MILANO – I
l fallimento del "Modello Milano" sulla gestione dell'eredità olimpica. Nel mirino, oltre ai ritardi infrastrutturali, c'è il Villaggio Olimpico: un'opera approvata e finanziata con la specifica promessa di offrire alloggi convenienti agli studenti, che oggi invece tradisce il suo vincolo sociale proponendo canoni di mercato insostenibili.

I dati odierni smentiscono le promesse: quelle che dovevano essere tariffe inferiori al mercato per aiutare le famiglie si stanno rivelando uno schiaffo. Parliamo di 1.065 euro per una singola e 739 euro per un posto letto in doppia, lasciando appena 450 posti a tariffa agevolata su un totale ben più ampio. È un insulto se confrontato con i 400-600 euro degli studentati del Politecnico o con le tariffe ancora più basse della Statale.
Di fatto, abbiamo usato fondi anche pubblici per costruire uno studentato d'élite, inaccessibile proprio a quegli studenti che l'opera doveva tutelare".
Dura la presa di posizione di Jonny Crosio, Vice Segretario Federale di Patto per il Nord, che allarga lo sguardo sul fallimento strategico delle infrastrutture: "Le Olimpiadi dovevano essere il volano per modernizzare la Lombardia, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: molte delle opere complementari essenziali per la mobilità saranno pronte solo a giochi finiti. Una beffa infrastrutturale che certifica l'incapacità di trasformare gli annunci in cantieri chiusi".
"Il danno più grave è sociale - conclude -. Milano sta espellendo i suoi figli. Non siamo più di fronte a una difficoltà, ma a una selezione censitaria brutale: i dati ci dicono che le famiglie delle province lombarde e del Nord stanno smettendo di mandare i figli a studiare a Milano. Tra affitti fuori controllo, un costo della vita insostenibile e una sicurezza urbana ormai compromessa, l'eccellenza universitaria milanese rischia di diventare un club esclusivo per ricchi, tradendo la vocazione produttiva e meritocratica della nostra terra. Se il ceto medio lombardo non può più permettersi Milano, Milano ha perso".