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Sgominata la "banda” specializzata nei furti in hotel

Tre arresti dei carabinieri, dopo un violento speronamento al casello dell'A22

BRESSANONE (Bolzano) - I malviventi, responsabili di numerosi colpi tra Naz-Sciaves, Badia, Chienes e Scena, hanno tentato la fuga travolgendo un'auto dei Carabinieri. Due militari feriti. Si è conclusa con un arresto movimentato e una violenta colluttazione l’operazione condotta dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bressanone, che nelle prime ore del 2 maggio hanno assicurato alla giustizia tre uomini ritenuti responsabili di furti in strutture ricettive di lusso.

I malviventi sono stati intercettati dai carabinieri a bordo di un'Alfa Romeo Giulietta mentre tentavano di imboccare l'autostrada A22 per far perdere le proprie tracce, dopo aver commesso due furti in albergo nel paese di Naz-Sciaves. Al casello di Varna, i militari hanno predisposto un dispositivo di blocco. Alla vista dell'alt, i fuggitivi hanno reagito con estrema violenza: nel disperato tentativo di aprirsi un varco, il conducente ha accelerato bruscamente speronando frontalmente un’auto di servizio dell'Arma.

Nonostante l'impatto violentissimo, che ha causato ingenti danni ai mezzi, i Carabinieri sono riusciti a immobilizzare i tre uomini, di origine albanese, i quali hanno opposto una strenua resistenza fisica. Nel corso delle operazioni di fermo, due militari sono rimasti feriti. All'interno del veicolo è stata rinvenuta un’ingente quantità di refurtiva tra gioielli e contanti, oltre ad attrezzi da scasso e capi di abbigliamento utilizzati per il travisamento.
Le indagini, condotte in sinergia con le stazioni territoriali, hanno permesso di attribuire con certezza al gruppo la responsabilità di una serie di furti messi a segno nei giorni precedenti presso diversi alberghi nei comuni di Badia, Chienes e Scena.
L’analisi incrociata delle prove ha evidenziato come la banda agisse con un modus operandi consolidato, colpendo strutture di pregio e causando pesanti danni patrimoniali.

I tre soggetti, arrestati con le accuse di furto aggravato continuato in concorso, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Bolzano a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Il Gip del Tribunale di Bolzano ha convalidato gli arresti, confermando la misura della custodia cautelare in carcere per i tre uomini.
Per uno dei membri della banda, si sono aperte le porte del carcere anche per un altro motivo: dai controlli in banca dati è infatti emerso a suo carico un ordine di esecuzione per la carcerazione pendente, emesso nell'ottobre 2023 dalla Procura della Repubblica di Novara, per altri reati commessi in Piemonte, al quale era finora sfuggito per aver utilizzato all’epoca un nome fittizio.

L'appello dell'Arma: "Investite in sicurezza"
A margine dell'operazione, il Comando dei Carabinieri ha voluto sottolineare un aspetto decisivo per il successo delle indagini: «L’identificazione dei responsabili è stata possibile anche grazie alla presenza di moderni sistemi di videosorveglianza installati negli alberghi colpiti. Le immagini ad alta risoluzione hanno permesso una precisa corrispondenza fisionomica dei sospettati, fornendo prove oggettive e incontrovertibili».
I Carabinieri rivolgono quindi un appello agli operatori del settore: "Si raccomanda vivamente, a chi ancora non ne fosse provvisto, l’installazione di impianti di videosorveglianza professionali. Si tratta di uno strumento utilissimo, spesso decisivo per l’esito delle indagini e la protezione del territorio. La sicurezza è un investimento che, in casi come questo, si rivela fondamentale per assicurare i colpevoli alla giustizia".
Ultimo aggiornamento: 06/05/2026 11:47:57

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