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Trentino in zona arancione: furia di bar, ristoranti e stazioni sciistiche

venerdì, 12 febbraio 2021

Madonna di Campiglio – Dopo mesi trascorsi in zona gialla, è arrivata la beffa per il Trentino che alle porte dell’inizio previsto della stagione sciistica vede il passaggio in zona arancione con il monitoraggio odierno della Cabina di Regia da parte di Iss e Ministero della Salute: nelle prossime ore l’ordinanza con il regime ancor più restrittivo rispetto al lockdown da zona gialla entrerà in vigore nella giornata di lunedì, come precisato dal governatore Maurizio Fugatti, “per rispetto delle attività che hanno investito in vista dell’apertura di domenica 14”, come bar e ristoranti, anche se l’ordinanza di Speranza dovesse riportare la zona arancione già da domenica.

Il presidente della Provincia ha espresso rammarico per la nuova classificazione, escludendo però eventuali strappi e funghe in avanti: “Non si tratta di una scelta politica, ma è una classificazione in base ai parametri. Non farò ordinanze contrarie, ci muoviamo con serietà”, ha commentato. Il salvataggio del giorno di San Valentino non basta per Bar e ristoranti, già sull’orlo del baratro a causa delle vigenti limitazioni anti-Covid e che ora dovranno richiudere.

Poco tranquilli anche gli animi degli operatori nelle località sciistiche, che dopo mesi di rinvii senza basi scientifiche e prese in giro, nonostante un rigido protocollo da rispettare, stavolta credevano davvero nella riapertura degli impianti durante la prossima settimana. Nei comprensori erano stati messi a punto investimenti ingenti per garantire l’apertura in sicurezza, anche molte strutture ricettive si erano attrezzate per poter accogliere i turisti coi meccanismi di prenotazione che si erano già messi in moto da giorni: la doccia fredda odierna appare come l’ennesimo colpo rifilato a un settore sempre più in ginocchio e che con ogni probabilità deve salutare la stagione 2020/2021 senza un solo giorno di apertura per lo sci amatoriale.

Nel mirino non finisce solo il Governo nazionale ma anche la Politica locale: “Possibile che non si fosse saputo del pericolo di declassamento qualche giorno fa, essendo i criteri e i dati nosti anche alla Giunta provinciale? Si sarebbero potuti evitare giorni di lavoro inutile e soprattutto non si sarebbero alimentate vane speranze…”, il commento generale degli operatori.



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