TRENTO - Rafforzare Agenzia del Lavoro perché sia sempre più in grado di rispondere e gestire le sfide presenti e future del mercato del lavoro, approfittando anche della disoccupazione a livelli minimi per investire sulla qualità dell’occupazione, soprattutto femminile, e sul sostegno dei target più deboli, con politiche attive innovative e maggiore formazione. E’ stato questo il tema su cui hanno posto l’accento stamane i rappresentanti di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Lorenzo Pomini e Annalisa Santin in consiglio di amministrazione di Adl che ha incontrato il vicepresidente della Provincia e assessore al lavoro Achille Spinelli alla luce della recente approvazione del nuovo Documento provinciale di interventi di politica del lavoro.

In particolare focus sulle politiche attive, cioè su quegli interventi utili per favori l’occupazione e/o la rioccupazione delle persone. Cgil Cisl Uil suggeriscono di rafforzare questi interventi, anche in chiave innovativa e coerente con i nuovi bisogni del mercato del lavoro.
Proprio per consolidare e rafforzare le politiche attive, secondo i sindacanti, bisogna potenziare gli organici di Agenzia e, nello stesso tempo, rendere più efficienti gli strumenti informatici. “Il nuovo documento di interventi – hanno sottolineato i tre sindacalisti - prevede anche una serie di approfondimenti sulle politiche da mettere in atto. E’ importante che queste analisi vengano finanziare e attuate rapidamente anche anche valorizzando sia le competenze interne sia la collaborazione con l’Università di Trento”.
Dunque il nodo della contrattazione, centrale anche nel patto per la crescita delle imprese e le politiche salariali. E’ necessario che Agenzia del Lavoro e Servizio Lavoro assumano un ruolo importante sia sul fronte della qualificazione della contrattazione decentrata sia sul controllo del rispetto dei contratti nazionali di lavoro anche in collaborazione con gli enti bilaterali.
Infine la questione formazione, da cui passa anche la competitività del mercato del lavoro locale. “Se si vuole dare gambe al progetto del Competence Center, anche ipotizzando il trasferimento al lavoro di compiti che oggi sono incasellati nell’istruzione, è necessario mettere in atto un piano straordinario per rilanciare la formazione continua degli occupati”, concludono Grosselli, Pomini e Santin.