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I messaggi degli Industriali trentini in Assemblea

Delladio: “Insieme per fare del Trentino un territorio sempre più florido, innovativo, sostenibile, solidale e inclusivo”

TRENTO - "Il messaggio che voglio lanciare oggi da questa Assemblea è di profonda fiducia nelle capacità della nostra Autonomia e di grande orgoglio per l'industria trentina. Il Made in Italy ha le carte in regola per continuare a trainare il Paese verso traiettorie di crescita e prosperità. Gli industriali trentini hanno dimostrato di avere coraggio, determinazione, competenza e visione, garantendo occupazione stabile e di qualità in anni complessi e contribuendo alla produzione di ricchezza e benessere per la nostra Comunità. Sono convinto che, se sapremo continuare a lavorare tutti assieme riusciremo a fare del Trentino un territorio sempre più florido, innovativo, sostenibile, solidale e inclusivo".

Così il presidente di Confindustria Trento Lorenzo Delladio, chiudendo la sua relazione davanti al pubblico dell'Assemblea degli industriali trentini, oggi al PalaRotari di Mezzocorona. L'Assise, dal titolo "Visione Trentino. Industria e Territorio tra tensioni globali e prospettive future" è stata l'occasione per fare il punto sugli scenari attuali, riflettere sulle prospettive del sistema produttivo trentino e riaffermare il valore del contributo delle imprese al benessere del territorio.

Ad aprire i lavori della parte pubblica era stato l’intervento di Marco Fortis, Vicepresidente e Direttore, Fondazione Edison, che aveva parlato di "Resilienza dell’economia italiana e trentina nel quadro mondiale". A seguito della relazione del Presidente Delladio sono invece intervenuti in tavola rotonda Nicola Calabrò, Amministratore Delegato e Direttore Generale, Sparkasse, Linda Orsola Gilli, Presidente e Amministratrice Delegata, INAZ, Debora Paglieri, CEO, Paglieri Group in tavola rotonda, intervistati dalla giornalista del Sole 24 Ore Filomena Greco. L’Assemblea si è conclusa con gli interventi del Presidente della Provincia autonoma di Trento di Maurizio Fugatti e del Vicepresidente di Confindustria Leopoldo Destro.

L’Assemblea annuale di Confindustria Trento si era aperta come di consueto con la parte privata riservata ai soli associati. È stato approvato il bilancio consuntivo 2025, illustrato dal direttore generale Roberto Busato e si è votata la revisione dello statuto e del regolamento di attuazione.

L'appuntamento è stato anche l'occasione per le consuete premiazioni.

Degli imprenditori “over 75” ancora oggi in attività:
Gustavo Rosa, Corriere Rosa Srl
Marco Schönsberg, Redata Srl

Delle aziende iscritte da più di 50 anni:

Dalmec Spa
Fal di Brugnara & Chiste' Srl
Funivia Ciampac e Contrin Spa
Impianti Falcade Col Margherita Spa
Società Incremento Turistico Canazei Spa

L’Assemblea di Confindustria Trento si è svolta grazie al supporto del main partner Sparkasse e al contributo di ITAS Mutua, Umana Spa, Eurocar, Confidi Trentino Imprese, WTW, Levico Acque – Società Benefit Srl, FiberCop, PalaRotari.

"ASSEMBLEA 2026
RELAZIONE DEL PRESIDENTE
LORENZO DELLADIO


INTRODUZIONE E SCENARIO ECONOMICO
Autorità, colleghe e colleghi, gentili ospiti,
un anno fa ci siamo lasciati in un contesto estremamente incerto, ma con la convinzione che fosse necessario fare il possibile per tenere dritta la barra e condurre il Trentino su un sentiero di stabilità e, possibilmente, di crescita.
L'ultimo anno ha confermato quanto le dinamiche internazionali incidano nella quotidianità delle nostre aziende.
Nonostante l'economia mondiale abbia mostrato nel 2025 una sorprendente capacità di tenuta, registrando una crescita del 3,4%, il quadro globale si è via via deteriorato tra il 2025 e il 2026 di fronte all'aggravamento dei conflitti e all'inasprimento delle tensioni geopolitiche e commerciali. L'Italia ha chiuso lo scorso anno con una crescita dello 0,5%, al pari del Trentino.
La crisi nel Golfo Persico e il blocco nello Stretto di Hormuz – attraverso cui transita un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto – hanno provocato una nuova violenta fiammata dei prezzi delle materie prime energetiche. Le nostre aziende hanno subìto l'ennesima impennata della bolletta, tuttora elevata, che ha causato una compressione dei margini operativi delle imprese, senza dimenticare l'erosione dei redditi disponibili delle famiglie e la riaccensione delle spinte inflazionistiche.
Per questo motivo, le previsioni della crescita del prodotto interno lordo italiano sono state riviste al ribasso. A soffrire è anche il commercio internazionale, soprattutto dopo la conferma della linea di forte protezionismo dell'amministrazione statunitense. I dazi americani non hanno portato i benefici sperati da chi li ha decisi, come ha spiegato il Governatore della Banca d'Italia nella sua relazione annuale. Oltre a mettere in difficoltà le imprese esportatrici negli Stati Uniti, i dazi hanno scaricato la maggior parte dell'onere su consumatori e imprese americane. Allo stesso tempo, la Cina ha rafforzato la propria presenza sui mercati internazionali, con ampi avanzi della propria bilancia commerciale.

EUROPA
In tutto questo l'Europa, ancora una volta, ha mostrato tutte le proprie fragilità. L'Unione Europea non riesce a parlare con una sola voce e a confrontarsi alla pari con le altre potenze mondiali. Il processo di integrazione europea non si può ancora dire realizzato. Come ha ricordato Mario Draghi, “abbiamo lasciato incompiuto il mercato unico, frammentati i mercati dei capitali, i sistemi energetici insufficientemente connessi e ampie parti della nostra economia avviluppate in strati di regolamentazione”.
Voglio usare le parole del presidente di Confindustria Emanuele Orsini quando dice che “l'Europa deve cambiare strada e deve cambiare passo”. Noi crediamo nell'Europa, ma siamo anche preoccupati per le scelte dell’Unione in questi ultimi anni.
Basti pensare al sistema ETS, nato con finalità virtuose, ma che ha reso la decarbonizzazione un prodotto di speculazione finanziaria, incrementando i costi di produzione dell'industria europea.
Bruxelles sembra non avere chiaro che cosa significhi competitività. Dall'inizio del mandato di questa Commissione, in Europa abbiamo perso 250 mila occupati nella manifattura, un milione se consideriamo l'indotto. Ciò è avvenuto perché non abbiamo una politica industriale europea che difenda le imprese del nostro continente dalla concorrenza che proviene dalle altre parti del pianeta, a cominciare dalla Cina, che oggi è l'unica vera superpotenza industriale, che però gioca in un campionato con regole diverse dalle nostre.
Per superare le proprie fragilità, l'Unione Europea deve innanzitutto superare le sue dipendenze strategiche in tre ambiti: l'energia, le tecnologie avanzate, la difesa e sicurezza comune.

IL PIANO INDUSTRIALE DEL TRENTINO
Veniamo ora al Trentino.
Nella nostra Assemblea dell’anno scorso avevo rimarcato la convinzione che “non siamo in tempi normali”. Di conseguenza, dicevo, nessuna politica pubblica e nessuna strategia aziendale avrebbe potuto accontentarsi della “normalità”.
A distanza di un anno, questa consapevolezza ha purtroppo trovato conferma su tutti i piani.
Ma, di fronte alle incertezze e alle insidie di questo scenario globale, non siamo rimasti fermi.
Un anno fa chiedevamo alla Provincia autonoma di Trento di elaborare un “Piano di sviluppo economico e industriale” per il nostro territorio. Oggi siamo qui per dare atto al Governo provinciale che un piano è stato varato ed è stato elaborato con il contributo delle Categorie economiche e dei Sindacati.
Per questo voglio ringraziare il Presidente Fugatti e il Vicepresidente Spinelli, insieme agli altri componenti della Giunta, per avere messo nero su bianco una visione e un piano di attuazione finalizzati ad un incremento della competitività del nostro sistema produttivo.
Li ringrazio soprattutto per avere accolto molte delle nostre proposte, che sono diventate parte integrante del Piano.
Voglio dare atto anche ai partiti dell’opposizione di avere presentato una loro proposta di Piano industriale, che ci ha offerto spunti interessanti.
Questo dimostra che elaborare un piano per la crescita dell’economia non è né di destra né di sinistra, ma va nell’interesse generale della comunità.
Approfitto per ringraziare anche tutti i colleghi imprenditori e gli esperti che hanno partecipato ai nostri tavoli di lavoro.
Infatti, dall'inizio dell'anno abbiamo promosso un'operazione di ascolto capillare nei territori, organizzando incontri dedicati agli Associati delle Valli per raccogliere direttamente dalla loro voce le esigenze, le priorità e le proposte di progettualità, che sono state inserite nel nostro documento programmatico. Abbiamo quindi dedicato alcune riunioni del Consiglio Direttivo e del Consiglio Generale dell'Associazione per definire quelle che abbiamo individuato come azioni prioritarie e che abbiamo raggruppato in quattro aree di intervento:
  1. Sviluppo d'impresa e competitività
  2. Competenze e attrattività
  3. Politiche di contesto
  4. Industria trentina del futuro
Ora si tratta di mettere a terra le proposte, fissare obiettivi misurabili, monitorare i progressi e apportare correttivi laddove necessario. Ci fa piacere che sia stata accolta anche la nostra proposta di istituire una cabina di regia, composta dalle Associazioni di categoria, dai Sindacati e dal mondo della ricerca, proprio per contribuire a questa attività di monitoraggio.
Introdurre le misure non basta, bisogna valutarne gli impatti e avere il coraggio di potenziare le iniziative che contribuiscono alla crescita della nostra economia e correggere o abbandonare quelle che non funzionano.

METTERE AL CENTRO LE IMPRESE E IL MANIFATTURIERO
La nostra bussola deve essere la crescita economica e sociale delle imprese e della comunità. Ma per generare questa crescita dobbiamo mettere le imprese al centro delle politiche pubbliche. È l'impresa che investe, che innova, che rischia, che crea lavoro qualificato e che genera la ricchezza necessaria a sostenere il welfare e i servizi pubblici.
Il Presidente Mattarella, durante la visita allo stabilimento Piaggio di Pontedera, ha ricordato che l'industria è un pilastro per l'Italia.
Il professor Fortis – che ringrazio per essere intervenuto alla nostra Assemblea – ha dimostrato come l'Italia e le sue imprese abbiano le carte in regola per competere a livello internazionale e per guardare con fiducia il futuro.
Ricordo infatti che lo scorso anno, superando Giappone e Corea del Sud, siamo diventati il quarto esportatore al mondo e l’ottavo Paese per investimenti esteri.
Anche in Trentino l'industria manifatturiera e dei servizi avanzati può dare un contributo determinante alla crescita del prodotto interno lordo, attraverso un incremento della produttività. I rapporti dell'OCSE sul Trentino ci mostrano come negli ultimi decenni il nostro territorio abbia avuto una crescita stagnante rispetto ai competitor europei. Se vogliamo garantire il benessere della nostra comunità, sostenere i redditi reali e il PIL di fronte al calo demografico, dobbiamo fare crescere la produttività. Il comparto industriale, come ricorda l'OCSE, è quello che può dare l'impulso maggiore attraverso gli investimenti in tecnologia, competenze, organizzazione ed efficienza dei processi.
Quando parlo di industria manifatturiera non parlo solo delle grandi aziende. Il Trentino ha bisogno di quelle grandi, come di quelle piccole. Delle grandi per alimentare la crescita del territorio e attrarre e valorizzare talenti. Delle piccole per la rete e l’indotto che rappresentano sul territorio, anche a beneficio delle grandi. Ma, grazie a questa catena, anche le piccole hanno l’opportunità di innovare e di crescere.

LE IMPRESE FANNO LA LORO PARTE
Noi imprenditori non siamo abituati a chiedere soltanto: siamo abituati, prima di tutto, a fare.
Le imprese associate, con il supporto di Confindustria Trento, hanno continuato a lavorare e investire su più fronti.
Una priorità è l'attrazione di lavoratori. Il mercato del lavoro trentino registra un tasso di disoccupazione su livelli minimi, ma affronta una tensione senza precedenti: la maggior parte delle aziende segnala difficoltà nel reperire profili a tutti i livelli. L'invecchiamento della popolazione e la fuga dei giovani all'estero rischiano di sottrarre potenziale di crescita negli anni a venire. Per questo, è fondamentale la gestione dei processi migratori, non solo attraverso provvedimenti restrittivi, ma con politiche di integrazione che consentano a queste persone di inserirsi legalmente nella nostra società e di trovare lavoro anche nelle nostre imprese.
L'attrattività si gioca in parte con livelli retributivi adeguati, per incrementare i quali è necessario aumentare la produttività. In parte, però, dipende anche dalla disponibilità di abitazioni a costi sostenibili per i lavoratori e le loro famiglie. Per questo motivo, l'Associazione sta dialogando con la Provincia e gli enti locali per reperire nuovi alloggi e trovare soluzioni adeguate. Le imprese, dal canto loro, stanno investendo con risorse proprie acquistando immobili da ristrutturare, o costruendoli ex novo, per creare foresterie per i propri dipendenti. Ma è necessario trovare urgentemente strumenti che le supportino in questi investimenti.
Per questo abbiamo in calendario nei prossimi giorni un incontro in Provincia con gli Assessori competenti, perché la materia è complessa.
Il capitale umano è la nostra principale risorsa e la formazione è la leva principale per incrementare la competitività nelle aziende. Dobbiamo avvicinare sempre più il sistema dell'istruzione e formazione al mondo del lavoro, per offrire prospettive professionali attrattive ai giovani e costruire le competenze necessarie per affrontare i cambiamenti che ci attendono. Su questo fronte molte imprese associate hanno collaborazioni stabili con scuole, istituti tecnici, centri di formazione professionale e dipartimenti universitari, anche grazie alle molteplici progettualità sviluppate dalla nostra Associazione.
Sul tema della formazione dobbiamo valorizzare maggiormente gli spazi di manovra che ci offre la nostra Autonomia, come abbiamo già fatto in passato. Mi riferisco in particolare alla riforma degli istituti tecnici approvata a livello nazionale, sulla quale in Trentino siamo in ritardo. Ma penso anche all’Alta Formazione Professionale, che ha rappresentato una sperimentazione e un’innovazione di valenza nazionale quando fu introdotta a livello provinciale 20 anni fa. Ora, dobbiamo decidere se potenziarla o convertirla nel modello delle ITS Academy, che nel resto del Paese sono già attive e operano in stretta collaborazione con le aziende.
Quando parlo di cambiamenti che ci attendono, penso anche al tema dell'intelligenza artificiale. Secondo la Banca d'Italia questa tecnologia può divenire una leva decisiva per rilanciare la produttività. Il suo potenziale, tuttavia, si realizzerà pienamente se riusciremo a diffonderla fra tutte le imprese – piccole, medie e grandi – e se saremo capaci di integrarla nei processi produttivi. Le competenze sono alla base della capacità innovativa. Senza risorse umane preparate, anche le tecnologie più avanzate producono benefici limitati.
Pertanto, a livello locale dovremo mettere a sistema le competenze dei centri di ricerca e delle imprese, creando alleanze per avviare nuove iniziative industriali in grado di conquistare nicchie di mercato nei vari domini dell’intelligenza artificiale.
Riguardo all’intelligenza artificiale Papa Leone XIV (quattordicesimo) usa parole che trovo particolarmente significative anche per il mondo dell’impresa: «La vera alternativa non è tra entusiasmo e paura, ma tra due modi di costruire: un progresso che serve la persona e i popoli, oppure un progresso che li piega a logiche di potere.»
In tema di innovazione, in questo territorio abbiamo un grande potenziale. L'università, i centri di ricerca e i poli tecnologici possono aiutare le imprese a innovare i propri prodotti e a rendere più efficienti i processi produttivi. Mi piace ricordare che la fabbrica è il luogo in cui l’innovazione si concretizza. Anche in questo caso dobbiamo lavorare insieme per creare sempre maggiori interazioni tra ricerca e impresa. Nei giorni scorsi abbiamo rilanciato la collaborazione con Fondazione Hub Innovazione Trentino – ringrazio Fausto Manzana per avere accettato di assumerne la Presidenza – per assistere in maniera sempre più efficace le imprese associate nell’interazione con il sistema della ricerca.
Con questi enti stiamo lavorando anche per diffondere una cultura della sicurezza informatica in ambito aziendale.
A causa delle tensioni internazionali ha risentito il commercio internazionale del Trentino. Le imprese, con il supporto di Confindustria Trento e di Trentino Export, hanno quindi cercato di rafforzare la presenza internazionale attraverso un ampliamento dei mercati di sbocco e una riorganizzazione delle catene di approvvigionamento.
Nonostante le continue tensioni provenienti da più fronti, le aziende non hanno perso la bussola della sostenibilità e hanno continuato a investire per ridurre il loro impatto ambientale, migliorare gli aspetti di governance e contribuire al benessere sociale. Lo abbiamo potuto constatare e misurare redigendo il “Bilancio di sostenibilità e impatto” di Confindustria Trento, che presenteremo nei prossimi giorni. A questo proposito, ringrazio Marcello Lunelli per avere guidato questo progetto, che ha coinvolto tutte le imprese associate, gli Organi dell'Associazione e la struttura organizzativa. Ritengo che si tratti di un lavoro importante, che porteremo avanti anche nei prossimi anni, perché dà conto dell'impegno del sistema industriale trentino sui temi della sostenibilità e contribuisce a realizzare il progetto di marchio territoriale ESG avviato dalla Provincia autonoma di Trento.
Come Associazione stiamo lavorando anche per rendere più sostenibile la mobilità dei dipendenti delle nostre aziende, sia dal punto di vista ambientale che sotto il profilo economico. Abbiamo avviato due progetti pilota, uno nell'Alto Garda e un altro in Val di Fiemme, per coordinare gli spostamenti casa-lavoro dei lavoratori delle aziende che operano in un determinato distretto produttivo, al fine di ridurre il traffico su strada e le emissioni conseguenti e di ridurre i costi dei trasporti che devono sostenere i nostri collaboratori. Altri progetti saranno avviati a breve in altre zone del Trentino.
Uno dei fattori che hanno messo maggiormente a rischio la tenuta economica del sistema produttivo è l'energia e l'impennata dei costi di approvvigionamento di cui parlavo all'inizio della mia relazione. Le imprese hanno investito per aumentare la propria efficienza energetica e per ridurre i consumi, anche grazie ad alcune misure provinciali che abbiamo proposto come Associazione, perché riteniamo che vadano a beneficio non solo dei diretti destinatari, ma del territorio nel suo complesso.
Le nostre aziende stanno investendo anche su fonti energetiche alternative a quelle tradizionali. La nostra Associazione ha riunito le aziende che operano nella filiera dell'idrogeno o che sono interessate a utilizzare questo vettore energetico.
A livello nazionale, l'approvazione del disegno di legge sul nucleare è stata accolta con favore dal nostro Sistema, che ne aveva auspicato il ritorno dopo anni di assenza dalla politica energetica nazionale. Come ha detto Confindustria, nel prossimo futuro questa tecnologia potrà rappresentare una leva fondamentale per rafforzare l’indipendenza energetica italiana, stabilizzare i costi dell’energia e accompagnare l’industria verso gli obiettivi di neutralità climatica.
Il tema dell'energia, come quello delle infrastrutture, dei trasporti, della tutela e valorizzazione del paesaggio, della formazione e della ricerca scientifica, si presta a forme di collaborazione tra territori, dal momento che una scala interregionale si adatta meglio all'ampiezza delle tematiche. Per questa ragione, ci siamo inseriti nel processo di rafforzamento della collaborazione all'interno dell'Euregio promuovendo una collaborazione tra le Associazioni industriali e le rispettive università. Ringrazio l’amico e collega Rieper, Presidente di Confindustria Alto Adige, e il Rettore Deflorian, con i quali abbiamo partecipato all’incontro congiunto a Innsbruck.
L'auspicio è che questo spirito di collaborazione si possa trasferire anche su altri fronti, come quello dei trasporti, superando il sistema di divieti austriaci al transito di mezzi pesanti che penalizza le imprese italiane e non porta i benefici per i quali sono stati introdotti. Dobbiamo spingere le aziende ad utilizzare l'intermodalità, potenziando l'interporto di Trento.
Sempre in tema di infrastrutture, e tornando alla collaborazione tra università e imprese, abbiamo visto come questa possa dare frutti concreti anche su progettualità strategiche per il territorio. Mi riferisco al data center Intacture, realizzato nelle gallerie delle miniere della Val di Non, che rappresenta un modello di collaborazione tra pubblico e privato.
Questi esempi, che non sono esaustivi di quello che sta facendo l’industria trentina, dimostrano comunque con i fatti la forza delle nostre imprese le quali, pur in uno scenario complesso, confermano di avere visione e spirito di iniziativa.

CONCLUSIONI
Autorità, colleghe e colleghi, gentili ospiti,
mi avvio al termine di questa mia relazione con alcune considerazioni conclusive.
In primo luogo, nei prossimi anni ci attende un'intensa sequenza di appuntamenti elettorali: le elezioni politiche nel 2027, le provinciali nel 2028 e le europee nel 2029.
Sappiamo bene che la competizione elettorale tende a schiacciare il dibattito pubblico sul breve termine e sulla ricerca del consenso immediato. Ma il tempo che stiamo vivendo non consente demagogia o iniziative di breve termine, che magari portano un risultato elettorale, ma che non contribuiscono alla crescita economica e alla coesione sociale.
Le imprese e i cittadini non hanno bisogno di slogan. Hanno bisogno di risposte rapide, certezza normativa, efficienza burocratica e pianificazione di medio-lungo termine. Per questo, dico a tutte le forze politiche che si contenderanno la competizione provinciale tra due anni, che l'attuazione del “Piano di sviluppo economico e industriale del Trentino” deve proseguire con continuità e determinazione, a prescindere da chi governerà la Provincia nella prossima Legislatura. Si potranno fare gli aggiustamenti e gli aggiornamenti del caso, ma deve rimanere intatta la visione e la programmazione di lungo periodo che è stata avviata con il contributo delle Categorie economiche e dei Sindacati.
In questa epoca, più che mai, serve certezza e serve continuità!
In secondo luogo, in questo tempo straordinario ed incerto, la nostra stessa Autonomia ha di fronte sfide inedite, delle quali tutti dobbiamo essere consapevoli.
Finora, essa ha vissuto una lunga stagione di crescita e di riscatto sociale ed economico, ma il tempo che stiamo vivendo non ci consente più di contare solamente su questa preziosa eredità.
Tutti siamo coinvolti in questa responsabilità. In primo luogo, noi imprenditori trentini.
Dobbiamo credere di più alla collaborazione tra le nostre aziende.
Nessuno può fare da solo. Per questo, confido che entro breve tempo troveremo il modo di ricostituire il Coordinamento Imprenditori e di rilanciarlo come spazio di confronto, sinergia e condivisione delle nostre comuni posizioni nei rapporti con le Istituzioni e il resto della società.
Ci siamo lasciati alle spalle, noi di Confindustria per primi, i motivi che ne avevano comportato la sospensione, perché le sfide che abbiamo di fronte sono più importanti e cogenti di ogni pur legittimo risentimento.
Terzo. Occorre che questa responsabilità verso il futuro sia sempre più patrimonio collettivo di tutta la società trentina.
Non può esistere una società proiettata verso un futuro di benessere e di equità senza un sistema delle imprese capace di offrire opportunità di lavoro e di ricchezza collettiva. Allo stesso tempo, sappiamo che le imprese non crescono se non in simbiosi con un contesto sociale coeso, capace di costruire speranza, voglia di futuro, senso di appartenenza.
In tal senso, rinnovo la nostra disponibilità ad un confronto costruttivo con tutti ed in particolare con le rappresentanze sindacali dei lavoratori. La scommessa è comune: la qualità del lavoro, la sua attrattività, la sua giusta remunerazione sono condizioni essenziali per la tenuta e per la crescita di produttività delle nostre imprese.
Infine, si pone come centrale il ruolo delle Istituzioni e dei partiti politici, ai quali ribadiamo la nostra piena disponibilità collaborativa.
Dobbiamo affrontare innanzitutto – e assieme – le emergenze di oggi, con lo stesso spirito di coesione e di unità che il Trentino ha saputo dimostrare nei momenti cruciali della sua storia. Servono oggi strumenti urgenti e concreti su molti campi, in primis sull’abitazione e sul costo dell’energia per le famiglie e per le imprese.
Ma, nello stesso tempo, oltre l’emergenza impellente, dobbiamo cominciare a ideare e a costruire l’Autonomia Speciale per le prossime generazioni, attraverso un “patto per il futuro” che, in questi tempi di cambiamenti epocali, sappia superare le pur legittime e fisiologiche divisioni politiche e i diversi ruoli che ciascuno esercita.
Questo è il tempo di credere fino in fondo alla natura della nostra Autonomia, dimostrando che essa, prima che un fatto giuridico, è la capacità di elaborare una visione e di “fare cose nuove”, senza attenderle da altri.
Per questo – mentre dobbiamo usare sempre più in maniera originale e creativa le nostre competenze formali – dobbiamo negoziare con Roma e con Bruxelles forme ulteriori di responsabilità condivisa nei campi decisivi che sono di loro spettanza.

Concludo ribadendo che il messaggio che voglio lanciare oggi da questa Assemblea è un messaggio di profonda fiducia nelle capacità della nostra Autonomia e di grande orgoglio per l'industria trentina.
I dati che abbiamo sentito oggi ci dicono che il Made in Italy ha le carte in regola per continuare a trainare il Paese verso traiettorie di crescita e prosperità.
Gli industriali trentini hanno dimostrato di avere coraggio, determinazione, competenza e visione, garantendo occupazione stabile e di qualità in anni complessi e contribuendo alla produzione di ricchezza e benessere per la nostra Comunità.
Sono convinto che, se sapremo continuare a lavorare tutti assieme – Associazioni di categoria, Sindacati, Istituzioni, sistema del credito, filiera dell'istruzione, formazione e ricerca e tutti gli altri attori dell’economia, del sociale e del volontariato – riusciremo a fare del Trentino un territorio sempre più florido, innovativo, sostenibile, solidale e inclusivo.
Crediamo nella fiducia, nel coraggio e nella responsabilità. Questi sono i nostri valori.
Viva l'industria trentina e viva il Trentino!
Grazie a tutti e buon lavoro."
Ultimo aggiornamento: 09/10/2026 20:16

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