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Cgil del Trentino, le decisioni prese nell’assemblea generale

giovedì, 17 settembre 2020

Besenello – La crisi sociale ed economica scaturita dalle misure anti-Covid preoccupano anche i sindacati trentini. Il comitato direttivo e l’assemblea generale della CGIL del Trentino, riuniti oggi presso la Fly Music Arena di Besenello, per l’approvazione del bilancio consuntivo 2019 e per discutere della situazione sociale, economica e politica internazionale e locale anche alla luce del perdurare di una grave condizione di incertezza hanno affermato nel documento finale:

Cgil - Trentino“- l’urgenza che, di fronte all’aumento dei contagi registrati nelle ultime settimane anche nei luoghi di lavoro in Trentino, in particolare nel settore agricolo, in quello della lavorazione delle carni e nel sistema di istruzione, la Giunta provinciale risponda alla richiesta congiunta di Cgil Cisl Uil e del Coordinamento provinciale imprenditori di aprire un confronto sulle strategie per il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 in vista dell’autunno e dell’inverno; a questo proposito la Giunta Fugatti, che con un atto unilaterale ha deciso di chiudere il tavolo Covid-19 tra le parti sociali all’interno del Comitato provinciale di Coordinamento salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, deve mettere a disposizione delle strutture della sanità pubblica e territoriale tutte le risorse umane, organizzative e finanziarie necessarie ad evitare il ripetersi di nuove chiusure e nuove forme di confinamento, scongiurando quindi sia una interruzione delle attività produttive che risulterebbe esiziale per la nostra economia, sia ogni potenziale rischio di sovraccarico del sistema sanitario provinciale che lascerebbe senza cure migliaia di cittadine e cittadini;

- la centralità del sistema di istruzione pubblica che, a partire dalla ripresa delle attività didattiche, formative ed educative in presenza di pochi giorni fa, è chiamato ad uno sforzo straordinario per garantire il pieno esercizio, anche ai tempi del Covid-19, del proprio insostituibile ruolo sociale, con un impegno che graverà in particolar modo su tutto il personale della scuola e della formazione, anche quello dei servizi in appalto, sulle studentesse e sugli studenti, sulle bambine e sui bambini e sulle loro famiglie; anche per questo motivo chiediamo il pieno coinvolgimento delle organizzazioni sindacali di settore nella gestione di questa delicata fase per il mondo della scuola trentina e nuovi massicci investimenti per garantire salute e sicurezza al mondo della scuola, nonché la prevenzione del rischio di diventare il vettore esponenziale del contagio;

- l’invito a tutti i cittadini trentini di recarsi alle urne nei giorni del 20 e 21 settembre per esercitare il proprio diritto/dovere democratico rispetto al quesito del referendum confermativo della riforma costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari e rispetto alle elezioni di ben 156 sindaci a livello provinciale; nel voto amministrativo di domenica e lunedì va valorizzata la presenza delle donne dentro le liste elettorali votando almeno un uomo e una donna e più che enfatizzare gli effetti sul quadro politico provinciale, vanno valutati i programmi dei singoli candidati per l’amministrazione dei propri comuni e gli impegni concreti ad andare oltre la mera logica campanilistica per disegnare un Trentino che ripudi ogni deriva populista e ogni tentativo di divisione tra aree urbane e valli e che, sia nelle città che nei paesi, sappia essere accogliente, solidale, giusto;

- l’impegno a definire insieme a Cisl e Uil del Trentino, in un percorso unitario che va valorizzato ad ogni livello dell’organizzazione, un documento di priorità per il superamento della crisi economica in atto a livello provinciale, per il rafforzamento della crescita economica, per la sostenibilità dello sviluppo locale, per l’innalzamento della qualità della domanda di lavoro e per il consolidamento di un sistema di welfare moderno e sempre più inclusivo, anche attraverso un piano di rafforzamento della PA, ad una revisione dell’assetto istituzionale trentino e grazie ad un utilizzo lungimirante delle risorse europe stanziate dal programma dell’Unione europea “Next Generation EU” che va concertato con tutte le parti sociali; anche sulla base dei recenti dati sul calo della produttività del lavoro in Trentino – un campanello d’allarme che segnala la scarsa propensione delle aziende locali ad investire sul capitale umano, su quello fisico e sui processi di innovazione a differenza di quanto accade per esempio in Alto Adige – va aperto un confronto diretto con le associazioni datoriali provinciali per l’auspicata condivisione di misure ed interventi in materia di contrattazione decentrata, politiche industriali e di sviluppo e di politiche del lavoro, a partire dalla qualificazione dei sistemi di condizionalità e dal potenziamento dei servizi pubblici per l’impiego, sulla base di una piattaforma da definire in vista dell’assemblea dei delegati di Cgil Cisl Uil del Trentino che si terrà il prossimo 8 ottobre;

- la necessità di garantire il massimo sostegno da parte di tutta l’organizzazione alle lavoratrici ed ai lavoratori coinvolti nelle diverse vertenze aperte a livello locale, ciascuna delle quali rappresenta in piccolo la sfida più generale del sindacato confederale trentino proteso a rafforzare la qualità dell’occupazione, migliorare le condizioni del lavoro e innalzare le retribuzioni medie, oggi più basse di quelle del Nordest;

a questo proposito appoggiamo 

  • gli sforzi delle categorie dell’agricoltura per il contrasto ad un’eventuale reintroduzione dei voucher semplificati a difesa del Ccnl di settore e a supporto di nuove forme di lavoro come i contratti di rete, 
  • la battaglia per il riposo festivo e domenicale nel settore del commercio anche e soprattutto attraverso la definizione di una norma di attuazione sugli orari dei negozi e la definizione di un contratto collettivo provinciale per il settore del commercio e dei servizi, 
  • la mobilitazione contrattuale dei dipendenti del settore del trasporto pubblico locale, degli addetti della sanità privata e di quelli provinciali delle autonomie locali, della scuola e della sanità ai quali non solo non è stato ancora rinnovato il contratto di lavoro nel rispetto del protocollo PAT-sindacati del 13 gennaio ma non è stata neppure riconosciuta l’indennità di vacanza contrattuale, 
  • la difesa della corretta applicazione del ccpl dell’edilizia per la copertura a carico dei datori di lavoro del periodo di carenza della malattia dei lavoratori e per l’integrale applicazione delle norme su salute e sicurezza, 
  • le richieste di addetti e professionisti, spesso precari e parasubordinati, della cultura e dello spettacolo fortemente colpiti dagli effetti della pandemia, 
  • la piattaforma dei sindacati dei pensionati che reclamano maggiori investimenti da parte della Provincia sul nuovo modello di welfare anziani, sui servizi sanitari di base, sulla domiciliarità e sullo sviluppo delle tecnologie digitali nell’assistenza; 
  • gli scioperi dei dipendenti Sicor che lottando per il mantenimento dei livelli retributivi – conquistati in anni di contrattazione collettiva oggi ingiustamente azzerata da un’azienda sana e costantemente in utile – difendono la propria dignità e quella di tutte le operaie e gli operai in Trentino;

- unire tutte queste vertenze sotto una comune idea di sviluppo del Trentino è fondamentale per ritrovare appieno l’unità e la solidarietà tra tutte le lavoratrici ed i lavoratori, le pensionate e i pensionati in Trentino e rafforzare le organizzazioni confederali nel confronto quotidiano con le controparti datoriali e con le istituzioni provinciali;

- il pieno appoggio alle iniziative della CGIL nazionale in particolare per quanto riguarda il confronto con il Governo nazionale sulle politiche di sviluppo e del welfare e con la Confindustria in difesa del contratto collettivo nazionale di lavoro, a supporto delle quali si terranno domani in tutta Italia e anche in Trentino manifestazioni unitarie come stimolo alla ripresa di una dialogo proficuo tra parti sociali, istituzioni nazionali e associazioni datoriali; a ciò si aggiunge la condivisione dei percorsi di confronto all’interno della nostra confederazione quali la conferenza programmatica prevista per l’autunno e la conferenza di organizzazione da tenersi indicativamente nella primavera 2021″.



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