BERGAMO - I carabinieri del Nucleo Investigativo di Bergamo hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo di indiziato di delitto disposto dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Bergamo nei confronti di un
cittadino tunisino di 53 anni, in regola con il permesso di soggiorno e incensurato, ritenuto responsabile della morte del cittadino egiziano il cui cadavere era stato notato da un auto in transito la mattina del 05.01.26, alle ore 0830 circa in località Ponte del Becco, nel comune di Taleggio: il corpo era in posizione supina, parallela alla strada, vestito e completamente coperto da due trapunte macchiate di sangue; presentava vistosi traumi alla testa.

Attraverso l’analisi incrociata dei tabulati telefonici della vittima e dei filmati estrapolati dai sistemi di video sorveglianza pubblica e privata, nonché dall’esame dei sistemi di lettura targhe presenti in provincia, i Carabinieri sono riusciti ad individuare il furgone utilizzato per trasportare il corpo della vittima sul luogo del rinvenimento e ad individuare l’ora dell’abbandono del cadavere, compresa tra le 5:57 e le 6:15 del 5 gennaio scorso.
Sono quindi risaliti al proprietario del veicolo, che da mesi era in contatto con la vittima con la quale saltuariamente effettuava piccoli lavori edili.
La successiva attività di indagine ha consentito di collocare l’indagato e la vittima insieme presso l’abitazione dell’indagato a fare corso dalle 10 del 4.1.26, ed il successivo repentino allontanamento dall’abitazione a piedi dell’indagato alle successive 10:50, per tornare poi alla guida del proprio furgone fino dinanzi alla abitazione, dalla quale si allontanava nuovamente alla guida del veicolo alle 11:05.
L’indagato è stato sentito a più riprese tra il momento della sua individuazione, avvenuta nel corso della sera del 5 gennaio e la sera del 6 gennaio quando gli è poi stato notificato il provvedimento di fermo: nelle diverse circostanze ha progressivamente fornito più versioni dei fatti accaduti.
Sulla base delle incongruenze accertate nella ricostruzione fornita e delle ammesse e verificate condotte finalizzate allo spostamento del cadavere dall’abitazione da parte dell’indagato, ed al successivo occultamento, il Pubblico Ministero ha disposto il fermo del cittadino tunisino.
Sono in corso numerose ulteriori attività funzionali alla ricostruzione dei fatti.
L’indagato è stato quindi associato presso la Casa Circondariale di Bergamo a disposizione del Giudice per le indagini preliminari, ed in attesa del relativo interrogatorio.