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Orsi in Trentino: catturata, radiocollarata e rilasciata una femmina sul monte Peller

mercoledì, 29 luglio 2020

Cles – Orsi, catturata, radiocollarata e rilasciata una femmina sul monte Peller. Il Corpo forestale provinciale prosegue l’attività di  monotoraggio.

Orsi Trentino 1Non c’è solo M49 ad impegnare il Corpo forestale trentino in questi giorni. La notta scorsa infatti le attività di monitoraggio e presidio dell’area del Monte Peller attuate dopo il ferimento di due uomini lo scorso 22 giugno hanno dato un importante risultato. E’ stata infatti catturata, radiocollarata e – come prevede il protocollo – subito rilasciata un’orsa adulta accompagnata da tre cuccioli.

La notizia è stata comunicata personalmente al ministro all’ambiente dal presidente della Provincia autonoma di Trento. Maurizio Fugatti, ricordando che si attendono ora i risultati delle analisi genetiche, disponibili tra qualche giorno.

I forestali hanno utilizzato le tecniche più moderne disponibili (genetica, fototrappolaggio) avvalendosi poi della conoscenza della zona e di una serie di informazioni acquisite nel tempo relative alle abitudini ed agli spostamenti degli orsi. Questo ha permesso di individuare i siti più idonei a raggiungere l’obiettivo della cattura ma anche di concentrare le attenzioni su determinati esemplari.

“E’ stato così possibile – spiegano gli esperti del Servizio foreste e fauna – pur in un territorio vasto ed articolato e con numerosi plantigradi presenti, marcare con radiocollare in un tempo relativamente breve un primo soggetto con le caratteristiche dell’esemplare protagonista del recente attacco”. “Solo le analisi genetiche però – sottolineano i forestali – consentiranno di conoscere l’identità dell’animale che è in buona salute e pesa 110 chilogrammi“

Le operazioni si sono svolte seguendo un protocollo preciso e consolidato. “Voglio ringraziare il personale forestale della squadra di cattura, quello di supporto e di presidio territoriale, i tecnici veterinari – commenta il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti,  unendosi al dottor Romano Masè, che ha presenziato personalmente alle attività di cattura di questo esemplare – per la professionalità dimostrata e per il grande lavoro condotto a presidio del territorio, a supporto delle persone che lo frequentano e nell’organizzazione delle attività mirate di cattura per radiocollaraggio e monitoraggio”.



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