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Coronavirus, il Trentino si prepara ad un “autunno caldo”

lunedì, 24 agosto 2020

Trento – Approvvigionamenti di mascherine, guanti, disinfettante, ma soprattutto aspetti organizzativi e logistici che riguardano le scuole come pure le Rsa. Sono tanti i punti affrontati stamani dalla Task Force provinciale convocata dal presidente della Provincia autonoma di Trento, presente l’assessore provinciale alla salute, Stefania Segnana.

tamponi coronavirus mediciL’obiettivo principale rimane quello di inibire al massimo la diffusione del contagio del virus, che le recenti cronache legate al fenomeno del rientro dalle vacanze all’estero dimostrano ancora molto attivo.

Prevenzione dunque, attraverso regole igieniche ferree e l’uso di dispositivi di protezione uniti al distanziamento che rimane una delle misure più efficaci stante l’assenza di vaccini anti Covid 19.

Sul fronte della scuola, l’invito forte della Provincia nei confronti del corpo docente è di partecipare alla campagna screening a loro indirizzata e che parte proprio oggi. Analoga responsabilità naturalmente è in capo alle famiglie, posto che è proprio all’interno dei nuclei familiari che aumenta la possibilità di trasmissione del contagio: comportamenti corretti dunque e immediata comunicazione alle autorità sanitarie se si hanno sintomi ma anche se ci si è imbattuti in comportamenti a rischio sono le parole d’ordine.

Altro tema particolarmente delicato riguarda come noto gli anziani. Nelle Rsa sono stati predisposti singoli piani che sono stati analizzati dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari e che analizzano la corretta interazione fra ospiti, sanitari e parenti in visita. Gli esperti dell’Azienda sanitaria a questo proposito hanno lanciato un forte appello, indirizzato a chi rientra dalle vacanze e che non deve dimenticare la fragilità di ammalati o anziani rimasti a casa. Grande cautela dunque e, se c’è stata la frequentazione di locali affollati come le sale da ballo ad esempio, è fondamentale mantenere almeno un metro e mezzo di distanza dalle persone più fragili, almeno per 14 giorni.

Tornando alle Rsa, l’attenzione è sempre massima, specie considerando una capacità di accoglienza che è molto alta rispetto ai parametri nazionali (circa 5500 ospiti). La misura al momento più efficace rimane quella di evitare che il virus riesca ad entrare: se ciò accadesse, i piani prevedono le procedure per isolare immediatamente i casi. Sempre Apss ha ricordato che in questi mesi circa 4800 sono rimasti indenni dal Covid 19.



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