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Assemblea Periti Industriali Trentini, Bendinelli e Rossi: “Innovazione e nuovi percorsi formativi”

sabato, 29 aprile 2017

Trento – Nuovi percorsi formativi e il trilinguismo, le sfide che attendono i Periti Industriali Trentini. ”Metteremo a disposizione di imprese e professionisti voucher per un valore complessivo di circa 3-4 milioni di euro, per dare loro la possibilità di imparare le lingue. Puntare sul trilinguismo, evitando di cadere nell’errore di trascurare la lingua tedesca per dedicarsi unicamente all’inglese, nel mondo del lavoro significa crearsi nuove opportunità ed aprirsi nuovi mercati”. È questa la proposta che il presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi ha fatto ai Periti Industriali della Provincia di Trento al convegno, dal titolo “Futuro Globale”, organizzato dal Collegio nell’auditorium di Interbrennero.

“Il dualismo e la contrapposizione fra formazione umanistica e tecnico professionale – ha aggiunto – va superato, è uno dei mali del nostro paese. Nel mondo tedesco questa frizione non esiste, lì i percorsi formativi tecnico hanno la stessa dignità di quelli umanistici, si tratta di abilità diverse, ma con identico riconoscimento sociale”.

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“Il futuro dei periti industriali iscritti all’Albo – spiega il presidente del Collegio dei periti industriali di Trento Lorenzo Bendinelli –, come quello di tutte le professioni intellettuali si basa su innovazione, formazione ricerca e sviluppo. Noi crediamo molto in questo orientamento ed è per migliorare la nostra formazione ed innovare, che alla nostra assemblea di venerdì parleremo di questi temi chiave”. Il collegio dei periti industriali conta in provincia di Trento circa 1200 iscritti ed è guidato da otto anni da Lorenzo Bendinelli.

Al convegno sono inoltre intervenuti Enrico Zaninotto, professore ordinario di Economia e gestione delle imprese industriali; Maria Silvia Boccardi, dirigente Liceo Linguistico “Sophie Scholl”; Paolo Dalvit, dirigente dell’ITT Buonarroti – Pozzo.

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In rappresentanza di Confindustria è intervenuto Marco Giglioli, mentre categoria dei periti industriali era rappresentato dal presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali, Giampiero Giovannetti, ed dal presidente dell’Eppi, la cassa previdenziale della categoria, Valerio Bignami. (Nella foto sotto il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, e Lorenzo Bendinelli)

Il presidente nazionale Giampiero Giovannetti ha illustrato all’assemblea le prospettive che si aprono nei percorsi di ingresso all’Albo dei Periti Industriali. Avendo il congresso del novembre 2014 fissato una qualificazione del percorso formativo destinata a passare per una laurea triennale, il Consiglio Nazionale sta operando affinché la sperimentazione di questo nuovo iter abilitante alla professione, abbia inizio nel 2018 con la fase di sperimentazione. Si tratta di un innalzamento delle competenze e quindi della qualità delle prestazioni professionali dei Periti Industriali. Per arrivare a questo nuovo percorso formativo professionalizzante il Miur darà vita a settembre ad una cabina di regia.

Il dirigente dell’Istituto Tecnico Tecnologico Buonarroti – Pozzo Paolo Dalvit ha invece citato l’esempio della Cina come paese che ha “scardinato” il mercato mondiale, forte di un Pil cresciuto di dieci volte negli ultimi dieci anni. Oggi vale il 14,8% del totale mondiale. Il futuro quindi, per i tecnici, sarà globale e richiederà competenze sempre più complesse e forza lavoro estremamente qualificata. Bisognerà quindi predisporre itinerari formativi in cui si dovranno preparare dei tecnici con solide basi scientifiche, tecniche e tecnologiche, suggerendo di allargare le menti e predisporre una formazione aperta a 360 gradi.

La voce accademica è stata quella di Enrico Zaninotto, docente del Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Trento, il quale ha evidenziato che il percorso accademico, in termini di occupazione, continua ad essere premiante e che non a caso vi è un forte incremento di donne laureate ed occupate. La nota dolente riguarda la mancanza di connessioni fra il mondo accademico e quello del lavoro, anche perché nel nostro paese è del tutto assente la formazione professionale terziaria, come quella tedesca, più volte citata in apertura di convegno dal moderatore riprendendo alcuni passaggi di un’intervista rilasciata da Romano Prodi a “Opificium”, la rivista del Cnpi. In chiusura ha lanciato una provocazione, smarcando l’Università dall’onere di occuparsi di determinati percorsi formativi.

Dell’importanza del trilinguismo ha parlato Maria Silvia Boccardi, dirigente del Liceo Linguistico Sophie Scholl. Ne ha ribadito l’importanza, ricordando come in ambito scolastico locale, le competenze della scuola superiore siano, sia per quanto concerne la lingua tedesca sia per quanto riguarda quella inglese, fissate in media al livello B1 e che bisogna puntare a portalo almeno fino al B2. Ha altresì sottolineato come sia importante lo studio del tedesco per una provincia come il Trentino, dove andrebbe studiato fino ai 18 anni.

L’industria trentina sta migliorando le proprie prospettive dopo il periodo buio seguito alla crisi economica, ha sottolineato Marco Giglioli, presidente del Comitato di Piccola Industria in Confindustria. «Dal 2016 c’è un leggero incremento di produttività, – ha affermato – questo induce a guardare al futuro con ottimismo, ma anche consapevoli del fatto che siamo di fronte ad una nuova rivoluzione. Siamo alle soglie dell’industria 4.0, per la quale dovremo cambiare le nostre competenze, ripensando i processi produttivi alla luce della nuova era cibernetica. I giovani che saranno formati dagli istituti tecnici e tecnologici dovranno possedere competenze trasversali. In sintesi fare le cose vecchie in modo nuovo».

Anche il presidente dell’Eppi, la cassa di previdenza della categoria, ricordando le criticità che inevitabilmente anche il suo istituto deve fronteggiare e le prospettive per nulla rosee che attendono le nuove generazioni, ha ribadito l’importanza di “contaminare” i saperi, miscelando la cultura umanistica con quella tecnico scientifica.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi che, proprio in tema di futuro e giovani, ha parlato di trilinguismo come fattore di competitività del territorio e di qualificazione del professionista in un contesto economico e sociale sempre più globale: “La conoscenze delle lingue straniere, e del tedesco particolare, è una necessità per un territorio che vuole essere competitivo in futuro. Il Trentino, rispetto all’Alto Adige, evidenzia uno svantaggio competitivo determinato in gran parte dalle esportazioni delle imprese altoatesine verso il mondo tedesco. In questi anni abbiamo lavorato per dotare la scuola trentina e quindi la formazione delle nuove generazioni di strumenti e opportunità nuove per l’apprendimento della seconda lingua e del tedesco, con l’obiettivo di aprire la scuola al mercato del lavoro e alle aziende. Abbiamo la consapevolezza che il vero valore per un’azienda è il capitale umano e siamo determinati a fare di tutto per preparare al meglio i giovani e a mettere le imprese nelle condizioni di innovare e valorizzare questa risorsa unica”.

Il presidente Rossi ha difeso il lavoro della giunta che in questa legislatura ha visto l’avvio in forma strutturata del trilinguismo nelle scuole trentine. “Ancora oggi – ha detto il presidente Ugo Rossi – ci troviamo di fronte ad una forma di pregiudizio ideologico secondo il quale l’introduzione a sistema dell’insegnamento della lingua tedesca è una forma di imposizione di una cultura nostalgica. Ciò non corrisponde al vero, perché la necessità di conoscere il tedesco è, al contrario, evidenziata dai numeri. Trentino ed Alto Adige sono economie molto simili ma il vantaggio competitivo dell’Alto Adige nei confronti del Trentino è dovuto dalle esportazioni delle imprese verso il mondo tedesco. Se vogliamo crescere, dobbiamo innanzitutto affacciarci ai questi mercati a noi più vicini e più favorevoli”.

Rossi ha poi risposto ad un secondo pregiudizio ideologico, ovvero che al miglioramento delle competenze specifiche e linguistiche si associa la diminuzione dell’apprendimento delle altre materie: “La conoscenza della lingua straniera è un fattore di vantaggio per i giovani che così possono competere ed affermare le proprie competenze in un mercato del lavoro sempre più globale”.

La riforma della scuola trentina e l’introduzione del trilinguismo rappresentano – secondo il Governatore – è un’opportunità di crescita del sistema educativo e formativo della nostra provincia: “”In Trentino registriamo dei punti di eccellenza nella formazione e il nostro compito è di sostenere e rafforzare tali eccellenze. Abbiamo scelto di sviluppare un modello di formazione strutturato a poli sul territorio e capace di contaminare e farsi contaminare dalle imprese. Aprire le nostre scuole al mondo del lavoro e alle imprese è un obiettivo strategico. Allo stesso modo – ha concluso Ugo Rossi – dobbiamo far capire alle nostre imprese che il vero valore da preservare è il capitale umano e che quindi innovare significa anche investire nella formazione delle persone”.

Il presidente Rossi ha infine annunciato che a breve il Piano di apprendimento delle lingue prevederà, oltre ai voucher insegnanti per l’apprendimento delle lingue straniere, anche un voucher per professionisti e imprenditori con gli stessi obiettivi.


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