PERGINE VALSUGANA (Trento) - Un presidio di eccellenza che integra sanità pubblica, ricerca e presa in carico delle fragilità più complesse. È il Centro Clinico NeMO Trento, protagonista della visita istituzionale svolta oggi dal presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, accompagnato dal direttore clinico Riccardo Zuccarino e da parte dello staff. Il Centro NeMO di Pergine è specializzato nella diagnosi, cura e riabilitazione delle malattie neuromuscolari rare e ad alta complessità, tra cui SLA, distrofie muscolari, miopatie, neuropatie e SMA. La struttura opera secondo un modello multidisciplinare che integra competenze cliniche, assistenziali e riabilitative, garantendo continuità di cura lungo l’intero decorso della malattia. Accanto all’attività ambulatoriale e al follow-up clinico, il Centro sviluppa programmi personalizzati di riabilitazione neuromotoria e respiratoria, con un’attenzione costante alla qualità della vita dei pazienti e al sostegno delle famiglie. Un approccio che riduce la frammentazione delle cure e rafforza la sanità di prossimità.
Il NeMO di Pergine è inoltre parte di una rete nazionale impegnata nella ricerca clinica e nell’innovazione terapeutica, in collaborazione con università e centri di ricerca. Un impegno che contribuisce alla sperimentazione di nuovi protocolli e al rapido trasferimento dei risultati nella pratica clinica.
“Il Centro NeMO – ha sottolineato Paccher – rappresenta un punto di riferimento strategico per la regione: un esempio concreto di come la sanità pubblica possa rispondere in modo avanzato e umano ai bisogni delle persone più fragili, evitando la migrazione sanitaria e valorizzando le competenze presenti sul territorio. Si tratta di una struttura a suo tempo inaugurata dall’allora assessore Stefania Segnana che negli anni successivi ha sempre seguito e difeso il centro. L’invito di oggi ha confermato il valore di una struttura che non è soltanto un luogo di cura, ma un nodo essenziale di una rete capace di tenere insieme competenza scientifica, responsabilità istituzionale e attenzione alla persona. In gioco non c’è solo l’eccellenza clinica, ma la misura stessa di una comunità che sceglie di non lasciare indietro nessuno” ha concluso il presidente Paccher.