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Bozza Dpcm, verso una mazzata per lo sport: impianti da sci chiusi fino al 15 febbraio, stop di due mesi a piscine e palestre

giovedì, 14 gennaio 2021

Madonna di Campiglio – La riapertura delle strutture sportive, promessa dal ministro Spadafora a fine 2020 per il mese di gennaio, non ci sarà. Nella bozza del Dpcm che il Governo si appresta a varare è infatti prevista una nuova stretta per impianti sciistici, piscine e palestre.

Gli impianti da sci resteranno chiusi almeno fino al 15 febbraio in parallelo agli stop degli spostamenti tra Regioni, rinviando l’annunciata apertura per il 18 gennaio. Evitata così la riapertura per i residenti auspicata da quei pochi territori che dopo il monitoraggio di domani di Governo e Iss si sarebbero ritrovati in zona gialla. L’Alto Adige nei giorni scorsi aveva annunciato un’ordinanza ad hoc in vista da lunedì, ma adesso il quadro potrebbe cambiare anche nella Provincia Autonoma. La stagione invernale 2020/2021 per molti rischia di non iniziare nemmeno. Inoltre l’incertezza non finirà a metà febbraio, visto che nel testo si precisa che dal 15 febbraio potranno aprire gli impianti “solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle province autonome e validate dal Comitato tecnico scientifico, rivolte ad evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti”. Le linee guida sono già state sottoposte a più riprese dalle Regioni, ma nessuna risposta è stata data dal Cts dopo il primo no all’iniziale proposta di dicembre.

Ancora più duro il provvedimento dell’Esecutivo per le palestre e le piscine, per le quali se ne riparlerà dopo il 5 marzo. In generale, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, a prevalere è la linea dura con l’asporto nei “bar senza cucina” vietato dalle 18. Riaprono i musei in zona gialla. Domani molte regioni potrebbero essere declassati tra zona rossa o arancione con la pubblicazione del nuovo monitoraggio, dal quale il ministero della Salute stabilirà i colori delle regioni. La didattica a distanza proseguirà al 50% tranne che nelle zone rosse. Viene istituita una quarta fascia, la zona bianca, con diverse riaperture ma per entrarci servirà molto tempo: le Regioni dovranno avere per due settimane di fila un tasso di incidenza inferiore ai 50 positivi ogni 100mila abitanti. Governo irremovibile anche sul coprifuoco dalle 22 alle 5. Tra le attività, ripartono le crociere mentre anche i cinema rimangono fermi.

Confermata poi la limitazione a poter ricevere in casa solo due persone, eventualmente con bambini sotto i 14 anni o disabili, una volta al giorno. Ugualmente ci si potrà muovere, sempre in due, per andare a trovare amici o familiari. Se ci si trova in zona gialla lo spostamento sarà consentito nell’ambito dei confini regionali, in zona arancione o rossa invece non si potrà comunqe uscire dal Comune.

Quella che verrebbe data dal Dpcm sarebbe l’ennesima mazzata per cittadini e imprese, alle prese con la catastrofe socio-economica generata dai provvedimenti inefficaci quanto contraddittori: a meno di clamorosi dietrofront, per le prossime ore è attesa la firma sul provvedimento. Sull’arco alpino, tutta la stagione sciistica, già presentata ieri da ANEF come “a serio rischio”, salterebbe per gran parte dei comprensori.



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