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Informazioni sulle nuove detrazioni IVA per i professionisti: i rifornimenti aziendali

martedì, 5 novembre 2019

A partire dal primo luglio del 2019 non deve essere più compilata la scheda carburante per la detraibilità dell’IVA. Al suo posto, bisogna effettuare pagamenti tracciabili, indicati nel nuovo comma 1-bis dell’art. 164 TUIR, introdotto dall’art. 1 comma 922. carburante refuelFra i metodi di pagamento accettati, ci sono: carte di credito, carte di debito o bancomat, carte prepagate, bonifico bancario o postale, assegno postale o bancario, circolare e non, addebito diretto e altri strumenti di pagamento tracciabili. Questa normativa riguarda l’acquisto di carburante da autotrazione, gasolio e lubrificanti e si applica a tutti i titolari di partita IVA, che siano aziende o liberi professionisti. Dall’obbligo, invece, sono esclusi i consumatori privati.

Metodi di pagamento tracciabili: le carte carburante

Le carte carburante sono uno dei metodi di pagamento tracciabili accettati dal nuovo Decreto Dignità. Le carte carburante funzionano a tutti gli effetti come carte prepagate. Sono di tre tipi: carte carburante monomarca, carte carburante multimarca e carte carburante universali. Le carte carburante monomarca sono legate ad una specifica compagnia petrolifera. Per questo motivo, possono essere usate unicamente per i distributori di quella data marca. Le carte carburante monomarca permettono di accumulare punti e danno accesso a diversi premi. Tuttavia, si limitano alle pompe di benzina di una sola compagnia e per questo motivo non garantiscono sempre il miglior prezzo. Le carte carburante multimarca, invece, danno accesso ad una serie di distributori convenzionati. Tuttavia, la maggior parte di essi sono presenti in autostrada e per questo motivo non solo il massimo per chi si sposta più che altro in città. Esiste poi un tipo di carta carburante, che è una carta carburante universale. Con la carta carburante universale offerta da Soldo ci si può rifornire a qualunque distributore, purché accetti pagamenti attraverso il circuito MasterCard.

La detraibilità IVA per le auto: tutte le informazioni utili

Per scaricare i rifornimenti è stata fissata dal governo una detraibilità forfetaria dell’IVA pari al 40%, La detraibilità si applica a tutti i veicoli a motore, esclusi i trattori agricoli o forestali, adibiti al trasporto stradale di persone o beni e la cui massa massima non superi i 3500 kg con un numero di posti a sedere non superiore a otto. La detraibilità dell’IVA si applica non solo alle spese relative al carburante, ma anche all’acquisto del veicolo, compresi i contratti di noleggio o leasing, ai costi per la manutenzione o riparazione dell’auto e alle spese relative a cessioni. Ci sono altri casi in cui la detraibilità, invece è pari al 100%.

La detrazione dell’IVA al 100% si applica a veicoli stradali a motore per trasportare persone, per esempio i pullman, veicoli per il trasporto di merci come camion, che siano pari o inferiori a 35 quintali con almeno otto posti a sedere, senza i quali non è possibile svolgere la propria attività lavorativa. Un esempio sono i tassisti o i noleggiatori o i proprietari di scuole guida. In questo caso l’uso dell’auto è esclusivo. La detraibilità dell’IVA al 40%, invece, si applica a veicoli che rispettino le caratteristiche già indicate, ma il cui uso sia promiscuo.

Altre spese detraibili dalle tasse

Si possono scaricare interamente dalle tasse i costi per l’acquisto di immobili ad uso ufficio. Se un professionista, invece, decide di adibire a studio una stanza o parte della sua prima casa (in questo caso si parla di “uso promiscuo “), si potrà usufruire di una deduzione del 50% su spese di affitto e costi relativi alle utenze e spese condominiali, comprese eventuali spese di manutenzione.

Oltre a queste spese già citate, si potranno scaricare i seguenti costi sulla base dei seguenti punti:

  1. Le spese per le trasferte, compresi vitto e alloggio, sono deducibili al 75%;

  2. Le spese di rappresentanza sono detraibili fino a 50 euro;

  3. costi relativi a corsi di formazioni, per esempio master o costi di aggiornamento (deducibili al 100%);

  4. costi relativi all’acquisto di prodotti tecnologici, la cui deducibilità è fino all’80%.

Per detrarre l’IVA il libero professionista è obbligato a conservare fatture, ricevute fiscali o scontrini per un limite di 10 anni.

Spese scaricabili per beni strumentali

Le spese scaricabili riguardano anche i beni strumentali. Questo, più che ai liberi professionisti, si applica a chi ha un’impresa. La deducibilità in questo caso è stata pensata per far sì che le imprese siano più competitive sul piano globale. Il limite sugli investimenti, difatti, è stato innalzato, soprattutto per le piccole e medie imprese. Lo Stato italiano offre un contribuito per l’acquisto di beni strumentali, a patto che la spesa sia pari massimo a 100 milioni di euro. Le aziende devono, però, avere sede nel territorio italiano, essere iscritte al Registro delle imprese, non aver ricevuto fondi illegali e non essere sotto processo.

In conclusione, con i nuovi cambiamenti introdotti quest’anno ci sono delle novità anche sulla detraibilità IVA. Per detrarre l’IVA è necessario utilizzare strumenti di pagamento tracciabili, per esempio le carte carburante, che funzionano a tutti gli effetti come le carte prepagate. Le detrazioni IVA per l’acquisto di carburante sono fissate al 40%.



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