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L’orso danneggia altri allevamenti in Valtellina

domenica, 14 giugno 2020

Mazzo – In Valtellina si registrano altri danni ad allevamenti, in particolare di ovini. Dopo la razzia messa a segno in località Alp a Grosio con quattro pecore sbranate, altri episodi sono stati registrati nelle ultime giornate a Grosotto e a Mazzo sul versante del Mortirolo. orso

Nelle ultime settimane numerosi sono stati gli avvistamenti di orso, dal Passo Tonale (foto) alla zona della Paganella e a Calliano in Trentino, poi in Alta Valle Camonica e in Valtellina.

Il bilancio delle predazioni in Valtellina è di dieci pecore uccise e due disperse. Gli allevatori hanno denunciato i danni subiti, mentre gli esperti hanno già effettuato i prelievi sulle pecore sbranate e i risultati del Dna servirà a classificare l’orso che non è radiocollarato, quindi non si conosce la sua provenienza. Finora sono state avanzate diverse ipotesi: potrebbe essere l’orso che ha già lasciato il segno in Valle Camonica e che si era spostato dal Trentino, oppure quello che era stato immortalato a Livigno un mese e mezzo fa e che si sposta tra il piccolo Tibet Lombardo e il Canton Grigioni. I Forestali confrontano quotidianamente i dati raccolti.

Intanto cresce la prevenzione: il primo sindaco ad invitare gli allevatori a recintare le zone dove sono custode le pecore, così da prevenire le razzie del plantigrado, è stato quello di Grosio. Altri sindaci valtellinesi hanno emesso l’invito agli allevatori. Chi ha subito danni avrà comunque i risarcimenti, come previsto dalle disposizioni di Regione Lombardia.



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