TRENTO - La Giunta provinciale, su proposta del presidente
Maurizio Fugatti, ha autorizzato l’erogazione delle risorse stanziate con il recente assestamento di bilancio per gli aumenti retributivi di tutto il personale del comparto pubblico provinciale nel triennio
2025-2027. Apran potrà procedere alla sottoscrizione degli accordi stralcio per l’attribuzione degli incrementi salariali, fino al 6% in busta paga, nelle nove aree di contrattazione, comprese nei comparti provinciali Autonomie locali, scuola, sanità e ricerca.
Gli aumenti decorreranno dal primo gennaio 2025, quindi con una quota che sarà corrisposta come arretrato per i mesi già trascorsi. L’impegno aggiuntivo nel bilancio provinciale è quantificato in oltre 100 milioni di euro l’anno.
“L’incremento degli stipendi rappresenta uno degli impegni che ci eravamo presi con le categorie economiche e sindacali, con le quali abbiamo firmato il Patto per le imprese e i salari - le parole del
presidente Fugatti -, anche con l’obiettivo di sostenere il potere di acquisto delle famiglie. Con i rinnovi contrattuali, come settore pubblico, abbiamo dato il primo esempio, assicurando gli aumenti in busta paga già nel 2025.
La direzione è quella di valorizzare il personale che garantisce i servizi alla collettività trentina, in tutti i diversi ambiti del lavoro pubblico, ma anche favorire un effetto positivo sui consumi e sulla crescita economica del territorio, dalla quale dipendono anche le entrate del bilancio provinciale”.
Gli aumenti fino al 6% valgono anche per il personale ATA, gli insegnanti delle scuole d’infanzia e degli istituti di formazione professionale nonché per i docenti della scuola a carattere statale. “Anche con riferimento all’istruzione la Giunta provinciale investe sui rinnovi contrattuali, anticipando quanto avviene per le contrattazioni di ambito a livello nazionale. L’incremento delle retribuzioni vuole essere un segnale di attenzione nei confronti di chi ogni giorno contribuisce con professionalità e passione ad un settore così importante per le nuove generazioni e il futuro della comunità”, l’assessore provinciale all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità Francesca Gerosa.
Oltre agli aumenti fino al 6%, per il comparto sanitario e socio-sanitario vengono autorizzati anche gli stanziamenti aggiuntivi previsti in assestamento, con particolare attenzione ai servizi alla persona. Si tratta di un investimento strutturale di quasi 26 milioni di euro annui, destinato a medici, infermieri, operatori socio-sanitari (Oss) e a tutto il personale tecnico, sanitario e amministrativo.
“Queste risorse stanziate nell’assestamento permetteranno di adeguare indennità e voci accessorie, migliorando la qualificazione e l’attrattività del sistema sanitario trentino, anche in ottica di richiamare professionisti da fuori provincia - così l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina -. Abbiamo quindi rispettato gli impegni presi con le rappresentanze sindacali del comparto salute, per il miglioramento della situazione stipendiale e una giusta gratificazione del personale. Confermiamo inoltre l’attenzione riguardo all’adeguamento delle retribuzioni, con particolare attenzione agli Oss e agli operatori dell’area dei servizi alla persona e delle Rsa, che garantiscono un servizio essenziale alla comunità”.