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Consegnati i premi di Poesia Santi Faustino e Giovita 2026

Sono 50 i partecipanti all'iniziativa della Fondazione Civiltà Bresciana

BRESCIA - Consegnati ieri i riconoscimenti della diciannovesima edizione del Premio di Poesia SS. Faustino e Giovita a Brescia, promosso dalla Fondazione Civiltà Bresciana.
La giuria del Premio di Poesia SS. Faustino e Giovita composta da Massimo Lanzini (presidente), Maria Rosa Bertellini, Alfredo Bonomi, Piergiorgio Cinelli, Fabrizio Galvagni, Milena Moneta e Daniele Squassina, ha scelto i vincitori della diciannovesima edizione del concorso dedicato alla poesia in dialetto bresciano, tra i 50 i partecipanti all'edizione 2026.
Ieri la consegna in una solenne cerimonia.

I vincitori
Sezione 1 - Poesia inedita in dialetto bresciano
1° premio: Dario Tornago di Brescia con la poesia “La cara de l'ensòme”
2° premio: Marco Gatti di Brescia con la poesia “La sgarnéra”
3° premio: Angelo Bergomi di Rovato (Brescia) con la poesia “Come el mar co la so s'ciöma”
Segnalazione di merito a: Giuliana Bernasconi di Brescia con la poesia “Alzheimer”; Diego Arrigoni di Brescia con la poesia “Na bögàda de stèle”; Pierluigi Dainesi di Brescia con la poesia “Amico per sèmper”; Graziano Provaglio di Bassano Bresciano (Brescia) con la poesia “La talamóra”; Angelo Comparcini di Brescia con la poesia “N'alter pér de scarpe”.

Sezione 2 – Brani musicali inediti con testo in dialetto bresciano
1° premio: Federico Cantaboni di Brescia con il brano musicale “El vècio en paés”
Premio speciale “Costanzo Gatta”
Graziella Abiatico di Poncarale (Brescia) con la poesia “La fiöla del re”

Le motivazioni
La cara de l'ensòme
di Dario Tornago (Brescia)
La vita è sogno, forse. Certo il sogno è carezza. Una carezza che troppo spesso arriva frettolosa e poi se ne fugge via. E a noi non resta che attendere che torni. Magari spegnendo la tivù, spegnendo le lampade di casa, facendo entrare la luce della luna. E lasciando che ci parli ancora una volta con la voce intima del nostro dialetto.

La sgarnéra
di Marco Gatti (Brescia)
L’ingordigia degli uomini, le miserie e i pianti, i moralismi di facciata, le malignità che segnano i cuori, le fatiche che appesantiscono una vita che già di suo è un sentiero sconnesso… Tutto questo andrebbe spazzato via a colpi di ramazza. Un dialetto vitale ed espressivo pesca nella tavolozza della sua memoria e diventa voce liberatoria.

Come el mar co la so s'ciöma
di Angelo Bergomi (Rovato)
La delicatezza di una ragazza che si affaccia al limitare di gioventù, di un amore appena sbocciato che viene travolto dalla violenza di chi le diceva di volerle bene.
Il dialetto di questa poesia è lo stesso parlato dai nostri nonni, filologicamente preciso, ma qui sa affrontare una tragedia attuale - il femminicidio - che continua a segnare pesante i nostri giorni oggi.

Segnalazione di merito alla poesia:

Alzheimer di Giuliana Bernasconi (Brescia)
Il sipario della memoria si è chiuso pesante sulla nostra storia personale, rendendoci estranei a noi stessi, incapaci di riconoscere fotografie e ricordi che pure ci parlano di noi e della nostra vita. Il vuoto lasciato dall’Alzheimer è al centro di questa poesia intensa e delicata, uno sguardo rispettoso verso la fragilità.

Na bögàda de stèle di Diego Arrigoni (Brescia)
I cieli con la loro trapunta di stelle se ne stanno fermi, approdo costante per innamorati e sognatori. Così anche noi che siamo fatti di fango e di polvere di speranza, così anche noi che abitiamo città spesso troppo frettolose, possiamo alzare lo sguardo e cercare l’infinito.
Segnalazione di merito alla poesia:

Amico per sèmper di Pierluigi Dainesi (Brescia)
L’amicizia come sentimento libero e generoso, come rete di radici e di emozioni che si intrecciano profonde fra di loro. Come una pianta della quale si può godere la fresca ombra anche quando del nostro amico ci rimane solo il ricordo. Una poesia che è un inno ad uno dei più profondi sentimenti umani.
Segnalazione di merito alla poesia:

La talamóra di Graziano Provaglio (Bassano Bresciano)
Impressioni di novembre, due passi al mattino lungo sentieri di campagna raccontano - a chi le sa vedere - le meraviglie del creato. Simbolo di questo stupore diventa una ragnatela, capace coi suoi fili d’argento di abbracciare il mondo.
Segnalazione di merito alla poesia:

N'alter pér de scarpe di Angelo Comparcini (Brescia)
Indossare i panni di un altro. O meglio - secondo un modo di dire anglosassone - provare a mettersi nelle sue scarpe. Questa la provocazione lanciata da una poesia che invita a guardare al cammino di chi con le sue scarpe ha attraversato guerre e deserti, fame e dolore. Per poi scoprire che, una volta rimasti scalzi, siamo uguali.

Primo Premio al brano musicale:
El vècio en paés di Federico Cantaboni (Brescia)
Una canzone ben composta ed equilibrata, musicalmente delicata e gradevolissima, che racconta una storia apparentemente minima - come tante ce n’è nelle nostre comunità - invitando a guardare con sguardo nuovo e affettuoso verso chiunque. Anche verso chi non appare vincente.

Premio “Costanzo Gatta” alla poesia:
La fiöla del re di Graziella Abiatico (Poncarale)
Un dialogo immaginario tra padre e figlia lascia scorrere il ricordo di fatiche contadine, di affetti diventati ormai memoria, di nostalgie per il fuggire degli anni. Ma una chiusa dal sapore fiabesco riscatta il dolore e regala un sorriso. Un coup-de-théatre che sarebbe piaciuto al nostro Costanzo Gatta.
Ultimo aggiornamento: 16/02/2026 00:26:36

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