Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.
X
Ad
Ad


Mascherine in classe, la protesta dei genitori a Trento: difendiamo la salute dei bambini

domenica, 15 novembre 2020

Trento – La protesta delle famiglie trentine nel cuore del capoluogo ha lasciato il segno: mamme, papà, bambini e anche insegnanti hanno raggiunto piazza Dante per far sentire la loro voce contro l’ultimo DPCM che inasprisce ulteriormente le misure di prevenzione Covid anche nelle scuole, prevedendo la mascherina non più solo nelle fasi dinamiche e “sociali” della scuola (ingresso e uscita, spostamento nei corridoi, ricreazione, momenti in aula nei quali gli alunni o l’insegnante non sono seduti e distanziati) ma per tutta la durata delle lezioni, dunque, per chi fa il tempo pieno, anche per otto ore – tolti ovviamente i momenti dei pasti e quelli in cui si canta o utilizzano strumenti a fiato.

Trento - protestaTanti i cartelli portati in piazza Dante, con slogan come “limitare l’apporto di ossigeno al cervello di un bambino è un delitto”, “tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi se ne ricordano”, “non siamo no-mask, siamo preoccupati per i bambini”,  “difendiamo la salute dei nostri bambini”.

Inoltre i manifestanti si sono dotati di doppia mascherina, sia quella chirurgica che maschere di carnevale, teatrali e fatte in casa – hanno elencato gli studi e le raccomandazioni di OMS, WHO e Unicef critiche nei confronti dell’utilizzo della mascherina così a lungo in età pediatrica.

“Se normalmente si respirano 400-450 ppm di anidride carbonica – hanno sostenuto i genitori, riportando un recente studio dell’Agenzia dell’Ambiente di Bolzano – con la mascherina chirurgica si arriva a 3.500 ppm, con la FFP2 e le mascherine di comunità anche di più, 10 volte la quantità di CO2 presente nell’aria, quando il Ministero dell’Ambiente tedesco considera sopra le 2.000 PPM l’aria igienicamente inaccettabile”.

Di fronte a studi contraddittori, ma anche solo al dubbio di possibili danni alla salute dei bambini – hanno ribadito i genitori presenti – andrebbe applicato il principio di precauzione: “non sono i bambini a riempire gli ospedali – sostengono i genitori – eppure sono quelli che pagano il prezzo più alto della pandemia”.

Una protesta pacifica che ha però colpito per il messaggio forte lanciato e un monito a quanti giorno dopo giorno sproloquiano e si contraddicono anche sulle scelte da compiere per contrastare la pandemia.



© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136