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Saviore dell’Adamello, il Parco paga le gomme tagliate a Malga Lincino

martedì, 11 agosto 2020

Saviore dell’Adamello – Il Parco dell’Adamello pagherà tutte le spese per la riparazione delle gomme e della carrozzeria delle auto danneggiate domenica nella zona di Malga Lincino a Saviore dell’Adamello. Lo hanno deciso questa mattina l’assessore della Comunità montana di Vallecamonica Massimo Maugeri, il presidente Sandro Bonomelli e il sindaco di Saviore Serena Morgani. Quanto accaduto ha scosso sia le istituzioni sia i cittadini camuni. Che, senza indugi, hanno deciso non solo di condannare il gesto, ma anche di provare a scusarsi con un atto concreto.

parco adamelloRiteniamo che quanto successo sia un fatto spregevole da condannare – dichiara Maugeri -, ma anche un potenziale danno di immagine per l’intera Valcamonica. Da anni si cerca di investire sul turismo quale traino per la nostra economia e atti come questo rischiano di buttare all’aria il lavoro di tante persone. Speriamo che i carabinieri riescano a individuare i responsabili, ma nel frattempo riteniamo di dover fare la nostra parte affinché un atto così scellerato non si ripercuota negativamente sul flusso di persone che vengono a visitare le nostre montagne”.

Da qui la decisione: il Parco dell’Adamello si farà carico delle spese che gli automobilisti avrebbero dovuto pagare per il trasporto con il carro attrezzi e la riparazione delle gomme.

Il nuovo corso avviato dal Parco dell’Adamello ha, tra gli obiettivi, lo sviluppo della conoscenza e del turismo puntando sulle bellezze del territorio e sull’ospitalità della gente, non certo rappresentata dal gesto di chi ha pensato di tagliare le gomme a venti auto per risolvere i propri problemi.

Siamo consapevoli che portare turisti in altura significa non solo far lavorare i rifugi – conclude l’assessore al Parco della Comunità montana -, ma anche dare l’opportunità agli allevatori di avere una ulteriore possibilità di vendita dei propri prodotti e di conoscenza delle proprie aziende. In futuro ci adopereremo affinché tutti acquisiscano questa consapevolezza e siano pronti a sfruttarla al meglio”.

Sull’episodio intanto continuano le indagini dei carabinieri: sospettati alcuni malgari della zona, che non avrebbero gradito l’afflusso e i numerosi posteggi dei turisti a ridosso dei loro terreni, non sono escluse comunque altre piste con un episodio che crea danni anche d’immagine a una zona che deve già convivere con un’estate resa ancora più difficile a livello turistico da lockdown e limitazioni anti-Covid.



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