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Oltre una figura professionale su due difficile da trovare in Trentino

I dati sui fabbisogni occupazionali nell'indagine Excelsior

TRENTO - Nel 2025 le imprese trentine hanno previsto complessivamente 85.990 nuove assunzioni, 1.260 in meno rispetto al dato registrato nell’anno precedente (-1,4%). È quanto emerge dall’indagine annuale del Progetto Excelsior – realizzata da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l’Unione europea – che periodicamente fa il punto sui fabbisogni professionali e formativi espressi dal sistema imprenditoriale. Il dato include per la prima volta anche il settore primario (agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca), che fino al 2024 era escluso dalla rilevazione.

Le richieste di personale si sono concentrate prevalentemente nel settore dei Servizi con 66.220 potenziali assunzioni, pari al 77% del totale. All'interno di questo macro-settore spicca il Turismo-ristorazione, con 35.050 entrate previste, che rappresenta il 40,8% dei potenziali contratti da attivare, soprattutto per cuochi e camerieri (24.890). Seguono il Commercio con 9.300 ingressi e l’Agricoltura con 5.950. L’Industria ha previsto 13.820 entrate, di cui 5.360 nelle Costruzioni e 8.470 nella Manifattura e nell’ambito dei Servizi pubblici (Public Utilities), trainate in particolare dalle aziende metallurgiche.

La distribuzione delle richieste per gruppi professionali è rimasta sostanzialmente stabile. Al primo posto si collocano le professioni qualificate nelle attività commerciali e dei servizi (40,6%; 34.910 unità), seguite dalle professioni non qualificate (22,2%; 19.060), in particolare addetti ai servizi di pulizia (10.730), e dagli operai specializzati (11,0%; 9.450). Le opportunità rivolte ai profili più elevati (dirigenti, professioni intellettuali, scientifiche e con elevata specializzazione) si sono attestate intorno al 4% (3.360) e hanno riguardato per lo più docenti di scuola primaria e pre-primaria, educatori, formatori (1.190) e ingegneri (620).

Il Trentino-Alto Adige, insieme a Veneto e Friuli Venezia-Giulia, si è confermato tra le aree con la maggiore difficoltà di reperimento di personale. Questa situazione è riconducibile a un contesto in cui il tasso di disoccupazione si attesta su livelli fisiologici e la popolazione in età lavorativa è in progressiva diminuzione, fattori che limitano la disponibilità di forza lavoro e accentuano le criticità nel soddisfare il fabbisogno espresso dal sistema produttivo.

La difficoltà di reperimento ha interessato il 54,7% delle assunzioni programmate delle imprese trentine, un dato superiore rispetto a quello registrato a livello nazionale (47,0%), e in aumento di quasi 30 punti percentuali rispetto al 2019. La causa prevalente è stata la "mancanza di candidati" con una quota del 42,3%, mentre la "preparazione inadeguata" si è attestata all’11,2%. Le maggiori criticità hanno riguardato gli operai specializzati (70,4%), i dirigenti e le professioni a elevata specializzazione (64,2%) e le professioni tecniche (64,2%).
Permangono inoltre significative criticità nel reperimento di alcuni profili specifici, in particolare addetti nelle attività di ristorazione (58,9%) e operai edili, per i quali la difficoltà di reperimento arriva a sfiorare l’80%. Le imprese hanno segnalato difficoltà anche per il personale non qualificato in agricoltura e nella manutenzione del verde (68,2%).

Rispetto al 2024 non si rilevano particolari variazioni in ambito contrattuale: i contratti a tempo determinato hanno raggiunto il 75,4% delle entrate totali, mentre quelli a tempo indeterminato sono fermi al 10,4%, una percentuale inferiore rispetto a quella registrata a livello nazionale (17,4%) e che dipende soprattutto dalla vocazione turistica del territorio e dalla necessità di attivare contratti per lo più stagionali. Vi sono poi i contratti di somministrazione (4,6%), di collaborazione (3,7%) e gli “altri contratti dipendenti” (5,9%).

Il diploma professionale si è confermato il titolo di studio più richiesto dalle imprese e ha concentrato infatti quasi la metà delle richieste complessive (48,5%). Il diploma quinquennale è stato richiesto per il 17,4% dei profili ricercati, mentre la laurea è stata indicata come requisito necessario per l’8,2% delle potenziali posizioni aperte. Per il 24,7% dei possibili contratti da attivare le imprese non hanno indicato alcun titolo di studio, limitandosi alla scuola dell’obbligo, in particolare nei settori Turismo-ristorazione e Altri servizi. Residuale è risultata infine la richiesta di diplomati degli Istituti tecnici superiori-Alta formazione professionale (1,2%).

Con riferimento agli indirizzi di studio, per i diplomi professionali hanno prevalso quelli nell’ambito della ristorazione, mentre per i quinquennali la richiesta ha riguardato le specializzazioni nell’ambito amministrazione, finanza, marketing e nel turismo, promozione, ospitalità. Si evidenzia, infine, l’interesse espresso dalle imprese per i laureati nelle discipline economiche, dell’insegnamento-formazione e ingegneristiche e per i candidati che hanno conseguito il diploma di Alta formazione professionale nell’ambito della meccatronica.

I dati del Progetto Excelsior confermano la dinamicità del mercato del lavoro trentino, che però risulta sempre più esposto a una carenza ormai strutturale di manodopera – commenta Andrea De Zordo, presidente della Camera di Commercio di Trento -. Il capitale umano rappresenta la leva strategica principale per sostenere la competitività del sistema produttivo e, in sinergia con le strutture provinciali, stiamo lavorando per rendere la nostra provincia un territorio sempre più capace di trattenere e attrarre le forze lavoro necessarie per rispondere alle esigenze delle nostre imprese”.

Report e tavole statistiche sono disponibili sul sito del Progetto Excelsior.

Per eventuali informazioni e/o approfondimenti è possibile contattare l’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio (tel. 0461-887333, email studi@tn.camcom.it).
Ultimo aggiornamento: 28/01/2026 19:36:47

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