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Commercio trentino, il negozio indicatore dei territori

Massimo Piffer: "Il commercio al dettaglio è un’infrastruttura essenziale per l’economia e la comunità"

TRENTO - Il commercio al dettaglio non è soltanto un settore economico, ma uno dei principali indicatori dello stato di salute dei territori. È da questa consapevolezza che nasce la riflessione congiunta del presidente dell’Associazione Commercianti al Dettaglio del Trentino, Massimo Piffer, insieme ai presidenti territoriali dell’Associazione, Claudio Miorelli per l'Alto Garda e Ledro e Giuliana Savoia per Rovereto e la Vallagarina, nel guardare al 2026.

Il commercio di prossimità è il primo a intercettare i cambiamenti nei comportamenti delle persone, nelle dinamiche urbane, nelle scelte urbanistiche, nella capacità di attrazione e di tenuta delle comunità locali. Dove un negozio fatica, infatti, non è in difficoltà solo un’attività economica: è l’intero contesto territoriale che sta cambiando equilibrio. "Il commercio non va letto come un comparto da difendere per principio, ma come una vera infrastruttura economica e sociale", sottolinea Massimo Piffer (nella foto). "Quando un negozio non funziona, molto spesso è perché attorno qualcosa ha già smesso di funzionare: servizi, residenzialità, mobilità, assetti urbanistici, potere d’acquisto. Per questo il commercio è un termometro affidabile dello stato dei territori".

I dati sui consumi diffusi in questi giorni, uniti all’analisi sui comportamenti d’acquisto degli italiani e dei trentini rispetto al fenomeno del commercio online, confermano l’efficacia del commercio al dettaglio come chiave di lettura di fenomeni economici e sociali.
"Stiamo assistendo a dinamiche complesse - spiega Piffer - ma il commercio al dettaglio rimane un punto di riferimento per lo sviluppo e la tenuta sociale ed economica di un territorio".

Uno sguardo che trova riscontro anche nelle diverse realtà locali. Nell’Alto Garda e Ledro, come spiega Claudio Miorelli, "il commercio vive dinamiche fortemente influenzate dai flussi turistici e dalla stagionalità, ma anche dalle scelte urbanistiche e dalla gestione degli spazi urbani. L’equilibrio tra attrattività, vivibilità e lavoro è sempre più delicato e richiede attenzione e coerenza".

"A Rovereto e nella Vallagarina - osserva Giuliana Savoia - il commercio è strettamente legato alla qualità dell’ambiente urbano e alla capacità del centro di rimanere un luogo vissuto. Le decisioni su funzioni, spazi e accessibilità incidono direttamente sulla vitalità commerciale e sulla vita quotidiana della città e dei paesi".

Le tre realtà, pur con caratteristiche differenti, restituiscono dunque un messaggio comune: il commercio al dettaglio non è un tema marginale o di categoria, ma un indicatore avanzato delle trasformazioni economiche, sociali e urbanistiche in atto.

Guardando al 2026, l’Associazione Commercianti al Dettaglio del Trentino valuta la possibilità di avviare un osservatorio sul commercio locale, come spazio di lettura e analisi continua delle dinamiche territoriali, urbane e socioeconomiche, capace di offrire dati, segnali e riflessioni utili al confronto con le istituzioni e con le comunità locali. Un percorso che non nasce per rivendicare attenzioni speciali, ma per contribuire in modo concreto alla comprensione di ciò che accade ogni giorno nelle strade, nei quartieri e nei centri dei territori trentini.
Ultimo aggiornamento: 01/01/2026 00:09:49

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