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Trento, appello dei sindacati: urge finanziare gli ammortizzatori sociali

martedì, 21 luglio 2020

Trento – Terziario, “è urgente finanziarie gli ammortizzatori ordinari”. Appello dei sindacati trentini affinché la Provincia stanzi le risorse necessarie a sostenere i lavoratori di turismo, ristorazione e servizi.

“Con una contrazione del 37,6% delle assunzioni il terziario è un settore che sta pagando un prezzo altissimo in termini di perdita di posti di lavoro. La ripartenza lenta per il turismo e la ristorazione, l’incertezza sull’apertura delle scuole e dunque sulle mense scolastiche preoccupano moltissimo i lavoratori, molti dei quali ormai sono agli sgoccioli con la cassa integrazione Covid 19. In questo quadro preoccupa la situazione delle casse del Fondo di solidarietà del Trentino, senza risorse per finanziare gli ammortizzatori ordinari”.

A lanciare l’allarme sono i tre segretari generali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, Paola Bassetti, Lamberto Avanzo e Walter Largher. “Oggi il Fondo ha esaurito le risorse proprie per garantire i pagamenti ai lavoratori nel caso in cui le aziende dovessero fare ricorso agli ammortizzatori sociali ordinari – spiegano -. E’ urgente dunque che la Provincia di Trento stanzi delle risorse per consentire l’operatività ordinaria del Fondo, così come ha fatto l’Alto Adige stanziando complessivamente 60 milioni di euro per integrare gli ammortizzatori sociali. L’accordo raggiunto con Roma sulla copertura del mancato gettito darà a Piazza Dante dei margini di manovra in più, dunque non si possono ignorare i bisogni dei lavoratori”.

“La preoccupazione è che molti lavoratori esaurite le otto settimane di cassa Covid 19, al momento non ancora estese dal Governo, si trovino a casa senza alcun reddito. In questa situazione il ricorso alla cassa integrazione ordinaria potrebbe rappresentare una soluzione, almeno temporanea, ma il Fondo ha dovuto spendere tutto quanto aveva in cassa, costituito dai contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro, per garantire le prestazioni legate all’emergenza sanitaria. La Provincia non può continuare ad ignorare questa emergenza né continuare a prendere tempo aspettando che sia il Governo a fare il primo passo. Anche noi ci attendiamo un’azione da Roma, ma intanto il Governo provinciale non può restare a guardare mentre i lavoratori e le lavoratrici affondano nella crisi”, concludono i tre segretari.



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