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Iseo: Goletta dei laghi svela l’inquinamento nel Sebino. I risultati

lunedì, 3 luglio 2017

Iseo – Svelati oggi i risultati del monitoraggio scientifico sul lago d’Iseo: 6 punti indagati su 9 indagati risultano inquinati o fortemente inquinati. Anche quest’anno campionato il Sebino per l’analisi delle microplastiche in centro lago e alla foce dell’Oglio.

Il lago d’Iseo ancora una volta mostra diverse criticità per quanto riguarda gli scarichi non depurati che finiscono nelle acque lacustri: sotto accusa i sistemi di collettamento insufficienti e gli scarichi fognari non depurati.

microplastiche lago Iseo 1

Si è conclusa la prima tappa del tour della Goletta dei laghi, la campagna di Legambiente realizzata in collaborazione col Conou Consorzio Obbligatorio Olii Esausti) e Novamont e che da 12 anni attraversa l’Italia per monitorare la qualità  delle acque, degli ecosistemi e dei territori lacustri. Questa mattina nell’ambito di Festambiente Laghi, sul lungolago di  Castro, i tecnici e i biologi della Goletta hanno presentato i dati dei campionamenti effettuati sul lago d’Iseo, tra le  province di Brescia e Bergamo.

“La Goletta dei Laghi – Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – è uno strumento importante dell’associazione per indagare le criticità dei bacini lacustri, soprattutto dove vengono rilevati i rischi più elevati di  inquinamento, sia legato all’elevata pressione antropica che all’affluenza di scarichi civili nel bacino. Purtroppo negli ultimi  anni abbiamo visto pochissimi passi avanti rispetto all’annoso problema del collettamento fognario dei comuni interni e i  pochi depuratori presenti non riescono a raccogliere tutte le acque reflue.

Una lentezza imbarazzante, che ci espone anche  alle procedure d’infrazione europee. Al centro della campagna anche il problema delle microplastiche presenti nel lago. Lo  scorso anno abbiamo rilevato, campionando tre diverse aree del lago, una media di 40mila particelle per kmq. Quest’anno  il monitoraggio approfondirà l’origine e gli apporti di questo tipo di inquinamento. Un problema ancora poco conosciuto e  studiato nei laghi italiani”.

In base a quanto è emerso dal monitoraggio scientifico – effettuato in determinati punti individuati anche grazie alle segnalazioni dei cittadini tramite SOS Goletta* – sul Lago d’Iseo il laboratorio di Goletta dei Laghi anche quest’anno ha  evidenziato problematiche già rilevate nelle edizioni passate della campagna per quanto riguarda 6 dei 9 campioni  oggetto dell’indagine microbiologica. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e  vengono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di  balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che  superano di più del doppio tali valori. Nel monitoraggio vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i  piccoli canali che spesso troviamo lungo le rive dei laghi: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione  batterica dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano nel lago. Quello di  Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali delle Ats locali, né pretende di  assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle  soluzioni. blitz Stoppani 01

Sulla sponda bergamasca risultano fortemente inquinati i campioni prelevati alla foce del torrente Borlezza a Castro e della foce del fiume Oglio a Costa Volpino. Si rileva un miglioramento rispetto al monitoraggio del 2016 per quanto  riguarda il canale presso la spiaggia Bar delle Rose nel comune di Costa Volpino e la foce del torrente Rino nel comune di  Tavernola Bergamasca, che risultano entro i limiti di legge.

“Tutti gli anni rileviamo le stesse criticità sul lago d’Iseo – dichiara Massimo Rota, presidente Legambiente Alto Sebino – la situazione è particolarmente critica alle foci del torrente Borlezza e del fiume Oglio, punti che si riconfermano  fortemente inquinati. È chiaro da tempo che occorre un intervento strutturale sul sistema della rete fognaria, perché in  caso di eccesso di acqua gli sfioratori di piena riversano acqua non depurata direttamente nel fiume e quindi nel lago. Il  problema della mancanza di collettamento della Valle Camonica, i cui scarichi finiscono per essere trasportati dall’Oglio al  Sebino, resta ancora una priorità da risolvere, ne va della salute sia dei cittadini, che fanno il bagno e pescano nelle acque  del lago, ma anche dell’intero ecosistema lacustre”.

Mentre sulla sponda bresciana risultano inquinati da batteri fecali i campioni prelevati presso la foce del torrente Calchere nel comune di Sulzano, mentre fortemente inquinati i campioni prelevati presso l’Arsena di Pisogne e Peschiera a Montisola. Quest’anno, su segnalazione di un cittadino*, è stata campionata la spiaggia a sud del canale industriale nel comune di Pisogne che è risultata inquinata.

“Dopo l’esperienza di The Floating Piers, che ha attirato su Montisola l’attenzione di tutto il mondo, vorremmo vedere finalmente risolta la situazione negativa che ogni anno rileviamo a Peschiera – sottolinea Dario Balotta, presidente del  circolo Legambiente Basso Sebino – Se vogliamo che il turismo portato dall’evento di Christo continui a sostenere  l’economia locale, anche interventi di sistemazione degli scarichi risultano fondamentali”.


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