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“Si vince o si perde insieme”, la lezione di vita dei camminatori non vedenti nel segno di San Vigilio

lunedì, 27 giugno 2022

Trento – Una settimana nella natura, in cui i benefici del cammino si trasformano in un’opportunità per superare i propri limiti ed abbattere i pregiudizi.

La “Cammino San Vili Special Week” oltre ad un trekking sulle orme di San Vigilio di un gruppo di persone vedenti e non vedenti che hanno percorso assieme il centinaio di chilometri che separano Madonna di Campiglio da Trento, è stata anche un momento di approfondimento e conoscenza. Una possibilità per parlare di inclusione, turismo sostenibile, di paradigmi di vita diversi dall’ordinario, di grandi imprese e grandi vittorie personali e collettive. Come quelle di Daniele Cassioli, sciatore nautico non vedente, che ha vinto 25 titoli mondiali, 25 titoli europei e 41 titoli italiani. Le imprese a due di Nives Meroi e Romano Benet, la prima coppia ad aver conquistato tutti e quattordici gli Ottomila. La grazia profonda di Simona Atzori, danzatrice, pittrice e scrittrice che ha imparato a volare grazie ai suoi talenti invece di rimanere ancorata alle sue mancanze.

«Da questa settimana abbiamo capito tutti un sacco di cose in più» ha detto la curatrice del progetto Maura Gasperi, al pubblico accorso al parco Braidon di Terlago ad ascoltare la salita alla vetta dell’Annapurna di Nives Meroi. «Un sacco di cose che riguardano il rapporto con il diverso, con la Terra, con le altre persone e i propri limiti, grazie all’incontro di passi che rimangono uniti pur camminando a velocità diverse e con persone ordinariamente straordinarie».

«Si vince o si perde insieme»

Meroi ha dato un titolo molto significativo al racconto della scalata, fatta con il marito, alla vetta dell’Annapurna: “Si vince o si perde insieme“. Lo spirito che ha portato la coppia, nella vita e in cordata, a raggiungere, unici al mondo, tutti e quattordici gli Ottomila è anche quello che è stato adottato dai partecipanti della “Cammino San Vili Special Week”.

In montagna si impara che è fondamentale la forza dell’alleanza fra le persone – racconta Meroi – ci siamo ritrovati a salire l’ultimo Ottomila solo in sei, di nazionalità, lingue ed età diverse. Ci siamo ritrovati lì, su questa montagna, in condizioni così pericolose. Abbiamo capito che se non ci fossimo uniti non saremmo andati da nessuna parte. Smussati gli angoli di ciascuno, si sono messe assieme non solo le forze ma tutti i talenti individuali. Il risultato non è stata una somma, ma una sintesi che è quello che ci ha permesso di arrivare in cima e soprattutto di rientrare sani e salvi». Un incoraggiamento ai camminatori, le viene chiesto. «Un passo dopo l’altro. E soprattutto senza scoraggiarsi, con pazienza. Così noi abbiamo superato la malattia di mio marito e scalato gli Ottomila. Un passo dopo l’altro si arriva in cima”.

«Cosa ti manca per essere felice»

Una filosofia che ricorda anche quella, votata all’ottimismo e al meglio della personale esperienza di vita, che aveva condiviso in apertura della “Cammino San Vili Special Week” Simona Atzori.

L’ironia e la forza sono due delle sue abilità. Così lei, che due braccia non le ha mai avute, è agli altri – ed è il titolo di un suo libro – che chiede “Cosa ti manca per essere felice”. Una domanda diventata strategica per avviare il suo lavoro di consulente aziendale ribaltando la prospettiva di chi è abituato dalla consuetudine a vedere corpi diversi come corpi mancanti di abilità.

«Se ci vedessi, col cavolo che farei sci nautico»

Un approccio analogo, di consapevolezza e forza interiore, lo ha vissuto sulla propria pelle anche Daniele Cassioli: oggi pluricampione olimpico di sci nautico, da piccolo voleva fare il calciatore. Ma per lui, ragazzino non vedente, un posto nei “pulcini” della squadra locale non c’era. Nonostante la delusione per questa porta chiusa, a casa Cassioli non ci si è persi d’animo. Lo sport è entrato comunque a far parte della vita di Daniele. Prima con il nuoto e il karate, per poi scoprire che scivolare sull’acqua a velocità da brivido era la sua vera passione.

Di pari passo con l’atleta è cresciuto un giovane uomo che desidera fare la sua parte per aiutare le persone con disabilità a sviluppare i propri talenti al pari di tutti gli altri. Dal 2021 con questo obiettivo è membro della Giunta Nazionale del Comitato Italiano Paraolimpico. Nei libri che ha scritto ha aperto una riflessione pacata e profonda su sguardi, atteggiamenti e pregiudizi che il mondo dei cosiddetti normodotati e quello dei disabili hanno l’uno verso l’altro.

“A volte si pensa che non vedere significhi non capire» spiega. «Ciò implicherebbe che vedere è sufficiente per capire. Invece quante cose voi vedete ma non capite. Questo concetto va ad intersecarsi un po’ con quello dell’intelligenza emotiva. Ecco, noi non siamo palline su un piano inclinato, incapaci di cambiare direzione, velocità o intervenire sul percorso che abbiamo davanti. Al contrario possiamo fare cose diverse per ottenere risultati diversi. E vale per tutti, normodotati e non”.

L’idea di percorrere il Cammino San Vili è nata da un confronto tra la cooperativa sociale AbilNova, che lavora nel campo della disabilità visiva e uditiva, e Natourism che, per conto del Parco Fluviale della Sarca, si occupa dello sviluppo turistico del progetto. Per fare sistema con le diverse realtà del territorio, il Parco Fluviale della Sarca in quanto capofila dell’iniziativa ha coinvolto le Aziende per il Turismo Madonna di Campiglio, Garda Dolomiti, Dolomiti Paganella e Trento Monte Bondone, il comune di Tione di Trento, il comune di Vallelaghi, oltre che CAI-SAT, il Parco Naturale Adamello Brenta Geopark Dolomiti Open e, come sponsor le Casse Rurali Trentine, Montura e Dolomiti Energia come partner di sostenibilità dell’evento.



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