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Bernabè: "Transizione energetica, no alle scorciatoie magiche"

TRENTO - «Solo in un rapporto fruttuoso di condivisione e di collaborazione con la politica, con gli operatori economici e con le istanze della società civile si avvia un processo virtuoso di trasformazione». È un appello alla collaborazione quello lanciato dal presidente del Consiglio di amministrazione dell’Università di Trento Franco Bernabè in apertura dell’Assemblea pubblica di Ateneo che si è tenuta nell’Auditorium di Palazzo Prodi. Al centro di questa edizione, dedicata al futuro dell’energia, la necessità, indicata da Bernabè nel corso dell’introduzione alla mattinata, di affrontare assieme e con successo la sfida del passaggio a nuove fonti di approvvigionamento, una trasformazione complessa, al centro oggi delle priorità globali. Foto @Pierre Teyssot.

Una priorità che riguarda però da vicino anche il Trentino che deve, secondo il presidente, attivarsi con politiche chiare e condivise. «Per la transizione non esistono scorciatoie magiche» ha dichiarato Bernabè. «L’energia che oggi utilizziamo ha richiesto tempi lunghissimi per la costruzione delle infrastrutture e della logistica e ci vorranno tempi altrettanto lunghi per costruire un nuovo modello energetico che garantisca lo stesso livello di benessere di quello che ci è stato garantito».

«Per avere successo – ha chiarito – occorre però partire da un progetto realistico e costruire intorno a questo progetto, come ha fatto la Cina per le rinnovabili, tutti i pezzi della soluzione. Noi invece abbiamo cercato scorciatoie con interventi che rispondevano ad esigenze specifiche e parziali, sperando di trovare la risposta risolutiva. Dobbiamo, d’ora in avanti, concentrarci sulle tecnologie che già esistono a livello mondiale, a partire dalle rinnovabili».

Il presidente propone una via: «Ottimizzare l’utilizzo e riprogettare i sistemi di accumulo e trasporto con l’obiettivo non solo di ridurre l’impatto ambientale, ma anche ridurre i costi dell’energia per restituire competitività alle imprese e aumentare il benessere dei consumatori: per questo ci sono all’interno dell’Università competenze preziose che possono essere messe a disposizione del sistema delle imprese e del decisore politico». In questo senso il presidente Bernabè ha descritto l’Assemblea come un’occasione: «Da questa ci aspettiamo la condivisione di una diagnosi, la definizione di un percorso da seguire e la fissazione di alcuni obiettivi di base. Spetterà poi alla politica, alle imprese e alla società civile interpretare proattivamente quanto emergerà da questo incontro».

I tavoli preparatori
L’Assemblea pubblica è stata preceduta da due tavoli di ascolto e confronto, che hanno coinvolto rappresentanti delle istituzioni territoriali e dell’industria dell’energia. A tracciare una sintesi delle premesse delineate nei tavoli di lavoro è stata la prorettrice alla ricerca Francesca Demichelis: «Dal dibattito è emerso come la transizione energetica non sia solo una questione puramente tecnologica. È una trasformazione molto più profonda, che intreccia dinamiche di mercato, equilibri geopolitici, leggi, comportamenti individuali e collettivi.
Un punto debole riguarda l'assenza di misure di accompagnamento a questo processo: serve uno sforzo collettivo per gestire la complessità di un paniere diversificato di fonti energetiche, accompagnando il cambiamento con un’informazione chiara per la cittadinanza che favorisca l’accettazione. Perché la transizione energetica è anche una sfida sociale e formativa: il mercato chiede con urgenza competenze tecniche e nuovi percorsi di studio, specialmente in ingegneria elettrica. Ma serve anche formazione continua per chi è già nel settore, perché nessuno deve restare indietro mentre le tecnologie evolvono. Su questo, università, ricerca e industria possono lavorare insieme».

Il primo dialogo. Su quali tecnologie e temi di ricerca investire?
L’Assemblea è entrata poi nel vivo con due momenti di confronto dedicati alla sfida rappresentata dall’integrazione tra conoscenze e territorio. Il primo spazio di riflessione ha visto un dialogo tra il presidente Franco Bernabè e i professori dell’Università di Trento dedicato al tema degli investimenti strategici in tecnologie e ricerca.
Elisabetta Tedeschi (Dipartimento di Ingegneria Industriale) ha ripercorso l’evoluzione dei consumi dal punto di vista elettrico, delle necessità che essa comporta e dei limiti della rete elettrica, originariamente non progettata per sostenere il carico esponenzialmente crescente a cui è sottoposta. Alberto Bellin (Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica) ha trattato dell’utilizzo dell’idroelettrico e delle energie rinnovabili (tra cui fotovoltaico ed eolico) a livello nazionale, a partire dalla capacità di produzione. Ha quindi approfondito il tema della necessità di accumulo. Matteo Calandra Buonaura (Dipartimento di Fisica) ha parlato del ruolo della ricerca in Fisica, Ingegneria e Chimica dei materiali come punto di partenza per lo studio delle principali tecnologie della transizione energetica. Ha posto inoltre l’accento sull’importanza del trasferimento tecnologico. Antonino Alì (Dipartimento Facoltà di Giurisprudenza) ha analizzato le scelte fatte in Italia negli ultimi trent’anni e proposto un ragionamento sulla loro coerenza, sul mancato inserimento delle decisioni in un disegno organico.

Il secondo dialogo. Le prospettive del sistema territoriale
Il secondo momento di analisi ha indagato invece le prospettive del sistema territoriale. In dialogo con i relatori il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian.
Alfredo Maglione, vicepresidente per la Transizione digitale e innovazione tecnologica di Confindustria Trento, ha parlato del quadro trentino, delle attuali sfide di carattere energetico e dello sforzo congiunto di mondo della ricerca, dell’innovazione e delle imprese. Sandro Dalla Torre, responsabile funzione M&A e Istitutional Relation del Gruppo Dolomiti energia, ha indicato le prospettive di sviluppo per il territorio. Ha tracciato la strada della transizione energetica verso le fonti rinnovabili, da percorrere con equilibrio e consapevolezza dei passaggi intermedi. Laura Pedron, dirigente generale del Dipartimento sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento, ha infine presentato il punto di vista delle istituzioni. Ha proposto un quadro storico e parlato dell’ambiente nella cultura territoriale.

Verso la prossima Assemblea
Al termine degli interventi, in chiusura dell’appuntamento, il presidente Franco Bernabè ha rivolto lo sguardo alla prossima Assemblea pubblica di Ateneo: ha anticipato per l’edizione futura una ancora maggiore centralità della collaborazione e del coinvolgimento dei diversi attori del territorio, in particolare durante le fasi preparatorie e di avvicinamento all’evento. Ha voluto inoltre rivelare, in anteprima, che l’intelligenza artificiale sarà il tema al centro dell’approfondimento.
Ultimo aggiornamento: 13/01/2026 19:04:01

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