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Trento: Olivi al Centenario di Chiara Lubich a Cadine

sabato, 25 gennaio 2020

Trento - Olivi al Centenario a Cadine. Radicalismo del dialogo e infaticabilità del confronto, così il messaggio di Chiara Lubich può ispirare il nostro agire politico

Mattarella - Cadine“ll radicalismo del dialogo, l’infaticabilità del confronto con l’altro, senza pregiudizi e senza barriere, alla ricerca di una verità che sembra lontana: sono questi i grandi insegnamenti di Chiara Lubich che possono ispirare il nostro agire politico”. Il vicepresidente del Consiglio Alessandro Olivi è intervenuto questo pomeriggio a Cadine al Centenario dalla nascita di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Trento incontra Chiara”, questo il titolo di quello che gli organizzatori hanno definito “un evento artistico”, condotto dall’attore cubano Arnaldo Galbàn Rivero, regia di Fernando Muraca, “per far conoscere Chiara in tutte le sue dimensioni”.

Accompagnato dalla colonna sonora dei brani della montagna tanto amata da Chiara Lubich, eseguiti dal Coro della Sat, lo spettacolo è stato scandito da letture e interpretazioni delle parole di Chiara Lubich, interventi delle autorità e numerose testimonianze.

Accanto al presidente Mattarella, hanno preso la parola il presidente della Provincia Maurizio Fugatti , il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, il vescovo di Trento mons. Lauro Tisi e Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari.

Andreatta; apertura, accoglienza, dialogo, una lezione per tutti
Il sindaco di Trento Alessandro Andreatta ha ricordato la figura di Chiara Lubich, apprezzata “maestra, amante della natura e delle montagne di casa, che ha dedicato la sua vita all’ideale dell’unità e che quasi 80 anni fa seppe guardare oltre i confini e continua oggi a richiamarci all’apertura e all’accoglienza, unendo nazionalità, fedi e culture, all’insegna del dialogo e del confronto”. La sua è una lezione per tutti, ha concluso, non solo per i credenti e ci insegna ad affrontare il mondo con speranza.

Fugatti: Lubich esprime al meglio cosa significhi essere figlia di questo territorio
Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti ha esordito definendo il Centenario “una preziosa occasione per riscoprire questa figura che esprime al meglio cosa significhi essere figlia di questo territorio, della sua cultura, del suo essere comunità”. 3, a suo avviso, i tratti tipici “trentini” che maggiormente contraddistinguono la vita e lo spirito di Chiara Lubich, che seppe diffondere il suo messaggio in ben 182 paesi del mondo: la forza di volontà, la laboriosità e la resilienza tipiche della gente di montagna, lo spirito del movimento cooperativistico che grazie al suo fondatore don Guetti e all’azione sociale della Chiesa tridentina, seppe migliorare le condizioni di vita di una popolazione estremamente povera e la maniera di interpretare l’essere terra di frontiera, di confine, di incontro tra cultura mitteleuropea e mediterranea, come occasione di dialogo e di convivenza.

Le testimonianze dal mondo e il progetto di pace per Trento
Sono seguite le testimonianze dell’avvocatessa americana Amy Uelmen con la sorella musicista Nancy, dell’imprenditore slovacco Stanislav Lencz, dell’imprenditore di Singapore Lawrence Chang, dei medici congolesi Arthur Ngoi e Florence Mwanabute, dell’insegnante trentina Stella Bozzarelli. Quest’ultima, accompagnata da due suoi alunni, ha raccontato la nascita, quasi 20 anni fa, all’indomani dell’attentato alle torri gemelle. di un progetto di pace. Con la collaborazione dell’ex sindaco di Trento Alberto Pacher, presente all’evento di oggi, che allora rispose alla richiesta di dialogo di un bambino di otto anni, fu avviato un percorso di di ricerca che diede il via a Trento a tantissime iniziative di impegno, di riflessione e di festa, all’insegna della pace.

Tisi: l’altro come regalo, come promessa e come opportunità, l’attualità del messaggio di Chiara
Il vescovo di Trento mons. Lauro Tisi ha evidenziato il messaggio di attualità della Lubich, che sta nella percezione dell’altro come regalo, come promessa e come opportunità. Una donna che appartiene al mondo, al Dio dell’incontro e dell’abbraccio, l’ha definita. Se oggi il carisma di Chiara abbraccia l’umanità intera, ha notato in conclusione, lo dobbiamo al vescovo di Trento che seppe proteggerla e riconoscere in lei la mano di Dio.

Voce: recidere le radici del sospetto e rompere le righe
Ha quindi offerto il proprio contributo Maria Voce, attuale presidente dei Focolari, che ha raccontato la sua maniera di interpretare il messaggio di Chiara, che supera il Movimento dei Focolari e ispira uomini e donne in tutto il mondo. Chiara ci ha insegnato che bisogna promuovere la cultura della fiducia, ha detto, dobbiamo recidere le radici del sospetto e del risentimento per promuovere l’estremismo del dialogo. Infine, ha concluso, dobbiamo rompere le righe e ricordare che siamo tutti fratelli e tutti ugualmente protagonisti, perché ci sono attorno a noi potenzialità enormi.

Mattarella: si può essere forti pur essendo miti e in verità soltanto così si è veramente forti
Infine è intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha richiamato il carisma dell’unità, uno dei tratti fondamentali della personalità di Chiara Lubich, che seppe trasmettere il segno inconfondibile della fede riverberato nei comportamenti quotidiani e sociali. Unità, ha detto, che si traduce in fraternità verso tutti, senza pregiudizi né barriere, fraternità come valore universale, “una vera e propria categoria politica”. Mattarella ha letto in questo contesto un passaggio da un discorso di Chiara a Stoccarda nel 2004, laddove dice che “fraternità politica significa amare la patria altrui come la propria, sentirsi un solo popolo, custode nell’unita delle diversità”. Partendo dall’abuso dell’umanità che era stata la guerra, Chiara Lubich seppe far partire un messaggio di fraternità e riconciliazione, portando un segno di speranza affinchè ciascuno si assuma la propria responsabilità e diventi protagonista. L’estremismo del dialogo vissuto nella cultura della fiducia: sono questi i due capisaldi da cui partire per costruire con pazienza la cultura del dialogo e del rispetto. Mattarella ha richiamato il dialogo tra le religioni, decisivo per la pace e in questo senso profetico nel messaggio di Chiara Lubich e l’economia di comunione, che ha definito “un orizzonte nuovo, ma tutt’altro che marginale per il futuro delle società e delle economie sostenibili”.

“Orgoglio trentino”, ha concluso il presidente della Repubblica, “Lubich ebbe la capacità di trasmettere il proprio carisma e l’efficacia dei suoi insegnamenti: si può essere forti pur essendo miti e in verità soltanto così si è veramente forti”.



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