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Val di Fassa, interrogazione del consigliere provinciale Degasperi (Onda Civica) sulle strutture ricettive per il personale Rsa

mercoledì, 9 dicembre 2020

Trento – Il consigliere provinciale Filippo Degasperi (Onda Civica) chiede chiarimenti sul mancato utilizzo di strutture destinate ai turisti della Val di Fassa per ospitare il personale della RSA.

Filippo Degasperi - Onda CivicaEcco il testo dell’interrogazione del consigliere provinciale Filippo Degasperi (foto):

E’ noto che una delle maggiori criticità per le APSP dislocate nelle valli del Trentino è quella causata dalla difficoltà a reperire personale sanitario. Nelle valli turistiche allo scarso numero di operatori e professionisti si aggiunge il tema dell’abitazione: l’impossibilità di trovare alloggi a condizioni ragionevoli porta spesso alla rinuncia o all’abbandono degli incarichi. In assenza di un riconoscimento economico che, come da noi proposto, avrebbe potuto venire incontro a chi sceglie di trasferirsi, le sedi nelle valli

maggiormente turistiche sono penalizzate. In tempi di Covid a quanto appena ricordato si aggiunge il problema del rischio contagio per i familiari degli operatori delle RSA. A ciò si è cercato di venire incontro con il servizio organizzato da UPIPA e associazioni albergatori per la messa a disposizione di alloggio alberghiero per:
– operatori che in caso di contaminazione Covid nella propria struttura non intendano rientrare in famiglia;
– operatori assunti a rafforzamento che necessitano di ospitalità essendo residenti in ambito distante dalla struttura;
– operatori che convivendo con familiari positivi non ritengono di riuscire a gestire correttamente l’isolamento.
Bene, a dare la disponibilità in tutto il Trentino tra alberghi, b&b, residence, affittacamere ecc. sono state 24 strutture.
Sappiamo che la Val di Fassa e la sua RSA corrispondono perfettamente con la descrizione sopra riportata, sia per le difficoltà di personale che per quelle abitative legate ai costi delle locazioni. Non può non stupire quindi che in un contesto con ampia disponibilità di strutture alberghiere e similari nessuna di queste si sia offerta per venire incontro a quelli che, in una fase complicata, sono stati con enfasi definiti “eroi”. Probabilmente non il segnale di “vicinanza” che chi si spende tutti i giorni per la collettività e per i suoi anziani si aspettava.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere
1. se le strutture che si occupano di ospitalità in Val di Fassa sono state coinvolte nella ricerca svolta da UPIPA;
2. se esistono già richieste da parte del personale della APSP della Val di Fassa per usufruire del servizio di ospitalità;
3. se non si ritiene necessario sollecitare le associazioni di categoria per individuare anche in Val di Fassa una struttura in grado di assolvere alle esigenze richiamate in premessa“.



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