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Trento: disegno legge anticrisi, via libera dalla II commissione provinciale

domenica, 3 maggio 2020

Trento – Via libera al disegno di legge anticrisi della Giunta Fugatti dopo una mediazione, apprezzata dalle minoranze, che ha permesso di recepire alcuni emendamenti, quindi sono stati sospesi i due ddl proposti da Alessandro Olivi e Lorenzo Ossanna. Alessandro Olivi ottiene un’aggiunta di 17 milioni di euro per le famiglie e il lavoro. Sabato 9 maggio l’esame finale in aula.

II commissione provinciale - TnIN APERTURA - Il presidente della Giunta provinciale Maurizio Fugatti ha aperto stamanI i lavori della Seconda Commissione impegnata con l’esame degli articoli del ddl anticrisi proposto dalla Giunta e di altri due provvedimenti a firma di Alessandro Olivi e Lorenzo Ossanna, informando i consiglieri dell’esito della riunione avuta avuto ieri sera con il ministro Francesco Boccia e con il sottosegretario del ministero di economia e finanza Daniela Castelli. Circa la richiesta rivolta a Boccia sulla sospensione del contributo versato annualmente dalla Provincia per il risanamento dello Stato, Maurizio Fugatti ha spiegato che il ministro si è preso una quindicina di giorni per valutare l’ipotesi, mentre l’approccio avuto con il Mef (Ministero di economia e finanza) “è stato più ragionieristico” che sostanziale. Il Mef – ha proseguito il presidente – sta pensando ad una cifra provvisoria da riconoscere sia alle Regioni a statuto Ordinario che a quelle Speciali, ben lontana dall’entità della proposta evidenziata dalla Provincia. “Oggi – ha concluso Fugatti – si parla di rimettere in moto la trattativa, ma aver voluto mettere sullo stesso piano le risorse da destinare alle regioni ordinarie e quelle riservate alle speciali qualche preoccupazione la suscita. A fronte di una risposta negativa – ha concluso – da parte nostra si può rivedere anche la compartecipazione della Provincia al risanamento dei contati dello Stato”.

LA PANDEMIA – Il presidente della II Commissione Luca Guglielmi ha invitato il dirigente del Dipartimento della salute Giancarlo Ruscitti ad un aggiornamento sulla situazione della pandemia in Trentino. Ruscitti ha tenuto a precisare che l’aver collocato il Trentino come ha fatto nei giorni scorsi la Fondazione Gimbe tra i territori più a rischio in Italia per la possibilità di diffusione del virus in presenza di una riapertura delle attività, è una “interpretazione autonoma” che non corrisponde ai dati reali rilevati nella nostra provincia. In Trentino – ha proseguito Ruscitti – le persone risultate positive sono meno del 3 per cento dei tamponati. “In proporzione – ha sottolineato – abbiamo lo stesso numero di persone sottoposte a tampone della Regione Veneto”. “Il numero di tamponi effettuati nella nostra provincia è inversamente proporzionale alla quantità di casi risultati positivi al Covid-19”. E la quantità di tamponati nel Trentino è, ha aggiunto, tra le più alte del Paese. “In rapporto ai tamponi – ha osservato – nel Trentino risulta il minor tasso di casi positivi e il maggior numero di guariti”.

“Questo non significa – ha precisato il dirigente – che l’avvio della fase 2 non sia foriero di pericoli come ripetono scienziati e ricercatori”. “Ma le precauzioni adottate e le indagini con tampone ci consentono a una sorveglianza attenta per capire se vi sarà una recrudescenza del virus”. Per questo in Trentino sono già stati attivati dei gruppi di lavoro sul Covid che operano d’intesa con i datori del lavoro e con i sindacati. In tutti i luoghi di aggregazione, di lavoro e non – ha ribadito – va mantenuta la distanza. Ruscitti ha poi ricordato che il numero di ricoverati nelle terapie intensive è sensibilmente calato e che stanno guarendo molti anziani nelle Rsa. Segno che le misure adottate dall’Apss in collaborazione con tutti gli enti interessati stanno dando frutto. Ruscitti ha anche segnalato il bisogno di evitare il rischio di contagio nei nuclei familiari e la difficoltà di di identificare i soggetti asintomatici. Domani – ha annunciato – partirà una campagna di screening che prevede 2000 tamponi nei servizi socio-sanitari e affini, per evitare commistioni tra persone asintomatiche e altre suscettibili al virus. Ruscitti ha tenuto a smentire l’attendibilità scientifica dei test sierologici, che permettono di verificare l’esistenza di asintomatici ma non garantiscono affatto circa l’immunità. Il test sierologico acquistato dal governo è sperimentale e ha un valore qualitativo, non quantitativo, permettendo di verificare la presenza di Igc, cioè della memoria di contatto con il virus. Ma questo non significa affatto che la persona sia immune. I test non hanno alcun valore scientifico e possono, anzi, indurrre una pericolosa falsa sicurezza di essere immuni dal virus.

In ogni caso l’Apss da 10 giorni ha iniziato a sottoporre ai test sierologici i propri operatori più esposti. Ruscitti ha ricordato la decisione della Provincia di mantenere l’ospedale di Rovereto come struttura preferenziale per il trattamento dei casi Covid. Tutti i reparti sono stati calibrati per questo. Quanto alle case di riposo, il dirigente ha spiegato vi sono sono circa 500 persone in attesa di entrare nelle rsa e che hanno altre patologie. “Tutti – ha detto – saranno sottoposti ad un tampone e ad un periodo di osservazione di 10-25 giorni prima di essere assegnati alla Rsa. A una domanda del consigliere Alex Marini circa la possibilità per i parenti di avere contatti con gli ospiti delle Rsa in condizioni di sicurezza, Ruscitti ha risposto che per il momento sono possibili solo videochiamate e telefonate e che comunque sono i direttori sanitari a stabilire quando sarà possibile il contatto fisico e in quali condizioni.

L’APPROVAZIONE - Dopo una breve sospensione della Seconda Commissione, presieduta da Luca Guglielmi, per consentire la trattativa tra l’assessore Achille Spinelli e i consiglieri di minoranza Alessandro Olivi e Lorenzo Ossanna, il confronto è ripreso con l’llustrazione dell’intesa raggiunta: i Ddl che sono stati “sospesi” da Olivi e Ossanna perché le proposte emendate della Giunta in cui erano state trasformate d’intesa con l’assessore Spinelli. Soddisfatto anche De Godenz (UpT) per le modifiche apportate dalla Giunta che danno agli albergatori maggiore libertà di decidere come adeguare l’offerta ricettiva nel prossimo futuro. L’emendamento più rilevante recepito nel testo della Giunta è stato quello con cui Olivi ha ottenuto un incremento di 17 milioni di euro delle risorse da destinare ai lavoratori e alle famiglie e che si aggiungono quindi alla variazione del bilancio prevista dal ddl.  Dopo gli accordi di oggi il clima tra gli schieramenti appare disteso e vi è la disponibilità delle minoranze a cercare altri punti di convergenza con la Giunta per poter condividere il provvedimento in occasione dell’esame finale in aula del ddl Fugatti previsto sabato 9 maggio.

Olivi: le modifiche non risolvono i problemi ma sono un passo avanti
Alla ripresa dei lavori della Seconda Commissione, Alessandro Olivi (Pd) ha annunciato la volontà di sospendere l’esame del proprio ddl – il numero 52 – da lui presentato. Per due ragioni. La prima è che si tratta di una proposta di riforma organica della legge 6 del 1999 sugli aiuti alle imprese, ma trovandoci a discutere di misure per l’emergenza in corso non è questa la sede più adatta per affrontare un tema del genere. E poi la Giunta ha sostanzialmente accolto le proposte contenute nei primi articoli del suo ddl e trasformate in emendamenti per contrastare gli effetti negativi delle misure introdotte a causa della pandemia. Olivi ha aggiunto che comunque rilancerà più avanti, una volta superata l’emergenza, il proprio ddl, quando anche la Giunta ne presenterà uno di revisione complessiva della legge 6 del 1999 sugli incentivi alle imprese.

L’esponente del Pd ha poi sintetizzato i contenuti delle sue proposte emendative accolte dalla Giunta, che prevedono interventi non più solo sul versante dell’offerta ma anche della domanda. La modifica più significativa accolta dall’esecutivo aumenta di 17 milioni di euro le risorse da mettere a disposizione degli ammortizzatori sociali e per sostenere il reddito delle famiglie. Anche se questa cifra non risolve certo il problema dell’insufficienza delle risorse messe in campo con questo ddl, comunque per Olivi si tratta di “un passo avanti che dimostra lo sforzo compiuto dalla Giunta con il presidente Fugatti e l’assessore Spinelli”. Un altro emendamento del consigliere accolto dall’esecutivo riguarda le imprese: la Pat potrà erogare il contributo straordinario in seguito a danni da pandemia anche a quelle che superano di poco la soglia dei 9 dipendenti. Questo per non penalizzare quelle che ne hanno qualcuno in più. Terzo emendamento di Olivi: l’abrogazione condivisa con Fugatti della norma che avrebbe consentito di liberalizzare in modo incomprensibile anche le imprese al dettaglio nelle aree produttive di livello locale. Norma che per il consigliere avrebbe azzerato il potere delle amministrazioni locali nella gestione delle attività commerciali. Con il rischio di creare “lunghe strade del commercio” che avrebbero configurato di fatto nuovi centri commerciali.

Ossanna soddisfatto per il recepimento della sua proposta
Anche Lorenzo Ossanna (Patt) è intervenuto per annunciare la sospensione dell’esame del proprio ddl perché il contenuto, riproposto sotto forma di emendamento al comma 3 dell’articolo 44 del testo della Giunta, è stato accolto dopo aver ottenuto ieri il consenso dei soggetti consultati durante le audizioni.

In sostanza è stata recepita la richiesta di permettere alla amministrazioni pubbliche l’affidamento di incarico tecnico-professionali di importo superiore alla soglia europea mediante la procedura negoziata senza previsa pubblicazione del bando di gara prevista dalla legge.

De Godenz: bene l’elasticità concessa agli alberghi
Si è detto soddisfatto, infine, Pietro De Godenz (UpT) per il recepimento degli emendamenti da lui proposti all’articolo 5 che permettono di presentare la domanda di accesso al contributo a fondo perduto previsto dal ddl della Giunta anche agli operatori del settore cultura che avevano aperto una partita Iva dopo il febbraio 2019. De Godenz ha apprezzato anche il ritiro condiviso dall’assessore Spinelli su proposta di Olivi dei commi 2, 3 e 4 dell’articolo 34 in materia di pianificazione urbanistica che “aprivano” le aree produttive del settore secondario di livello locale alle medie strutture commerciali al dettaglio.

Bene anche l’anno di elasticità concesso al settore alberghiero fino al 31 dicembre del 2021 che soddisfa le richieste di Asat e Unat per poter decidere di trasformare di esercizi alberghieri in extralberghieri. De Godenz ha ribadito la sua contrarietà al rischio che questi edifici diventino appartamenti per vacanze.

Meglio permettere agli albergatori di agire con la massima flessibilità nel campo della ristorazione e della ricettività. Il vincolo temporale tranquillizza a suo avviso sia la categoria sia il Cal che ieri aveva espresso perplessità sull’argomento. Infine, in vista dell’esame finale in Aula, De Godenz ha confermato la propria disponibilità a raggiungere una piena intesa con la Giunta sulle misure da adottare per rispondere ai problemi generati dall’emergenza in Trentino. De Godenz ha anche concordato con l’assessore Spinelli la presentazione in Aula di un emendamento che riformuli il requisito richiesto alle imprese del mantenimento dello stesso livello occupazionale pre-Covid per poter accedere al contributo anticrisi previsto dalla Provincia.

L’esame degli articoli e degli emendamenti
Raggiunto un accordo di “non banale accoglimento di diverse proposte”, apprezzato dai consiglieri Olivi, Ossanna e Degodenz, la Commissione ha proseguito l’esame dei 50 articoli del disegno di legge Fugatti. All’articolo 9 il consigliere Olivi, nuovamente sottolineando lo sforzo della Giunta, ha motivato l’astensione perché, ha detto, riguardo fondo di solidarietà territoriale, assegno unico e agenzia del lavoro, di qui all’aula si dovranno fare delle valutazioni.

Approvato all’unanimità anche l’articolo 29 che prevede che la Giunta possa dettare disposizioni di carattere organizzativo e sanitario ulteriori rispetto a quelle individuate a livello statale. La volontà del Governo, ha chiarito Fugatti, sembra essere quella di dare maggiore autonomia e responsabilità ai territori tra l’11 e il 18 maggio a fronte di una stabilizzazione del contagio. Il Trentino, avendo un’organizzazione sanitaria chiara e definita a nostro modo di vedere potrebbe poter fare queste aperture, ha aggiunto: da parte nostra nessun braccio di ferro, ha chiarito, ma solo la volontà di arrivare ad un obiettivo. Su impulso di Olivi con un emendamento condiviso dal Presidente Fugatti, è stato approvato un emendamento abrogativo di tre commi dell’articolo 34 che prevedeva la liberalizzazione delle strutture di vendita al dettaglio nelle aree produttive, con la conseguente possibile creazione di orribili aree commerciali artificiali. Via libera all’emendamento Ossanna all’articolo 44 che con questa norma ha vista recepita integralmente la proposta del suo disegno di legge.

All’articolo 48, emendamento aggiuntivo di Alessandro Olivi, che di fatto incrementa di 17 milioni di euro le risorse per gli interventi a favore di lavoro e famiglia. Le proposte che avevamo fatto erano molto più robuste, ha osservato l’esponente del PD, ma la cifra aggiunta ai capitoli consente di affrontare l’avvio di questa nuova stagione della ripartenza con qualche strumento in più. Ora occorrerà che la Giunta decida come canalizzare queste risorse, su assegno unico, agenzia del lavoro o ammortizzatori sociali.

Le dichiarazioni di voto
Alessandro Olivi ha preannunciato il voto di astensione, da interpretare come stimolo al proprio gruppo e alla maggioranza di lavorare di qui all’aula per dare dimostrazione di quella unità e cooperazione che ho colto nei lavori di queste due giornate. Una manovra che mancava di espansione sul fronte di una maggiore protezione al lavoro e al welfare universalistico trentino e che abbiamo modificato insieme: ci sarebbero altre modifiche, come tutta la parte sulla disciplina della ricettività che andrebbe corretta, ma ci lavoreremo di qui all’aula, per arrivare magari alla fine ad un voto favorevole. Ha espresso una posizione favorevole Lorenzo Ossanna (Patt) che ha apprezzato anche il lavoro di ascolto da parte della Giunta osservato in questi giorni. Mi aspetto un’ulteriore manovra, ha aggiunto, per attuare a pieno la ripartenza di cui il Trentino ha bisogno. Astensione da parte di Pietro De Godenz (Upt) pur con l’apprezzamento per il metodo di condivisione adottato dalla Giunta: di qui all’aula ci confronteremo ancora, in particolare sulla partita che riguarda gli alberghi, magari per arrivare ad una condivisione generale di tutto il Consiglio.

Denis Paoli (Lega) ha ringraziato la Giunta: un ottimo lavoro che mette le basi per il futuro del Trentino e apertura nei confronti dei colleghi di maggioranza, ma anche delle minoranze, auspicando che in aula arrivi un voto favorevole trasversale.

L’esito del voto: 2 astenuti (Olivi e De Godenz) e 5 favorevoli, tra i quali anche Ossanna del Patt.
L’assessore Achille Spinelli ha aggiunto un pensiero: su queste ottime basi potremo arrivare ad una fase d’aula ragionata, collaborativa ed efficace.

Alla seduta domenicale della Seconda Commissione, conclusasi poco prima delle 13, oltre al Governatore Fugatti, all’assessore Spinelli e al presidente Luca Guglielmi hanno partecipato, in presenza, i consiglieri De Godenz, Moranduzzo, Paoli, Cavada, Olivi e Ossanna, solo quest’ultimo collegato in videoconferenza. Alcuni altri consiglieri che non sono membri dell’organismo hanno seguito la seduta in videoconferenza. I lavori nella sala Lenzi di Palazzo Trentini sono stati sempre seguiti anche dal presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder.

IL COMMENTO DEI SINDACATI

Dichiarazioni dei segretari di CGIL CISL UIL del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti

“Il confronto tra maggioranza e opposizione ha prodotto un primo risultato. Nella discussione sul disegno di legge firmato dal consigliere Olivi e da altri, la Giunta ha proposto di integrare la manovra con uno stanziamento di 17 milioni di euro per sostenere i redditi delle lavoratrici e dei lavoratori in difficoltà economica e quindi anche delle loro famiglie.
E’ un significaivo passo in avanti nella giusta direzione. La Giunta con questo atto riconosce finalmente che le richieste di Cgil Cisl Uil non erano pensate per sollevare polemiche strumentali, bensì erano giustificate dalla necessità di sostenere la capacità di spesa delle famiglie e quindi l’economia in questa fase di ripartenza. Ora bisogna lavorare insieme per trovare le soluzioni migliori per mettere in circolo queste risorse tutelando per primi i soggetti più deboli sul mercato del lavoro, visto la grave emergenza in atto anche in Trentino.

Restano comunque le critiche all’impianto complessivo della manovra e ad alcune decisioni puntali. Come atbbiamo scritto mancano interventi per rafforzare la sanità pubblica in una fase in cui la ripresa economica dipenderà molto dall’efficienza dei servizi medici e sanitari e dalle strategie pubbliche di contenimento del contagio. C’è poi la ferita delle risorse sottratte senza alcun confronto ai dipendenti degli enti pubblici provinciali e l’indeterminatezza degli stanziamenti per il riconoscimento economico per chi ha lavorato nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria. C’è ancora tempo, di qui all’approvazione della manovra in aula per porre i ulteriori correttivi alla manovra della Giunta”.



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