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Lo sviluppo delle aree sciabili di Campiglio e il piano territoriale delle Giudicarie dividono. Le ultime proposte

venerdì, 24 gennaio 2014

Madonna di Campiglio – Il batti e ribatti tra la Comunità delle Giudicarie, la Provincia Autonoma di Trento e le Associazioni ambientaliste sul piano territoriale e nel caso specifico la Val Nambino e l’area dei 5 Laghi prosegue a suon di incontri e conferenze stampa prosegue. La presidente della Comunità delle Giudicarie, Patrizia Ballardini, ha fatto alcune puntualizzazioni dopo aver spiegato i contenuti dell’Accordo di programma per il PTC approvato dall’Assemblea  della Comunità del 19 novembre.

“Il percorso del Documento Preliminare, che sintetizza criteri ed indirizzi per il Piano Territoriale di Comunità – osserva la presidente Ballardini – , è stato condotto con il costante coinvolgimento di tutti gli Amministratori. Senza ripercorrere passaggi noti, che hanno costellato un cammino iniziato insieme nel gennaio 2011, concentro l’attenzione sulla più recente delibera formale di approvazione del Documento, in occasione della Conferenza per l’Accordo quadro di programma per il PTC (che include Sindaci, Presidente Comunità, Presidente Parco Naturale Adamello Brenta e Provincia di Trento), datata 7 novembre 2013: 38 presenti, di cui 35 Sindaci; accordo approvato con il voto favorevole del Parco, della Comunità delle Giudicarie, della PAT e di 34 Sindaci (astenuto, senza motivazioni, il Comune di Darè)”.Mappa piste Campiglio Pinzolo

IL PIANO TERRITORIALE DELLE GIUDICARIE

Che cosa sono il “Piano Territoriale di Comunità” ed il “Documento Preliminare” al “Piano Territoriale di Comunità”?

Il “Piano territoriale di Comunità” (PTC), art. 21, L. P. 1/2008 è lo strumento di pianificazione del territorio della Comunità con il quale sono definite, sotto il profilo urbanistico e paesaggistico, le strategie per lo sviluppo sostenibile del rispettivo ambito territoriale nell’obiettivo di conseguire un elevato livello di competitività del sistema territoriale, di riequilibrio e di coesione sociale e di valorizzazione delle identità locali.

Il “Documento Preliminare” (DP) al “Piano Territoriale di Comunità” contiene ed illustra gli obiettivi generali e gli indirizzi che si intendono perseguire attraverso il PTC, che rappresenta lo strumento urbanistico che diventerà il riferimento per i Piani Regolatori Generali Comunali.

Il DP è stato costruito attraverso un confronto approfondito tra Comunità e Cittadini, Comuni, Ente Parco, rappresentanti sociali, economici, culturali, nell’ambito di un percorso realmente partecipato, partito con la fase di ascolto del territorio condotta in collaborazione con l’Università di Trento, e costellato da un susseguirsi di incontri.

La scelta della CdG: concentrare l’attenzione sugli ambiti di effettiva competenza della CdV, in base alla norma provinciale. Nella costruzione del Documento Preliminare si è scelto di focalizzare l’attenzione sulle aree di azione per le quali è possibile un intervento attraverso gli strumenti della Comunità di valle, tralasciando intenzionalmente l’approfondimento di aspetti certamente rilevanti ma esterni all’ambito di potenziale azione della Comunità

Oggi siamo solo in una fase preliminare, che ha portato alla costruzione di criteri ed indirizzi, frutto di un processo partecipativo che ha coinvolto i portatori di interesse del territorio.

Va evidenziato come il processo per la realizzazione del Piano Territoriale per la Comunità delle Giudicarie si trovi quindi ancora in una fase preliminare, dedicata, a partire anche dai contributi propositivi forniti dei vari portatori di interesse, alla definizione dei criteri e degli indirizzi generali per la formazione del Piano medesimo. In alcun modo, si può quindi oggi parlare di scelte definitive e di interventi “inseriti nel Piano Territoriale”.

Ribadiamo, come in questa fase iniziale che porterà all’adozione del Piano Territoriale, è importante sottolineare l’impegno della Comunità, dei Comuni e del PNAB per la salvaguardia del  territorio e dell’ambiente che sono un patrimonio essenziale per la nostra popolazione.

Va in ogni caso rimarcato come i criteri e gli indirizzi generali che sono stati oggetto dell’accordo di programma stipulato qualche giorno fa tra Comunità delle Giudicarie, Comuni, PNAB e PAT, costituiscano uno strumento di riferimento a partire dal quale, anche attraverso approfondimenti progressivi ed il contributo ulteriore dei vari portatori di interesse, si determineranno le scelte per la tutela e lo sviluppo socio economico del territorio che poi confluiranno nel Piano Territoriale.

 L’area di studio in zona Serodoli

Con particolare riferimento a quella che è diventata ‘la questione Serodoli’, innanzitutto va precisato che nell’Accordo quadro NON è stato inserito alcun ampliamento dell’area sciabile in località Serodoli. La Comunità delle Giudicarie si è fatta carico, come ritengo dovuto, di:

a)      Recepire un’istanza emersa dal percorso partecipativo di costruzione del Documento Preliminare/Criteri ed indirizzi per il PTC ;

b)      Condurre un approfondimento alla luce di quanto previsto dal PUP, che demanda alla Comunità la verifica rispetto ad un potenziale ampliamento in area Serodoli. Va correttamente rappresentato come il PUP abbia espressamente previsto “considerato che la delicatezza ambientale dell’area di Madonna di Campiglio (si pensi all’incontestabile pregio ambientale e forestale rispettivamente della Val Gelada e della zona di Malga Darè) non consente di individuare ipotesi ulteriori di piste significative, qualunque altra esigenza di nuove piste (come ad esempio quella proposta in località Serodoli) fuoriesce dalle priorità strategiche della Provincia e si configura come progetto locale di ampliamento del demanio sciabile, che andrà approfondita negli strumenti pianificatori territoriali.”

Alla luce di questo, la Comunità, nei ‘Criteri ed indirizzi per il PTC’ ha previsto un’area di studio in zona Serodoli ove condurre approfondimenti di tipo ambientale, economico e sociale, tramite professionista terzo specializzato. Per l’area di Serodoli nei predetti indirizzi e criteri è stata prevista “un’area di studio che sarà sottoposta a valutazioni ambientali, socio-economiche e strategiche. Solo se l’esito sarà positivo, potrà essere valutato l’inserimento nel PTC o suo stralcio (ex L.P. n. 25, 27 dicembre 2012) come ampliamento del demanio sciabile di Madonna di Campiglio e quindi del comprensorio sciistico Pinzolo – Madonna di Campiglio – Marilleva.”

All’esito del lavoro di approfondimento si valuterà  la potenziale opportunità di ampliamento, oppure si accantonerà quella che è stata sempre e solo una ipotesi.

 Il Bacino Montagnoli

Con riferimento al Bacino Montagnoli, che è stato indicato come scempio ambientale promosso dalla Comunità delle Giudicarie, si precisa che la Comunità delle Giudicarie non c’entra nulla in tutto il percorso che ha portato a questa scelta e nei criteri ed indirizzi per il PTC non vi è alcun riferimento a questo intervento. Quindi il bacino di Montagnoli non ha alcuna attinenza con il Piano Territoriale.

 

I principi di fondo alla base del Documento preliminare

 La sostenibilità dello sviluppo, declinata attraverso alcuni indirizzi di rilevanza urbanistica che si integrano in modo complementare:

Costruire un nuovo modello di sviluppo turistico, che coinvolga tutte le Giudicarie, valorizzando le peculiarità delle diverse aree;

porre al centro ‘il paesaggio’, quale prezioso sistema di significati e segni in continua e incessante evoluzione, dalla qualità del quale dipende la qualità della vita dei residenti ed altresì la capacità di attrarre flussi di turisti;

contenere l’uso di nuovo territorio, in primis attraverso il recupero, il riciclo, la conversione dell’edificato esistente e la riqualificazione delle aree dismesse;

migliorare la viabilità e la mobilità, sia a beneficio dei Residenti che quale fattore di attrattività per gli Ospiti, puntando in particolare su forme di mobilità alternativa;

migliorare l’integrazione dei settori produttivi, in una logica di sistema e di maggiore sostenibilità ambientale;

riorganizzare l’esistente piuttosto che aggiungere nuove attrezzature, infrastrutture e servizi;

adottare forme costruttive e materiali, per le nuove edificazioni di tipo residenziale e produttivo, in grado di favorire un inserimento ambientale armonioso.

 


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