L'Agenda delle Valli

MuSa Museo di Salò: il ghiacciaio dell'Adamello in fotografia

Inizio: 24/02/2026 dalle ore 18:30 - Fine: 24/02/2026 alle ore 23:00 - Dove: Salò - Tn IT

SALÒ (Brescia) - Grazie all’iniziativa dell’UNESCO e della WMO (World Meteorological Organization), il 2025 è stato l’Anno Internazionale della protezione dei ghiacciai che, a causa delle variazioni climatiche e ambientali, sono oggetto di un rapido collasso i cui effetti non sono ancora del tutto prevedibili.

In questo contesto è nata la mostra The Last Days Il ghiacciaio dell’Adamello nelle fotografie di Michele Gusmeri, fortemente voluta e promossa dal CAI Club Alpino Italiano (sezione di Brescia) che, dal 21 febbraio al 12 aprile 2026, trova spazio nelle sale espositive del MuSa, il Museo di Salò.

In esposizione trentatré scatti fotografici, frutto della visione artistica e al contempo documentale di Michele Gusmeri, che immortalano il drammatico arretramento e la bellezza effimera della più vasta concentrazione di ghiaccio delle Alpi Italiane. Un potente racconto visivo che testimonia l’urgenza della sfida ambientale, e un toccante ritratto che mostra il ghiacciaio in questo momento specifico: i suoi ultimi giorni.

PROGETTO L’idea di fotografare il ghiacciaio con l’impegnativa tecnica del Grande formato analogico è sfidante e – nell’era delle piattaforme social – quasi provocatoria. Il pensiero che lenti nate da mani artigiane tra metà Ottocento e primi Novecento possano essere oggi testimoni di un momento così epocale induce a riflettere sulla rapidità del cambiamento in atto: ciò che sembrava eterno alcuni secoli fa, oggi appare sull’ineluttabile discesa accelerata di un ripido piano inclinato. Il risultato rappresenta visivamente quella che oggi è una delle sfide più importanti per il genere umano: la necessità di preservare, per le future generazioni, le regioni di alta quota che custodiscono una parte essenziale delle riserve idriche del pianeta.

TECNICA FOTOGRAFICA Michele Gusmeri ha utilizzato una fotocamera analogica di grande formato 8x10”, impiegando la tecnica del negativo su carta esposto attraverso antiche lenti fotografiche. Attrezzature e tecniche sono state ricercate dal fotografo nel corso degli anni per conferire un aspetto unico ed inconfondibile ai ritratti, eseguiti tipicamente in studio. Questo metodo prevede l’uso di carta fotografica fotosensibile, caricata direttamente negli chassis del banco ottico. A differenza delle più moderne pellicole, la carta ha una sensibilità molto bassa, il che permette l’uso di lenti antiche sprovviste di otturatore, offrendo una resa unica, pittorica e inconfondibile, tipica delle lenti da ritratto della fine del XIX secolo.

In particolare, l’obiettivo principale utilizzato per questo progetto è un capolavoro della prima manifattura fotografica, una lente Auzoux & Français 300mm f4 Petzval, realizzata a Parigi nel 1863, anno di fondazione del Club Alpino Italiano. I negativi sono stati sviluppati en plein air, direttamente sul ghiacciaio dell’Adamello. A questo scopo la spedizione ha dovuto trasportare in loco e riportare a valle non solo l’importante attrezzatura fotografica necessaria ma anche quella di sviluppo chimico (incluse bacinelle, chimici, tank, pinze, luci rosse, acqua e una tendacamera oscura-portatile). Dopo l’acquisizione digitale dei negativi su carta, le stampe finali sono state prodotte in grande formato utilizzando la tecnica di stampa Fine Art ai pigmenti su carta 100% cotone metallizzata di qualità museale.

IL FILM All’interno del percorso di mostra è inoltre proposto il cortometraggio col quale i registi professionisti Matteo Sandrini e Paolo Guarneri, hanno documentando ogni fase della spedizione.

MICHELE GUSMERI (Brescia, 1984) si è formato come Designer al Politecnico di Milano. Dal 2011 lavora nello studio “Gusmeri Fine Art” come fotografo professionista e stampatore Fine Art per fotografi, musei e gallerie d’arte. La sua ricerca si concentra sui ritratti e sulle tecniche analogiche, utilizzando principalmente fotocamere analogiche di grande formato e pellicole in bianco e nero. 

MUSA - MUSEO DI SALÒ Aperto al pubblico dal 2015, iI MuSa - Museo di Salò sorge negli spazi di quello che fu il monastero di Santa Giustina, edificato a partire dal XVI secolo per ospitare l’Ordine dei Padri Somaschi. Locali, corridoi, chiostri e soppalchi vista lago sospesi sull’aula dell’originaria chiesa, sono stati oggetto di un attento restauro architettonico al fine di ospitare le collezioni attualmente esposte, dedicate alla storia, alla storia dell’arte e all’archeologia, alla scienza e alla tecnica. Situato nel centro storico di Salò, in posizione dominante e a pochi passi dal lago, oggi il MuSa racconta la storia della città di Salò e del suo territorio dall’età romana, con la sezione archeologica, all'epoca contemporanea della Civica Raccolta del Disegno di Salò, passando per i secoli della dominazione veneziana e per sezioni scientifiche come quella dedicata all'Osservatorio Meteo Sismico e alla Collezione anatomica del dottor Giovan Battista Rini. Dal 2023 ospita la sezione dedicata ai seicento giorni della Repubblica Sociale Italiana, intitolata L'Ultimo Fascismo (1943 - 1945).

INGRESSO Intero 9 € - Ridotto 7 € - Ridotto ragazzi 5 € - Gruppo 15-35 persone 7 € - Scuole 5 €

Elenco completo riduzioni e categorie esentate dal pagamento: www.museodisalo.it

ORARI 1 gennaio - 8 marzo 2026: da venerdì a domenica, ore 10 – 18
10 marzo - 04 ottobre 2026 da martedì a domenica, ore 10 – 18 (LUNEDÌ chiuso).

PRENOTAZIONI 0365 20553 | info@museodisalo.it
Prenotazioni gruppi: info@museodisalo.it | 3389336451

Ultimo aggiornamento: 24/02/2026 18:27:24