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Maltempo, si contano i danni: breve tregua, Halloween porta un’altra intensa perturbazione con rialzo termico

martedì, 30 ottobre 2018

Ponte di Legno – Lunedì nero doveva essere secondo le previsioni, lunedì nero è stato. L’ondata di maltempo con piogge torrenziali e vento ha creato danni e disagi su tutta l’Italia. Alberi sradicati, evacuazioni e sfollati: l’arco alpino non è stato da meno, specialmente in Valle Camonica e in Trentino Alto Adige. Una vittima a Dimaro. Ora spazio alla conta dei danni e al ripristino dall’emergenza: da domani sera però nuovo peggioramento sull’arco alpino, con la neve attesa solo a quote elevate (ben oltre i 2000 metri).

ALTO ADIGE: INTERROTTA IN MATTINATA LA FERROVIA DELLA VAL VENOSTA

In mattinata il transito dei treni sulla linea della Val Venosta tra Naturno e Laces è stato interrotto in entrambe le direzioni a causa della caduta di alberi nelle vicinanze dei binari. I tecnici sono al lavoro per istituire un servizio sostitutivo. Nelle tratte tra Merano e Naturno e tra Malles e Laces i treni circolano secondo quanto previsto dall’orario. Non appena gli alberi saranno rimossi, il servizio riprenderà regolarmente.

LOMBARDIA

Giornata di superlavoro ieri per le sale operative 118 della Lombardia e soprattutto per le Centrali Uniche di Risposta dell’ 1.1.2.  Queste ultime hanno  ricevuto complessivamente 33.205 telefonate, rispetto a una media giornaliera di circa 13mila.  Nel dettaglio, 12.162 chiamate alla centrale di Brescia, che serve anche Sondrio, Lodi Mantova Cremona e Pavia (in tempi normali la media giornaliera è circa 3800)  9419 a Milano, che serve tutta la provincia di Milano (media di un giorno comune: 5.200) e 11624  a Varese, che serve anche Lecco, Como, Bergamo e Monza Brianza (media giornaliera: 4100). Il numero maggiore di chiamate ha riguardato i Vigili del Fuoco. Per quanto riguarda le Sale Operative 118 di Milano, Bergamo, Pavia e Como, non si sono registrate particolari criticità. Gli unici problemi hanno riguardato la logistica: i mezzi di soccorso in diversi casi hanno faticato a raggiungere il posto degli eventi per le difficoltà viabilistiche e il traffico congestionato.

Stalle e abitazioni scoperchiate, serre distrutte, allagamenti e un agricoltore ferito da una pianta che gli è caduta addosso: è pesante la conta dei danni provocati dal forte vento e dalla pioggia battente che hanno colpito la Lombardia. E’ quanto emerge da un primo monitoraggio della Coldiretti regionale sugli effetti del maltempo che ha flagellato la regione nelle ultime ore.  Particolarmente critica la situazione nella Bergamasca che, dopo la frana in Val di Scalve, ha dovuto fare i conti con tempeste di vento che hanno interessato diverse aree della provincia.

Una violenta tromba d’aria si è abbattuta su un’ampia striscia di territorio tra Casirate (Bergamo) e Rivolta d’Adda (Cremona), sradicando alberi e danneggiando aziende agricole e coltivazioni, oltre a numerose residenze private. Un coltivatore di Casirate (BG) è stato travolto da una pianta strappata dal vento mentre si trovava nei campi. “Abbiamo trascorso tutta la notte qui, al lavoro, per cercare di salvare almeno il fieno – racconta Luigi Beretta, agricoltore di Rivolta – Le raffiche hanno scoperchiato la stalla e il portico, danneggiando in maniera pesante anche la copertura della casa. E’ un danno enorme, per noi e anche per le aziende vicine”.  Come per la cascina di Antonio Messa, sempre a Rivolta, dove il tetto è stato ridotto a uno scheletro di assi.

Un’altra tromba d’aria – spiega la Coldiretti regionale – si è portata via il tetto di una cascina a Canonica (Bergamo), allagando anche l’abitazione, che si trova proprio alla confluenza di Adda e Brembo dove i livelli dei due fiumi sono sorvegliati speciali. Danni per l’azione combinata di vento e pioggia si sono registrati nel Bergamasco anche a Fara Gera d’Adda, dove il crollo di un cascinale ha distrutto un trattore e un’automobile, a Isola di Fronda dove hanno ceduto depositi di fieno e una stalla è rimasta isolata e a Vigolo, dove è stato distrutto un impianto di luppolo appena realizzato. Serre sono state abbattute dal maltempo a San Paolo d’Argon.

Duecento ettari di campi, 80 dei quali coltivati a cereali, sono stati completamente sommersi dall’esondazione del Chiese ad Asola, in provincia di Mantova, ma allagamenti – chiarisce la Coldiretti Lombardia – si registrano in numerose zone del Bresciano, in particolare tra i comuni di Gardone Val Trompia e Marcheno per l’uscita dagli argini del Mella, ma anche a TremosineIseo e Manerbio. Chiuse numerose strade con difficoltà nei collegamenti in Valtellina e con pascoli e terreni allagati.

In un allevamento di polli nel Meratese (Lecco) il vento ha divelto i finestroni: solo il pronto intervento degli agricoltori ha salvato gli animali dall’annegamento. Il Basso Lecchese è stato investito in pieno dal maltempo, ma non sono mancati danni ingenti anche nell’Alto Lago e nel Comasco. “Un autentico fortunale”, commenta Roberto Magni, floricoltore lecchese, a proposito della tempesta che ha colpito in particolare i vivai e le colture ortoflorovivaistiche. Ad Abbadia Lariana sono andati distrutti anche alcuni vigneti.

Diversi imprenditori con trattori – spiega la Coldiretti – si sono messi a disposizione delle autorità comunali e della Protezione civile su tutto il territorio lombardo per spostare i tronchi dalle carreggiate. “Io sono intervenuto a Concorezzo – dichiara Giuliano Fumagalli, coltivatore di Vimercate in provincia di Monza e Brianza -. Qui nel territorio ha fatto danni soprattutto il vento su coperture e vetrate. Sono caduti molti alberi e ci siamo dati da fare per spostarli e liberare le strade”.

Intanto, il livello idrometrico del fiume Po è già salito di 5 metri nelle ultime 48 ore per effetto delle intense precipitazioni. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti nella mattina del 30 ottobre al Ponte della Becca (Pavia) dove il livello del grande fiume è passato da -2,61 a +2,41 metri sopra lo zero idrometrico.

PREVISIONI METEO

Frane, nubifragi, mareggiate, e vento hanno flagellato tutte le regioni, provocando purtroppo anche vittime. Ora il tempo è pronto a peggiorare nuovamente. Il team del sito www.iLMeteo.it avvisa che da mercoledì 31 Ottobre una nuova perturbazione atlantica sospinta da venti occidentali e alimentata dallo Scirocco comincerà ad interessare il Piemonte, la Liguria, e anche le due isole maggiori. Nelle prime ore di giovedì 1 Novembre, giorno di Ognissanti, nubifragi interesseranno il Nordovest e piogge via via più diffuse bagneranno tutte le regioni. Nel pomeriggio nubifragi ancora sull’arco alpino e prealpino del Triveneto e della Lombardia, ma non è finita qui. Venerdì 2 Novembre un nuovo fronte perturbato, causerà un nuovo intenso peggioramento del tempo con maltempo dalla Sicilia verso le regioni centrali e quindi tutto il Nord. Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito www.iLMeteo.it ci dice che nel weekend il tempo comincerà a migliorare da Est verso Ovest con ultime piogge al Nordovest, rimarrà piovoso e temporalesco soltanto sulla Sardegna e sulla Sicilia.

COLDIRETTI: ALBERI KILLER SENZA CURE

ll verde urbano pubblico in Italia è aumentato del 3,7% in un quinquennio ed ha raggiunto nei capoluoghi di provincia oltre 564 milioni di metri quadrati che corrispondono ad una disponibilità media di 31,1 metri quadri per abitante. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat in occasione della forte ondata di maltempo che ha provocato vittime anche a causa della caduta di rami e alberi killer favorita dalla ridotta e improvvisata manutenzione. Nelle città – sottolinea la Coldiretti – la disponibilità di verde varia dai 40,9 metri quadrati di Padova ai 29 di Bologna di 22 di Torino ai 17,9 di Milano fino ai 13,6 di Napoli ai 6,3 di Genova. Il verde pubblico è giustamente – sottolinea la Coldiretti – uno dei parametri che vengono utilizzati per valutare la vivibilità di un territorio e l’attenzione di una amministrazione per il benessere dei propri abitanti, ma questa valutazione non può essere disgiunta – sostiene la Coldiretti – dalla verifica delle risorse economiche e delle professionalità che vengono investite per la manutenzione e la corretta gestione di queste aree. Troppo spesso – precisa la Coldiretti – vengono realizzate aree a verde senza una adeguata scelta delle essenze più adatte a quel clima o a quel terreno o a quella posizione, di dimensioni inadeguate o sesti di impianto e distanze dal pronto effetto ma problematiche per la manutenzione. Altra tematica è quella della difesa fitosanitaria che è aumentata per l’aggressività di tanti patogeni introdotti negli anni da diverse parti del mondo, ma troppo spesso non affrontati adeguatamente, con conseguenze catastrofiche sulla bellezza dei luoghi, ma anche sulla loro sicurezza, con problemi di stabilità degli alberi. In questo contesto particolare attenzione va riposta alle potature e allo sviluppo degli apparati radicali. L’aumento delle aree verdi – conclude la Coldiretti – va accompagnato da una attenta cura che spesso si scontra con i tagli finanziari che molte amministrazioni, in tempi di crisi, sono costrette ad operare sulla gestione del verde pubblico.



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