverati qui a Niguarda".

«Gli altri sei feriti italiani si trovano attualmente tra gli ospedali di Berna e soprattutto di Zurigo, dove è presente il Centro Ustioni ustionati. Si tratta dei casi più complessi, non ancora trasportabili. Li stiamo seguendo costantemente con i nostri team: se nei prossimi giorni i medici svizzeri daranno l’autorizzazione, li riporteremo tutti a casa".

"Aggiungo - ha evidenziato Bertolaso - che non siamo noi a decidere chi può essere trasferito: parliamo di strutture sanitarie svizzere di altissimo livello. Quando il medico curante autorizza il trasporto, da quel momento il paziente passa sotto la nostra responsabilità. Qui a Niguarda sono pienamente operativi il team dell’emergenza-urgenza, il Centro Ustioni, il Dipartimento di area critica, con il coinvolgimento del direttore generale Alberto Zoli, che sta coordinando l’intera organizzazione dei trasferimenti dalla Svizzera".

"Il criterio che seguiamo è molto chiaro: trasportabilità clinica e autorizzazione dei genitori, trattandosi in larga parte di minorenni. Non corriamo alcun rischio inutile: la priorità assoluta resta la sicurezza dei ragazzi".

L’Europarlamentare Lara Magoni, già campionessa di sci alpino, esprime il suo più profondo cordoglio per la tragedia avvenuta a Crans-Montana, che ha colpito duramente la comunità della montagna e il mondo intero.

"Sono profondamente scossa da quanto accaduto. Il mio pensiero va alle vittime e alle loro famiglie, a chi versa in gravi condizioni e a chi è ancora disperso. È un dolore che sento vicino, da donna cresciuta tra le montagne e da ex atleta che conosce la forza e la fragilità di questi luoghi straordinari", dichiara Magoni.

"Desidero rivolgere un sentito ringraziamento ai soccorritori, che con prontezza e coraggio stanno operando in condizioni estremamente difficili, e alla Regione Lombardia, che ha subito offerto la propria disponibilità ad accogliere ed assistere i feriti".

"In momenti così tragici – conclude – è fondamentale che le istituzioni, le comunità e i cittadini restino uniti nella solidarietà. Il mio pensiero resta vicino a chi soffre: non li lasceremo soli".
Ultimo aggiornamento: 02/01/2026 16:30:42

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