Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.
X
Ad

Ad
Ad

Ad


Personale A22 del Brennero, Filt: “Prorogare la cassa integrazione è una provocazione”

lunedì, 25 maggio 2020

Trento – I sindacati trentini contro la proroga della cassa integrazione per il personale sulla A22. Filt dura: “E’ una provocazione, il traffico è in ripresa e il bilancio della società è più che solido. Si investa invece sullo smart working”.

LE CRITICHE DI FILT

La scelta di prorogare la cassa integrazione per il personale di autostrada del Brennero è una provocazione nei confronti dei lavoratori”. La Filt del Trentino non ci sta all’idea di ricorrere per ulteriori cinque settimane all’ammortizzatore sociale. Una decisione, sostiene il sindacato, che non è coerente con gli ottimi risultati di bilancio resi noti nei giorni scorsi né con la graduale ripresa del traffico. “Se in una prima fase la richiesta di cassa è stata legittima e giusta a causa della drastica riduzione del traffico imposta dall’emergenza sanitaria – dice Stefano Montani, segretario provinciale della Filt -, oggi il transito di mezzi è in crescita e con l’apertura delle frontiere e l’auspicato arrivo dei turisti la situazione migliorerà ulteriormente, seppur difficilmente si tornerà ai volumi pre Covid. Tutto, dunque, lascia presagire che il personale può e deve rientrare tutto al lavoro”.

Per i sindacati è tempo di rientrare in servizio per esattori, tecnici ed ausiliari che con l’aumento del traffico e della manutenzione dovranno essere richiamati al lavoro, ma anche per il personale di sede che, a differenza di quasi tutti i lavoratori di grosse imprese (non solo pubbliche), ha usufruito della possibilità di lavorare dal proprio domicilio in percentuali modeste, nonostante la richiesta, in tal senso, di tutte le organizzazioni sindacali.

Proprio sul lavoro agile si concentra l’attenzione della Filt. “Nonostante questa modalità sia prevista e normata nel contratto delle Autostrade in Via Brennero si è fatto un ricorso minimo al lavoro agile in questo situazione di emergenza – sottolinea il sindacato -. Una società all’85% di capitale pubblico dovrebbe quantomeno attenersi per favorire al massimo l’utilizzo di lavoro agile per permettere a tutti i propri dipendenti, ove possibile, di lavorare senza ricorrere ad ammortizzatori sociali”. Sul punto Filt chiede coerenza ad Autobrennero. “Sullo smart working A22 dovrebbe rispettare e applicare i protocolli per il contenimento della diffusione del virus Covid 19 sottoscritti su invito del Presidente del Consiglio, dai Ministri dell’Economia, del Lavoro, della Salute e dalle parti sociali, compresa quella datoriale che rappresenta anche Via Berlino”. Senza dimenticare che gli 87 milioni di utili conseguiti dalla società sono frutto anche dell’impegno dei lavoratori e “anche di questo bisognerebbe essere consapevoli quando si discute di lavoro agile”.

Infine resta la preoccupazione per il personale stagionale: “se la Società continuerà ad insistere sulla probabile, ma ad oggi solo ipotetica, riduzione di traffico ci saranno ripercussioni importanti sul personale stagionale che ad oggi. Su questo punto la nostra attenzione è massima”, conclude Montani.



© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136