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Sondrio, anche la Fit Cisl contro il governo Conte: “Chiudere gli impianti da sci azzera l’economia montana”

mercoledì, 25 novembre 2020

Sondrio – Attacco al Governo e al presidente Giuseppe Conte sugli annunci legati alla non apertura degli impianti di risalita. Il mondo della montagna – dai cittadini agli albergatori – si schierano contro un “governo che dimentica gli abitanti dell’arco alpino“.

impiantiIn campo è scesa anche la Fit Cisl di Sondrio, la categoria sindacale che rappresenta i lavoratori funiviari, che “esprime forte preoccupazione per la possibilità, da più parti ravvisata, della non apertura degli impianti di risalita per la prossima stagione invernale a causa dell’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia in corso”.

“E’ evidente che una tale ipotesi – prosegue Michele Fedele, coordinatore Fit Cisl Sondrio – produrrebbe un aggravio economico considerevole per tutto il settore turistico territoriale, con un vero e proprio azzeramento dell’economia montana e con ripercussioni sociali non indifferenti per i tanti lavoratori, ed in particolar modo per quelli stagionali, che operano nel comparto del turismo della nostra provincia”.

“Tra questi lavoratori – aggiunge – annoveriamo gli addetti agli impianti di risalita, circa 600 in provincia di Sondrio, con una percentuale di stagionali del 75%, molti dei quali attualmente “sopravvivono” con il solo sussidio di disoccupazione che, come è noto, può essere erogato per un periodo di tempo limitato e, pertanto, per la gran parte di questi lavoratori, così come per gli altri lavoratori del settore turistico, si profila a breve una condizione di totale assenza di reddito”.

La Fit Cisl di Sondrio, pur consapevole che il flusso turistico della prossima stagione invernale sarà, per ovvie ragioni, alquanto ridotto, ritiene che “per la tenuta del tessuto economico e sociale della nostra provincia, non sia possibile rinunciare al funzionamento degli impianti di risalita, la cui chiusura, peraltro, comporterebbe la conseguente chiusura di tutte le attività ricettive delle nostre località montane”.

Secondo la Fit Cisl è necessario “chiedere al Governo di consentire l’apertura degli impianti di risalita, attivando al contempo tutte le misure di sicurezza idonee a tutelare la salute degli utenti e dei lavoratori, misure che, peraltro, sono state recentemente prospettate nelle linee guida elaborate dal tavolo tecnico interregionale. Dette misure dovranno essere attivate non solo nell’ambito degli impianti di risalita, ma anche all’interno degli spazi dove si svolgono le attività ricettive, quali quelle alberghiere e della ristorazione, con la predisposizione di appositi protocolli e, soprattutto, sarà necessario porre in essere controlli efficaci, anche mediante l’ausilio delle forze dell’ordine, al fine di garantire l’effettivo rispetto delle regole”.



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