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L’attesa è finita: a Trento il Muse di Renzo Piano diventa realtà tra le polemiche

venerdì, 26 luglio 2013

Trento- C’è grandissima attesa per l’inaugurazione, in programma domani, di Muse, il nuovo grande museo delle scienze progettato da Renzo Piano in una parte della grande area ex-Michelin di Trento, trasformata nell’innovativo quartiere “Le Albere” da un ambizioso e complesso intervento di riqualificazione urbana di straordinarie proporzioni, che si sviluppa complessivamente  su un’area di 110 mila metri quadri, promossa da Castello SGR e condotta, quale general contractor, dalla lecchese Colombo Costruzioni Spa.

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Il museo ha creato mille polemiche nell’opinione pubblica per l’investimento che ha comportato, anche se l’opera porrà sempre più il Trentino tra le mete anche culturali italiane. L’investimento, circa 70 milioni di Euro, si è reso necessario per la realizzazione di questo museo, che si sviluppa su 11 mila metri quadri di superficie, con cinque piani fuori terra e due sotto il livello stradale. Il Muse, infatti, si annuncia come una struttura assolutamente d’avanguardia sotto il profilo del suo “concept”, che pone al centro l’uomo nel suo rapporto con l’ambiente, la terra e l’universo. Una visione fortemente antropocentrica, declinata in tutti gli spazi espositivi di questa struttura, attraverso l’impiego delle più moderne ed interattive tecnologie, che fanno del Muse un museo per l’uomo contemporaneo che guarda al futuro, consapevole della responsabilità che é chiamato ad esercitare sul l’ambiente in cui abita.

Al futuro guarda anche il disegno progettuale dell’edificio, concepito da Renzo Piano e perfettamente coerente con il nuovo quartiere in cui si è inserito. Caratterizzato da un profilo mosso che ricorda quello delle montagne trentine, con i loro picchi e le loro valli, il Muse entra in un intenso dialogo con l’ambiente circostante attraverso le grandi vetrate che si sviluppano a tutta altezza e conferiscono un’immagine di totale trasparenza all’edificio, accentuata dai riflessi dello specchio d’acqua su cui si affaccia e appare adagiato.Foto3

Proprio il vetro, insieme al legno e alla pietra, sono i materiali impiegati nelle superfici e nei rivestimenti del Muse, all’insegna della massima naturalità della struttura. Una visione, questa, che si coniuga con l’obiettivo complementare del massimo risparmio energetico, conseguito attraverso l’utilizzo delle più sofisticate tecnologie impiantistiche: dalla copertura con pannelli fotovoltaici all’installazione di un impianto geotermico pilota, dall’attenta selezione delle tipologie di tamponamento all’accurata scelta dei materiali isolanti.

Del resto questo approccio distingue l’intero quartiere “Le Albere”, completamente autonomo, grazie ad una centrale di trigenerazione che garantisce l’energia elettrica, il calore e il raffrescamento di tutti gli edifici, oltre che dotato di una complessa rete di cablaggi che consente efficienti telecomunicazioni e l’ottimale funzionamento degli impianti domotici che regolano la gestione delle diverse strutture. L’evento inaugurale del Muse avrà inizio domani alle 18 e si svilupperà per 24 ore consecutive, alternando performance artistiche e scientifiche, incontri con esperti, visite guidate e laboratori didattici.


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