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Trento: appello dei sindacati pensionati ai candidati sindaci alle elezioni del 20 e 21 settembre

giovedì, 10 settembre 2020

Trento – Appello dei sindacati pensionati ai candidati sindaci alle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre. Alla fine dell’ultima legislatura, dopo lunghe discussioni e confronti sia tra le forze politiche allora presenti in Consiglio che tra Giunta provinciale e sindacati si era arrivati all’approvazione della legge provinciale n.14 del 2017 definita Spazio argento che riconsiderava, all’evidenza conclamata di un’aspettativa di vita sempre più lunga da parte delle persone e pertanto ad un progressivo aumento delle patologie croniche, una nuova e più rispondente organizzazione dell’assistenza e della sanità sul territorio.

Alla luce, infatti, di un numero crescente di anziani si è dovuto affrontare il problema dell’invecchiamento, facendo leva soprattutto sulla prevenzione, sull’invecchiamento attivo e su un modello sociale e assistenziale diverso. Infatti l’indicazione di fondo è oggi quella, nel limite del possibile, di mantenere l’anziano sul proprio territorio, continuando a vivere dov’è cresciuto e ha creato i propri rapporti sociali senza perdere i riferimenti di un’intera esistenza, riservando pertanto la collocazione nelle RSA solo alle persone anziane prevalentemente inabili e non auto sufficienti.

Questa situazione richiede una riorganizzazione della sanità territoriale per renderla più vicina ai bisogni del territorio. Attualmente oltre la metà dei non autosufficienti vengono assistiti in regime di assistenza domiciliare, dato l’insufficiente numero di posti nelle RSA.

E’ la pandemia da COVID 19 a far capire che questo modello che mette al centro della sanità l’ospedale non è più adeguato alle attuali esigenze. L’ospedale come struttura sanitaria chiamata a rispondere e risolvere problemi di acuzie e non di cronicità è stato travolto dalle numerose richieste di ricovero d’urgenza tanto che molti anziani anche ospiti delle RSA, pur in presenza d’infezione non sono stati ricoverati, ma lasciati nelle RSA o nelle famiglie aumentando il rischio di contagio e di decesso.

Tutto ciò ha evidenziato la carenza di un’organizzazione sanitaria territoriale che non supporta la permanenza degli anziani con problematiche di cronicità in RSA o in famiglia in quanto priva di figure specialistiche e di una rete socio-sanitaria supportata da una legge che sebbene siano passati 3 anni dall’approvazione, non sia stata ancora né applicata né sperimentata. 

E’ pur vero che la dichiarazione di stato di emergenza su tutto il territorio nazionale ha prorogato i tempi dell’avvio della sperimentazione dello “Spazio Argento” nelle tre zone individuate con diverse tipologie quali Trento città, Comunità delle Giudicarie e Comunità del Primiero. È altrettanto vero che la stessa Giunta provinciale fin dall’inizio della legislatura non ha mai espresso in modo deciso la convinzione sul nodo centrale della riforma: la stretta collaborazione fra settore sanitario e settore assistenziale al fine di realizzare il principio non solo giuridico, ma anche etico del prendersi in carico l’anziano in caso di difficoltà.

L’applicazione del modello del “Nuovo welfare” territoriale permetterebbe di favorire sempre più la permanenza dell’anziano sul territorio e soprattutto all’interno della propria famiglia e vicino ai propri affetti. Pertanto considerata la difficoltà di incontrare l’attuale assessore alla sanità in quanto inascoltati, ci rivolgiamo come organizzazioni sindacali dei pensionati SPI CGIL, FNP CISL e UIL Pensionati a chi si candida per guidare la propria comunità tenga presente che in Trentino circa un terzo della popolazione è anziana, di conseguenza anche sul territorio del comune che ritiene di poter amministrare. 

Con questo appello, rivolto ai futuri amministratori locali e a quelli in continuità di mandato elettorale chiediamo un ripensamento profondo del ruolo e dell’organizzazione delle RSA, compresa una graduale normalizzazione degli accessi e delle visite dei familiari, il potenziamento della domiciliarità e delle connesse politiche abitative.

Riteniamo urgente quindi che la Giunta apra un confronto con le parti sociali sulla predisposizione del Piano sanitario di prevenzione della diffusione del Covid-19 in vista dell’autunno, compreso l’avvio della sperimentazione dello Spazio Argento, il nuovo progetto di welfare anziani varato con la riforma del 2017. Dopo il rinvio di oltre due anni dalla sua approvazione non vorremmo ora assistere con rammarico ad un possibile depotenziamento di fatto della governance unitaria dello Spazio Argento, con l’esclusione della componente sanitaria. Una scelta che sarebbe incomprensibile e che metterebbe in discussione gli stessi obiettivi fondativi della riforma, in quanto potrebbe essere limitativa a quell’integrazione socio sanitaria che sta alla base di un servizio sanitario territoriale rafforzato, innovativo e qualificato, anche attraverso l’inserimento di figure professionali quali psicologo, geriatra, fisioterapista, in grado di garantire servizi di cura e prevenzione a favore delle persone anziane con patologie croniche, con problemi di salute mentale, non autosufficienti, basato sulla presa in carico unitaria delle persone in difficoltà e delle loro famiglie.

Restano per noi prioritari il potenziamento dei servizi sanitari di base, dei servizi di prevenzione, il sostegno all’invecchiamento attivo e l’investimento sulla domiciliarità (invecchiare a casa propria) che costituiscono il cuore della riforma Spazio Argento. A questo fine vanno incentivati e recuperati i ritardi nell’utilizzo delle tecnologie digitali per la teleassistenza e la telemedicina e l’avvio di nuove politiche abitative a misura delle persone anziane.

In questa prospettiva è evidente che la spesa sanitaria e sociale, a partire dalla centralità del diritto alla tutela della salute intesa nella sua globalità di benessere fisico, psichico e sociale, costituisce un contributo all’elaborazione di un progetto di crescita economica, di sviluppo sostenibile e di coesione territoriale del Trentino, sulla base del quale condividere puntuali strategie di rilancio socio-economico dell’Autonomia con il coinvolgimento di tutte le parti sociali, gli enti locali, le associazioni professionali e i soggetti aggregativi della società civile. A disposizione per eventuali ulteriori approfondimenti, inviamo auguri di buona amministrazione“.

SPI CGIL- FNP CISL- UILP, Ruggero Purin, Tamara Lambiase e Claudio Luchini



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