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La Storia del Coronavirus a Bergamo e Brescia, un “manuale” per affrontare la crisi

martedì, 23 febbraio 2021

Brescia – Roma, 23/02/21. Covid, anno uno. A 12 mesi dalla scoperta del paziente 1 a Codogno, si torna a parlare dei primissimi giorni dell’emergenza sanitaria, l’atto di inizio dell’incubo coronavirus. Che a Bergamo e Brescia ha avuto il suo epicentro: una storia segnata da immagini simbolo che mai dimenticheremo. Ma anche da tante vicende private che si intrecciano alle grandi storie e ai protagonisti dell’era Covid.

“A un anno dall’inizio – afferma il giornalista Giuseppe Spatola, autore de “La Storia del Coronavirus a Bergamo e Brescia” targato Typimedia Editore – il nostro volume torna di attualità. Il libro è nato come cronaca dei 100 giorni che hanno cambiato le nostre vite, con l’idea di mettere insieme fatti avvenuti troppo velocemente. È un manuale sull’approccio all’emergenza, sul come attrezzarsi per far fronte alla nuova fase. Rileggerlo oggi può servire a mettere a fuoco similitudini con il presente, ma anche la capacità di non commettere gli stessi errori”. 

La Storia del Coronavirus a Bergamo e Brescia” ripercorre i momenti bui e luminosi dell’emergenza sanitaria che ha visto le città di Bergamo e Brescia, storicamente rivali, unite in un abbraccio che ha trasformato il dolore in forza. “Mentre scrivevamo il libro – continua Spatola – avevamo la percezione di un progressivo ritorno alla normalità. Ma il #tuttoandrabene è stato smentito dai fatti e oggi la certezza è che il mondo pre-Covid non tornerà. Il libro chiudeva sulla scoperta a Brescia di tre diversi ceppi del virus, un’anticipazione del presente. Mentre l’attualità ci riporta in piena emergenza, con Brescia – sesta provincia per rapporto contagi-abitanti – da oggi zona arancio rinforzata con tutte le scuole chiuse, e Bergamo la provincia che ha subito il massimo incremento nelle ultime due settimane per la variante inglese”. 

“Della storia che ci è letteralmente passata addosso, queste pagine ne hanno trattenuta un po’ – spiega Luigi Carletti, presidente di Typimedia – quella che può aiutare a decifrare, a comprendere, e magari a sentirsi un po’ meno vulnerabili per il futuro”. 



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