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Trento: no alla sfiducia a Gerosa, ma ben 13 astensioni

Concluso l’ampio dibattito sulla mozione delle minoranze

TRENTO - Con 14 sì dalle minoranze, contrari Kaswalder, Biada, Angeli, Failoni, Gerosa, astenuti Cia, Masè, Bosin, Daldoss, Girardi, Brunet, Segnana, Bisesti, Zanotelli, Gottardi, Spinelli, il presidente Fugatti e il presidente Soini. Non ha partecipato al voto Mario Tonina. Alle 16.55 l’aula consiliare ha respinto la mozione di sfiducia nei confronti dell’assessora di Fratelli d’Italia con deleghe all’istruzione, cultura, giovani e pari opportunità, Francesca Gerosa.
Sarebbero stati necessari 18 sì. A chiedere la rimozione dall’esecutivo provinciale erano sono stati i consiglieri di minoranza Degasperi (Onda), Manica (Pd), Coppola (Avs), Valduga (Campobase), Maestri (Pd), Stanchina (Campobase), Demagri (Casa Autonomia.eu), Zanella (Pd), Calzà (Pd), Malfer (Campobase), Parolari (Pd), Maule (Campobase) e Franzoia (Pd).

Il dibattito
Lucia Coppola (Avs): ha ripercorso la drammatica parabola biografica della Marchetto, nata a Pieve Tesino nel 1911. Giudicarla – denigrarla - sulla base di una sentenza emanata durante la dittatura fascista è semplicemente inaccettabile. Ci vedo anche uno stereotipo di genere, purtroppo avallato proprio da un assessore provinciale donna. Fuorviante e da respingere è stata la sortita di Francesca Gerosa, a dir poco inopportuna l’uscita del ministro, rivolta a una provincia autonoma cui nessuno deve insegnare la storia. Piena solidarietà per Clara Marchetto e il suo coraggio, farla conoscere è stata una bella iniziativa.

Alessio Manica (Pd): assessora Gerosa, le riconosco caparbietà e anche coerenza in questi due anni. Il caso Marchetto è solo una scintilla in una stanza saturata di gas. C’è un tema di inconciliabilità dentro la coalizione C’è Fratelli d’Italia, allergica all’antifasciscmo, e c’è il Patt, che ipocritamente siede in Giunta facendo finta di non vedere le diversità valoriali profonde. Siamo curiosi di assistere a come la maggioranza si esprimerà oggi a fronte di queste spaccature. Sappiamo del resto che finché a Roma Meloni regna, a Trento il centrodestra non potrà fare a meno del suo partito e della sua leadership politica.

Roberto Stanchina (Campobase): ricordo quando a inizio legislatura io e Demagri non riuscimmo a digerire la scelta di campo del Patt per il centrodestra. Il Patt ha così rinnegato l’europeismo, ha messo da parte l’epoca della violenza fascista contro le minoranze linguistiche e le categorie deboli, ha dimenticato l’autonomismo come istanza da portare avanti a Roma. Spero che il segretario del Patt abbia un sussulto di dignità e non pensi solo alla “carega”.

Alessandro de Bertolini (Pd): in Commissione regionale non si era verificata alcuna alzata di scudi di fronte alla riabilitazione di Marchetto. Poi in aula è accaduto l’imprevedibile e in seguito si è capito che la regia era romana, fatto che mi ha davvero offeso come cittadino trentino. Si è fatto riferimento – per attaccare Marchetto - a una sentenza di uno scellerato tribunale fascista, concepito per fare piazza pulita di ogni opposizione al regime.

Maria Bosin (Patt): nulla di personale con Gerosa, ma devo ribadire che le sue parole in Consiglio regionale sono state sconcertanti. Hanno dipinto ingiustamente la Marchetto come una nemica dell’interesse nazionale, dimenticando che l’autonomismo trentino era naturalmente nato da un contesto storico di appartenenza alla dimensione tirolese. Una donna che ha dedicato la vita alla causa autonomista è stata attaccata da palazzi romani. La sfiducia ora non ci sembra la contromisura adatta, non vogliamo iperpoliticizzare il tema. Vogliamo piuttosto che venga approvata la mia nuova mozione per la intitolazione a Marchetto della Sala di rappresentanza del palazzo della Regione.
Lucia Maestri (Pd): il ministro Lollobrigida dovrebbe studiare un po’ meglio la storia trentina. E noi dobbiamo chiederci quale coscienza autonomistica abbia questa coalizione provinciale. Fugatti ha le mani legate da Fratelli d’Italia e Salvini gli chiede di farsene una ragione. Il piano politico è fatto di valori, troppo comodo pretendere di scindere il lavoro della coalizione dalla sua coesione valoriale. Lei Marchiori sta trasformando il Trentino nello zerbino di Roma, non basta andare a Mantova da Hofer per nasconderlo. Un po’ di dignità verso l’autonomismo andrebbe dimostrata.

Chiara Maule (Campobase): anch’io sono rimasta molto stupita del dietrofront di Gerosa rispetto ai lavori di Commissione regionale, dove si era trovata l’intesa anche con la Svp. Gli autonomisti non si sono fatti sentire, non hanno reagito. Presidente Fugatti, lei disse di essere alla testa di una coalizione popolare, autonomista e civica. Mi pare una definizione che fa molta acqua, dallo storytelling alla realtà ce ne corre.

Paolo Zanella (Pd): i nodi vengono al pettine, l’episodio Marchetto è l’ennesimo di un trend.
L’alleanza tra sovranisti e autonomisti è una situazione ossimorica, innaturale. Fratelli d’Italia è un partito nazionalista, lei Gerosa qui dentro è l’unica che non può dirsi autonomista. La figura di Clara Marchetto ci ricorda la storia della nostra terra e le infamie del fascismo. Bosin (ma anche Franco Panizza) relativizza la vicenda Marchetto, perché c’è da governare. Credo non ci facciate una bella figura a chiudere oggi la vicenda a tarallucci e vino.

Claudio Cia (Gruppo Misto- Forza Italia): è consuetudine non votare le mozioni delle minoranze, ma io qui riconosco che il testo non è campato per aria ma solleva un tema importante. Sono stato fortunato ad essere espulso da Fratelli d’Italia, non sapevo ad esempio che onorasse anche Rodolfo Graziani. Un ministro di F.d.I. si è permesso di svilire la nostra autonomia, di ingerirsi nei lavori di un’assemblea legislativa di 70 membri. Presidente Fugatti, secondo me è più faticoso oggi gestire la coalizione che negli anni scorsi fronteggiare Vaia e Covid. Noi oggi siamo a fianco del Patt.

Walter Kaswalder (Patt): il Patt – ha detto - è stato presidente del Consiglio regionale per vent’anni ma non si è mai speso per questo passo a favore di Clara Marchetto, figura centrale del primo autonomismo post bellico. Marchetto restò fuori dall’amnistia per pochi giorni, perché i fatti precedevano di poco l’inizio della guerra. Ho apprezzato che la mozione approvata sia stata firmata per prima dal presidente Roberto Paccher, dado un segnale di unità complessiva dell’aula. Guardiamo all’Europa dei popolie dei territori, io rispetto l’Italia ma chiedo rispetto per la storia dei trentini, non dimentico che mio nonno combatté per l’Impero austroungarico. Purtroppo il sistema elettorale provinciale costringe gli autonomisti a fare accordi politici. E con quelli – attenzione – puntiamo a portare a casa un’importante riforma dello Statuto.

Stefania Segnana (Lega): condividiamo la mozione per la targa in onore di Marchetto. Siamo autonomisti anche noi e guardiamo avanti, difendendone la specificità pur tenendo le distanze da una mozione di sfiducia politicamente strumentale.

Mirko Bisesti (Lega): che valori vogliamo trasmettere ai trentini, anche ai nuovi trentini? Una storia e una prospettiva di autogoverno che sono radici profonde e che oggi siamo impegnati a coltivare ancora e proporre ai giovani. L’appartenenza territoriale e valoriale viene prima dei partiti stessi che possono dividerci.

Eleonora Brunet (Noi Fugatti): ho condiviso in pieno l’iniziativa pro Marchetto, in Commissione ci abbiamo lavorato serenamente per sei mesi e difeso una bella figura di donna. La via della sfiducia a Gerosa ci sembra però eccessiva e sproporzionata.

Vanessa Masè (La Civica): la mozione di sfiducia è strumentale, fa parte delle liturgie politiche, noi teniamo alla coalizione.
Daniele Biada (F.d.I.): do piena fiducia all’assessora Gerosa per il lavoro, l’entusiasmo, la presenza sul territorio, il valore aggiunto dato alla coalizione, la correttezza. Proseguiamo con serenità il nostro lavoro concreto, senza rinunciare alla nostra coerenza.

In dichiarazione di voto Degasperi ha ribadito le contraddizioni emerse in aula tra autonomisti e chi non lo è e la prevalenza della real politik per il potere, che tiene insieme Patt e Fratelli d’Italia. A parte Cia, nessuno in maggioranza se l’è sentita di contestare davvero quanto affermato da Gerosa in Consiglio regionale.
Manica ha concluso che “oggi Gerosa ha vinto”, vada avanti tranquilla, la coalizione non può fare a meno di lei. “Cari autonomisti, il collante della maggioranza è a Roma”. Il governo per il governo.
Valduga ha confermato che non ci si aspettava altro da questa coalizione, l’obiettivo però era evidenziare contraddizioni macroscopiche e la pratica della pura convenienza politica.
Bosin: ci asterremo, quel che è accaduto è grave ma vogliamo essere misurati nella nostra reazione. Collega Biada, l’assessora Gerosa è capace e impegnata, ma resta il dissenso attorno a questa vicenda.
Anche Coppola e Demagri hanno ribadito le posizioni. Christian Girardi: io e Daldoss abbiamo fatto bene a lasciare Fratelli d’Italia, che ci dimostrò di non poterci garantire un tasso forte di autonomismo pur dentro un partito nazionale. Ci asterremo.
Kaswalder: noi, come la Svp, siamo concreti, andiamo avanti perché pensiamo a portare a casa lo Statuto e l’A22, le concessioni idroelettriche. Quanto a lei, assessora all’istruzione, porti nelle scuole trentine un testo di storia che racconti davvero la nostra storia, ignorata dai ragazzi.
Cia: mi asterrò. Spero che Gerosa prenda atto di non avere tutta la fiducia della sua coalizione e ne tragga le conseguenze.
Bisesti: siamo per l’astensione perché sullo specifico caso Marchetto non c’è intesa.
Angeli: ribadisco, no alla sfiducia e no all’astensione.
Ultimo aggiornamento: 24/02/2026 19:26:07

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